Quello che non ho…

4 07 2009

Non so se dedicare questo post al grande autore della canzone che citerò, o se dedicarlo alle migliaia di persone che piangono alla sola idea di vedere un paese così bello in rovina.

E mentre io scrivo non sono solo, ma sono accompagnato dalle sue parole. Io sono un matto, un blasfemo, un piccolo uomo senza soldì né potere. Io ora sono qui, in una instabile casa (magari anche cementificata con la sabbia), alle falde del pluristuprato vulcano partenopeo, disturbato dal rumore di auto e dall’odore di smog, dalle urla di ragazzi frivoli in moto, e da dolci esalazioni di diossina. Io abito a Ponticelli. Da come ne parlo dovrei odiarla, fottuta città assorbita dal cancro, senza attrazioni né pregi, uno squallido quartiere senza senso. Io non vivo ad Arcore, non ho una villa in Sardegna né tantomeno posso vivere su una barchetta in mezzo al mare.

Eppure io amo i miei marciapiedi, fatti di cemento rotto e malmesso, o di pietroni di granito sformati. Io ci sono cresciuto tra queste strade, ed io non sono come loro. Il problema, allora, non sta nello squallido quartiere. Com’è possibile che, in barba a tutte le dicerie, migliaia di padani siano i più grandi criminali d’Italia, truffatori a viso scoperto e legalizzati, mentre io, nato e vissuto in un covo di camorra, non sono avverso alla legge? (a volte mi verrebbe da dire che è la legge che è avversa a loro, ma vabbé)

“Il problema è nella cultura” dico spesso, ma poi ci ripenso. Che c’è di diverso dalla mia cultura a quella di un camorrista? che c’è di strano in me, come in qualsiasi altro ragazzo giusto, da un politico corrotto?

La fede? Non commettere atti impuri che Dio ti guarda !

Ho visto tanti uomini ammazzare, prendere tangenti e poi farsi la croce, sposarsi in chiesa e pregare al grande Dio. Io sono agnostico. Della magnifica canzone, che ora vi propongo, cito per rispondere alle domande che mi sono posto : “Quello che non ho, è quello che non mi manca”. Io non sono come voi, e non vorrei mai esserlo. Andatevene a Fanculo, godetevi le vostre puttane e, magari, se potete, lasciatemi in pace.

Amen.


Lo Scassacazzo





La grande Babylon

2 07 2009

DDL SICUREZZA: OK DAL SENATO, ORA E’ LEGGE

ROMA – L’Aula del Senato ha definitivamente approvato il ddl sulla sicurezza, da oggi legge dello Stato. I voti favorevoli sono stati 157, quelli contrari 124 e 3 gli astenuti. Hanno votato a favore PdL, Lega Nord e MpA. Contro si sono espressi Pd, Italia dei Valori e Udc.

I PUNTI PRINCIPALI DEL PROVVEDIMENTO:
ROMA – Chi entra in Italia o vi soggiorna clandestinamente commette un reato. Per avere la cittadinanza si dovrà pagare una tassa da 200 euro. La permanenza nei centri di identificazione ed espulsione potrà arrivare fino a sei mesi. Le ‘ronde’ diventano legali. Sono alcune delle misure del ddl sicurezza che il Senato, con il sì alla terza fiducia, ha convertito in legge.

REATO DI CLANDESTINITA’ –
L’immigrazione clandestina diventa reato. L’articolo 21 del testo introduce nell’ordinamento il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. I clandestini non rischiano l’arresto, ma si vedranno infliggere un’ammenda dai 5mila ai 10mila euro, con espulsione immediata. La norma rende obbligatorio denunciare i clandestini all’autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali è stata prevista un’apposita deroga.

NEI CIE FINO A 180 GIORNI - L’extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno può rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Fino ad oggi il periodo era di due mesi.

TASSA DI 200 EURO PER AVERE CITTADINANZA -
Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell’ Interno e dell’Economia tra gli 80 e i 200 euro.

QUERELLE SUI ‘BIMBI INVISIBILI’ - Giuristi e politici si sono divisi sulla possibilità per le madri clandestine di riconoscere i figli nati in Italia alla luce del fatto che la clandestinità diventa reato. Secondo la maggioranza non ci sarà alcun problema, visto che una norma della Bossi-Fini dà la possibilità alle puerpere irregolari di avere un permesso di soggiorno fino al compimento del sesto mese del bambino. Secondo l’opposizione, alcune associazioni e diversi giuristi, il fatto che la clandestinità diventi reato ostacola l’applicazione ‘tout court’ del permesso di soggiorno temporaneo se non altro perché per l’ufficiale all’anagrafe scatterebbe immediato l’obbligo di denuncia. In più, per avere diritto ad ogni tipo di prestazione pubblica (come l’iscrizione all’anagrafe) si prevede che occorrano il passaporto o il permesso di soggiorno. In assenza dei due documenti il riconoscimento della prole non sarebbe dunque possibile. I bambini potrebbero diventare così adottabili.

CARCERE SE SI AFFITTA A CLANDESTINI –
Si rischia il carcere fino a 3 anni se si dà in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto.

SI’ ALLE ‘RONDE’ - Associazioni di cittadini potranno pattugliare il territorio e segnalare alle forze dell’ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e dovranno essere formate prioritariamente da ex agenti.

REGISTRO DEI ‘CLOCHARD’ -
I senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale.

CARCERE FINO A TRE ANNI SE SI OLTRAGGIA PUBBLICO UFFICIALE - Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna se è il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari.

INTATTI POTERI PROCURATORE ANTIMAFIA - Li avevano limitati, ma ora si è tornati alla legge attuale. Pietro Grasso aveva chiesto che la norma del ddl cambiasse e così è stato. INASPRITO IL 41 BIS – Detenzione più lunga di altri 4 anni. Si prevedono carceri “ad hoc” per i boss preferibilmente sulle isole. Più difficile per loro comunicare anche con l’esterno.

NASCE ALBO PER BUTTAFUORI E AMMINISTRATORI GIUDIZIARI - Anche i ‘gorilla’ che vigilano sulla ‘pace’ fuori da pub e discoteche dovranno avere particolari requisiti (li deciderà il Viminale) e avranno presto un loro albo. E un Albo ad hoc lo avranno anche gli amministratori giudiziari.

OBBLIGO DENUNCIA ‘PIZZO’ PER COSTRUTTORI -
Per partecipare alle gare d’appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un’estorsione senza conseguente denuncia, che l’estromissione dalla gara dell’imprenditore è assicurata.

[www.ansa.it]

giulia





A.A.A. Autodeterminati, ora più che mai !

24 06 2009

Voglio gridare ancora di più, ora, slogan delle associazioni gay, lesbo e di qualsivoglia trasgressione imperdonabile.

Se rimanere nella normalità, nelle regole e nel buon costume, significa andare in giro a pestare i diversi, 10 contro 1, io voglio essere un diverso.

Anzi, io SONO diverso. Lo sono perché io, anche se non ho i loro stessi gusti, li rispetto, come faccio con tutti. Ma a questo punto, vista la situazione, il diverso sono io.

Non appoggerei mai regole e costumi di generazioni che hanno distrutto il mondo. Non seguirei mai dogmi di religioni che hanno portato solo a guerre e sofferenze.

Vorrei far valere le mie leggi, le mie idee, perché io so che sono giuste ed eque. Userei il bastone, la frusta, la pistola e qualsiasi altra arma per squartare e disintegrare ogni oppositore ad un sistema giusto e buono per tutti. Ma che cazzo di sistema sarebbe questo?!

Sono stanco di vedere le persone professarsi a difesa dello stato e degli ideali, per poi tradirli, praticando violenza sugli altri. E’ questo il valore del vero italiano.

Sono stanco di sopportare in casa mia una chiesa, dannata fautrice di intolleranze e di regresso, infame mattaia di corpi senza fede. Cosa insegnano la domenica a messa? Gay non è bello, non è giusto, quindi ammazzali.

Allora io stasera, da buon cittadino italiano (munito dei più valorosi ideali Padani), prendo una mazza, 20 amici, aspetto che si faccia tardi, vado sotto casa di un fascista (uno di quelli che si è sentito forte) e, per usare un termine ecclesiastico, lo “cresimo”.

Sbagliamo noi. Dobbiamo unirci, armarci e nasconderci nei vicoli, aspettare che i camorristi, i fascisti, i politici*, gli ecclesistici*, i truzzi e tutte quelle persone che ci stanno sulle palle, e ridurli a semplici poltiglie di carne ed ossa, non più esseri umani. Chi ha mai detto che lo sono.

Siamo noi i diversi, perché tutto questo, NOI, non lo facciamo. Perché? perché noi TOLLERIAMO.

Tolleriamo chi più di tutti ci sta sulle palle e chi più di tutti crediamo sia il motivo del fallimento della società.

Quanto valgono dei valori imposti con la paura e con la violenza? Mai quanto i nostri.

Lo Scassacazzo

* Va beh, eccezioni a parte, ok?





Questione di stile

20 06 2009

Al presidente USA Barack Obama non mancano le idee. Non mancano i consensi. In particolare, non manca lo stile.
Nell’ultima settimana l’ha dimostrato alle persone…

01

… agli animali…


(sembra che il partito degli insetti si sia dissociato da questo gesto)

… e dopo aver assicurato ancora lucentezza alla propria immagine con queste risolute improvvisazioni, è del tutto naturale che la maggioranza degli satunitensi sia entusiasta di tanto savoir faire. Lo testimonia l’ottimistica parodia sulle capacità del capo di Stato americano presentata ieri durante l’annuale cena dell’Associazione dei corrispondenti radio e televisivi che si è svolta al Convention Center a Washington D.C.. Il magistrale corto animato, intitolato “He’s Barack Obama” è stato prodotto dalla Jib Jab Media:

NoComment!





Giochi senza Confine: I tabellini

20 06 2009

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SQUADRE PARTECIPANTI

LABORATORIO DEMOCRATICO 1

CIRO SALVATI

PASQUALE D’ARIENZO

PASQUALE AURIEMMA

RAFFAELE D’ANIELLO

MARIO DE CICCO

LABORATORIO DEMOCRATICO 2

VINCENZO DOTTORINI

EDUARDO RUSSO

LORENZO MOLISSO

RAFFAELE D’ANIELLO

PASQUALE D’ARIENZO

I TRAVASATI

VINCENZO CACCAVONE

DANILO MARTINELLI

ROBERTO ZABBERONI

EDUARDO RUSSO

CARMINE

QUELLI CHE…ZAB

ARMANDO SCOGNAMIGLIO

ALESSANDRO SENO

GIOVANNI SORRENTINO

ALESSANDRO MAGLIONE

MARIO ARENGA

ULTRAS LIBERI

ALESSIO PAPARO

DANILO CAPOZZO

STEFANO FALCONE

WALTER CAFASSO

NELLO ILARDI

BRONZE SAINTS

SABATO DOLMETTI

ANTONIO DOLMETTI

DIEGO DOLMETTI

EMMANUEL GRIMALDI

PASQUALE SICA

SCLERO TEAM

PASQUALE MARIA TRAMONTANO

FILIPPO NATIVO

BIAGIO CIMMINIELLO

MARCO SARRA

DANILO NITRIDE

FELCE E MIRTILLO

ROBERTO LIMATOLA

MASSIMO DE LUCA

ALESSANDRO CAPPIELLO

ROSARIO

CARLO

QUARTI DI FINALE

LABORATORIO DEMOCRATICO 1 vs. ULTRAS LIBERI

2-2

RIGORI: 1-3

Marcatori:

Alessio (U)

Raffaele (L)

Nello (U)

Raffaele (L)

SCLERO TEAM vs. FELCE e MIRTILLO

0-1

Marcatori:

Massimo (F)

QUELLI CHE…ZAB vs. LABORATORIO DEMOCRATICO 2

6-0

Marcatori:

Alessandro (Q)

Mario (Q)

Mario (Q)

Alessandro (Q)

Mario (Q)

Alessandro M. (Q)

BRONZE SAINTS vs I TRAVASATI

2-0

Marcatori:

Antonio (B)

Diego (B)

SEMIFINALI

ULTRAS LIBERI vs. FELCE e MIRTILLO

7-0

Marcatori:

Danilo (U)

Stefano (U)

Alessio (U)

Danilo (U)

Walter (U)

Alessio (U)

Walter (U)

BRONZE SAINTS vs QUELLI CHE…ZAB

0-4

Marcatori:

Mario (Q)

Alessandro M. (Q)

Alessandro M. (Q)

Alessandro M. (Q)

FINALE

ULTRAS LIBERI vs QUELLI CHE…ZAB

2-2

Rigori 3-4

Marcatori:

Stefano (U)

Walter (U)

Alessandro (Q)

Alessandro (Q)

QUELLI CHE…ZAB VINCONO LA PRIMA EDIZIONE DEI GIOCHI SENZA CONFINE

Giochi senza confine (202)

Il cielo è azzurro sopra i 3 Campetti…

Jack Bristow

PS. Le foto dei Giochi senza Confine su Facebook qui





Berlusconi is LOST

15 06 2009

Berlusconi is LOST 8O !!!

NoComment!





Giochi senza Confine

13 06 2009

Giochi senza Confine

TerradiConfine presenta la prima edizione dei “Giochi senza Confine”, manifestazione ludica e sportiva per la riappropriazione degli spazi pubblici del quartiere di Ponticelli nell’ambito della seconda edizione del SocialfEST.

Nel suggestivo centro polifunzionale dei “3 Campetti” (anche se sono 4) di via Ulisse Prota Giurleo (vicino la Canottieri), teatro di battaglie a suon di gol e magliette sudate (qualcuno usciva anche in mutande) ecco a voi dalle ore 16 alle ore 19 di Sabato 13 Giugno…
TORNEO DI CALCIO A 5
TORNEO DI TENNIS

L’iniziativa è rivolta a tutti i giovani di Ponticelli e non solo, che almeno una volta hanno giocato o avrebbero voluto giocare nei 3 Campetti!!!

La partecipazione ai tornei è completamente gratuita.

Per info. potete lasciare un messaggio nei commenti sottostanti o contattarci all’indirizzo email (anche contatto Msn): terradiconfine@live.it

Roberto Zabberoni

Presidente Ass. TerradiConfine





“Questo buio feroce”

8 06 2009

Che l’informazione italiana gelosamente covi tante ombre che, per quanto sia impegnativo, vengono rischiarate giorno per giorno da poche persone, lo sappiamo.
Che molte delle leggi promulgate in Italia da più di dieci anni a questa parte vantino altrettante zone d’ombra verso le quali puntare lo sguardo e sforzare gli occhi, neanche è una novità.
Ma non lasciando che le pupille si abituino a una vista limitata e distorta, tutte le volte che ci sentiremo al buio proveremo una sensazione più o meno forte. Che sia una stretta allo stomaco, un brivido o un leggero fastidio, chiunque guardi questo video non potrà negare di aver sentito qualcosa. Qualcosa che non va.

Il divieto di mangiare pizza e kebab per le strade lombarde è una delle leggi all’ombra della devolution e dell’autonomia regionale. Un’altra regola lontana dal sole nazionale è quella emanata a Verona dal sindaco Flavio Tosi, che proibisce di suonare strumenti musicali in strada dopo le 22.00 per ragioni di ordine pubblico.

Il dubbio intervento della polizia in un’affollata piazza veronese per l’applicazione di questa legge è un avvenimento locale, per questo marginalizzato dai mezzi d’informazione. Solo per questo? Non possiamo saperlo dato che lo stesso destino è stato quello di una notizia di ampio rilievo come le minacce di morte recapitate a Di Pietro e Santoro.
E allora là dove la luce insaspettatamente si ferma, possiamo accendere una fiamma e minacciare l’ombra, domarla, conoscerla. Almeno sul web.
Questo è un resoconto della serata del 27 maggio, piazza Dante ,Verona.

Mercoledì 27 maggio in Piazza Dante, a Verona, si è verificato un fatto vergognoso e inaccettabile.
Sono le 22.00. Come ogni mercoledì da un po’ a questa parte, la piazza si riempie di vita. Ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini, turisti e passanti si incrociano e spontaneamente si fermano in piazza a bersi una birretta, fare due chiacchere, suonare, cantare. Vuoi per la pioggia del pomeriggio che ha impigrito qualcuno, vuoi per la partita in champions league, c’è un po’ meno gente del solito: siamo poco più di un centinaio di persone. Come sempre l’atmosfera è bella rilassata.
Verso le 23.45 si presentano in piazza quattro volanti della polizia municipale per identificare e sanzionare due ragazzi che a quell’ora stavano suonando il tamburo. Dopo qualche minuto di accesa discussione, la situazione torna tranquilla. Parte spontanea una colletta per aiutare i due a coprire la cifra necessaria al pagamento della multa. Qualcuno commenta ironicamente l’intervento degli agenti, altri chiaccherano sereni ignorandone la presenza, altri disegnano con i gessetti colorati. La tensione sfuma velocemente e tutto torna tranquillo. Nonostante questo le quattro volanti rimangono accampate nella piazza per altri quaranta minuti. Motore acceso, fari puntati. Ai lati gli agenti camminano avanti e indietro nervosamente. Con loro a monitorare la situazione, sono presenti vicequestore, vice capo della digos, un numero imprecisato di agenti con ricetrasmittenti e telecamere. Alla crescente curiosità di qualche ragazzo che li interroga sul senso della loro presenza, un vigile si decide a rispondere: “Questi sono gli ordini; nel caso siamo pronti a caricare”. La voce rimbalza nella piazza ma pare una semplice provocazione. Nessuno gli da più di tanto peso. E’ “normale”.

Qualche minuto dopo, succede qualcosa che ha dell’incredibile. Attorno alla 00.30 dalla loro postazione si sganciano, guanti alle mani, 6/7 vigili guidati dal vice comandante. Si dirigono decisi verso un angolo della piazza dove si scopre che un “criminale” sta strimpellando una chitarra in compagnia di un amico. Tanto è il frastuono che nessuno in piazza se ne è praticamente accorto. Ma gli agenti proseguono implacabili e minacciosi accerchiano il ragazzo che accortosi del loro arrivo, sbalordito, prontamente smette di suonare.

Ecco applicata l’ordinanza con la quale il sindaco vieta l’uso di strumenti musicali dopo le 22.00. Davanti a tutte e tutti si concretizza l’assurdità di un provvedimento che in nome della quiete pubblica va a colpire un ragazzo che certo non sta disturbando nessuno, tanto che il suono della sua chitarra è coperto dalle chiacchere della piazza. Spontaneamente, qualche amico gli si avvicina per capire cosa sta succedendo. I vigili si fanno subito minacciosi chiedendo i documenti a chiunque rivolga loro la parola. Molti chiaramente si rifiutano di farlo non ritenendo loro imputabile alcuna infrazione. Non hanno fatto nulla di più che qualche domanda. Di punto in bianco gli agenti, tenendo il musicista stretto in una morsa, iniziano a spintonare per liberarsi dal capannello di amici e curiosi che gli si è creato attorno ed avvicinarsi alle volanti. Qualcuno viene scaraventato a terra tra le proteste dei più. E’ il caos.
Questione di un minuto da dietro la prefettura arrivano in Piazza Dante 3/4 camionette della celere e una macchina dei carabinieri, che evidentemente aspettavano il segnale posizionate nelle vicinanze. Dalle camionette scendono con casco e manganello in mano una decina di celerini che subito si lanciano verso i colleghi della municipale menando a casaccio. Nella piazza è il panico, si alzano grida di paura e denuncia. Si cerca di capire se c’è finito di mezzo l’amico, l’amica. Si grida: “vergogna!” Celere e vigili trascinano dietro le volanti due ragazzi, due studenti. Uno di questi viene colpito più volte al costato, al viso, strattonato per i capelli, sbattuto a terra ed infine caricato su una volante per essere accompagnato, insieme all’altro, in questura. Il tutto è testimoniato dalle decine di persone presenti ed è ben documentato nelle foto e nei diversi video che sono stati girati. Sul momento non viene resa nota alcuna imputazione. Una ragazza piange. Uno dei due è il suo ragazzo. Non la lasciano avvicinarsi. Davanti a lei una fila di celerini, vigili ed agenti della digos.

In piazza sono tutti scioccati per quello che hanno visto davanti ai loro occhi. Una cinquantina decidono di partire insieme a piedi e raggiungere la questura. Ad aspettarli è schierata una fila di celere. Sono ormai le 2.00. La situazione è surreale. Arrivano altri ragazzi a portare la loro solidarietà. Voci danno per imminente la liberazione dei due. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale con aggravante e rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.
Dopo circa una mezzora gli amici possono finalmente riabbracciarli.
Uno ha addosso tutti i segni delle percosse: la schiena e il costato segnati dai lividi, un occhio gonfio, un evidente “buco” nella testa causato dallo strappo di qualche ciocca di capelli.
Pensiamo che queste cose non possano accadere in un Paese che si dice libero. Ci sembra chiaro che nella nostra città in particolare ci sia un’emergenza democratica. Non permetteremo che cose simili accadano nuovamente.

tratto da www.youreporter.it

Un’altra testimonianza video (piuttosto colorita) dell’accaduto qui.

AlbA





6° Giornata Nazionale dello Sport

5 06 2009

Organizzatori + vincitori

L’evento sportivo tenutosi presso il Rione Santa Rosa, a cavallo tra Ponticelli e Barra, nella giornata di domenica 31 maggio ha riscosso un indubbio successo di presenze grazie alla disponibilità delle strutture esterne e dello staff dell’Asd “Noi per Loro”, redatta dal laureando in scienze motorie Gerardo Amato, riconosciuta dal Coni.
La manifestazione, pubblicizzata dalla rivista www.timesport.biz, da Napoli Magazine, da Il Mattino e dal Coni, è cominciata alle 9 del mattino con il torneo di Street Basket 3vs3 (ai cui partecipanti va un plauso per la disponibilità nonostante difficoltà dovute alla lontananze e all’orario): 15 squadre si sono date battaglia sotto le telecamere attente di TLA, emittente napoletana che ha seguito l’evento.
In una delle pause del torneo di Street Basket 3vs3 si è potuto assistere a delle magnifiche coreografie di giovanissime danzatrici e all’inizio del torneo di pallavolo per piccoli aspiranti campioni; in contemporanea a questi tornei, non poteva mancare il “classico” torneo di calcetto.
La giornata è proseguita con lo svolgimento dei suddetti tornei, in particolar modo va menzionato il torneo di pallacanestro che, pur essendo considerato sport “minore” rispetto al calcio, ha riscosso maggior successo con presenze illustri tra cui giocatori di serie C tra cui Mariano Fevola, Iodice Alessandro (C2 Savoia), Minervini Francesco (C2 Sporting Portici) e tanti altri…
I vincitori del torneo sono risultati i Black Mamba, composti da Giampaolo Marinello (classe ‘88 C1 Collana Basket), Mattia Errico (classe ‘89 C2 Partenope Basket), Davide Mangani (classe ‘90 Serie D ViviBasket) e Roberto Marinello (classe ‘91 Juniores Partenope Basket).

É doveroso ricordare l’importanza dello sport, giocato in strada o in polisportive, che ha cresciuto giocatori di buon livello oltre che persone splendide, perchè lo sport è anche questo…socializzaazione, spirito di squadra, sacrificio, competizione, che aiutano tantissimo nella crescita individuale dei bambini e nella creazione di una propria personalità, quindi spero di essere riuscito, insieme all’ Asd “Noi per Loro”, a spronare i genitori a spingere i propri figli verso lo sport, qualunque esso sia.
Per di più come intento personale c’è la voglia di ripartire nel campo della pallacanestro dopo la traumatica scomparsa del basket a Napoli dopo il fallimento della S.S. Napoli Basket ed evidenziare la presenza di talento nelle nostre terre. Insomma vogliamo ricominciare dalla strada per ritornare lì dove Napoli merita di stare. Per questo spero che iniziative del genere si susseguano sia per quanto riguarda tornei di strada e sia per le società che hanno una storia e devono riportare il Grande Basket a Napoli…tra queste c’è l’iniziativa del sig. Roberto Di Lorenzo che con il suo ViviBasket sta ricordando alla nostra città quanto i giovani napoletani possano valere portando quasi tutte le squadre giovanili alle finali nazionali.

Concludo perorando la causa di persone come il sig. Gerardo Amato (cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per aver scelto me nel ruolo di coordinatore del torneo di Street Basket 3vs3), che continua a proporre giornate all’insegna del divertimento, della socializzazione, dello sport, al fine di rappresentare la realtà dei quartieri di Ponticelli e Barra, così come di tutta Napoli, non solo nella facciata tristemente conosciuta dell’immondizia e della camorra, ma anche e SOPRATTUTTO come luogo in cui abitano persone con valori morali.

Coordinatore Torneo Street Basket 3vs3
Christian Narciso





Ohi Maria ti amo, ohi Maria ti voglio…

3 06 2009

Lo sapevamo? Coltivare per uso privato le tanto perseguitate piantine di cannabis non è un reato!
Aspettate però a saltare dalla sedia e correre a procurarvi semini da infilare nel primo orifizio che trovate: non è un reato almeno fino a quando le piante non sono giunte alla maturazione. Questo perché, non avendo ancora sviluppato il principio attivo che le rende stupefacenti, non si può dimostrare «con assoluta certezza al di là di ogni ragionevole dubbio, che la sostanza detenuta sia in grado di produrre effetti droganti».

Il Quotidiano Nazionale riportò in gennaio la notizia: la Corte di Cassazione ha assolto con queste motivazioni un 45enne di Urbino, tale Domenico N., condannato in primo e secondo grado a 16 mesi di reclusione e più di 7mila euro di multa (!) per la coltivazione, senza prescritta autorizzazione, di 23 piantine di cannabis sativa. In pratica per l’accusa «le piante sarebbero giunte a maturazione producendo sostanza psicotropa, avendo attecchito al terreno» ma la tesi difensiva ha sostenuto che «per giungere a maturazione e a produrre sostanza drogante, sono necessari altri fattori favorevoli (terreno, clima…), la cui esistenza non è stata accertata» e quindi «l’attuale assenza di ostacoli alla futura produzione di principi attivi non può fondare una dichiarazione di responsabilità in un ordinamento in cui vige il principio della pesunzione di non colpevolezza».

In seguito alla rocambolesca esposizione, la stessa testata inneggiava “prendi un pizzico di semi comprati su internet, coprili sotto un dito di terra e aspetta la sorpresa. Ecco fatto lo sballo fai da te” mentre Gasparri blaterava che la «sentenza sembra uno scherzo». Per fortuna lo sembra anche lui.
Se tutto questo è ancora abbastanza lontano dalla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, lo si può considerare almeno come un passo verso quel traguardo. Naturalmente è doveroso tenere sempre a mente che parliamo dell’Italia e non è il caso di illudersi: qui solitamente è la tolleranza a finire in fumo.

[...] Il sistema ha paura di loro. Paura della loro libertà. La libertà è l’opposto della responsabilità. La libertà è una minaccia al sistema.
Ecco perché non c’è più nessuno che si fa le canne, la libertà fa paura a tutti.
Hanno paura che se la gente si fuma una canna e diventa un po’ più allegra capisce che merda di vita fa… e manda tutto per aria. È per questo che ho smesso di fare arte, capito? Non c’è più speranza. Che cosa si può fare in una situazione del genere?

“Sesso, droga e rock & roll”, E. Bogosian

AlbA