Wikipedia docet

3 03 2008

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Avete mai provato a cercare su un qualsiasi motore di ricerca la parola Ponticelli? Ecco i risultati…

Ponticelli è un grosso quartiere della periferia orientale di Napoli abitato da circa 55.000 persone (senza contare l’elevato numero di abusivi e clandestini che secondo alcuni porterebbe il numero oltre i 60.000)

Il quartiere vive una situazione di profondo degrado, che investe soprattutto gli ambiti urbani, economici, sociali e culturali e presenta un elevato tasso di criminalità insieme ai quartieri confinanti di Barra e San Giovanni a Teduccio(Triangolo della morte, definito dalla cronaca nera di Napoli).

La disoccupazione è infatti molto elevata, anche per l’assenza di politiche mirate e il forte peso della camorra dovuto alla presenza di vari clan camorristici come ad esempio i potentissimi Sarno (uno dei clan più agguerriti della città ed anche il più autonomo insieme al clan Di Lauro di Secondigliano) protagonisti della famosa Guerra di Ponticelli , De Luca Bossa, Patacchella ed altri.

Dal punto di vista urbano la situazione non è migliore: Ponticelli era un comune a sé stante inglobato nella città ai tempi del fascismo. Pur fallendo il programma fascista di risistemazione ed ampliamento di Napoli, Ponticelli restava una sosta di eccezione conservando il suo doppio carattere agricolo ed industriale. I problemi cominciarono a sorgere con la ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale (da cui il quartiere uscì particolarmente danneggiato) e la grande speculazione edilizia che in città si ebbe col sindaco Achille Lauro. Si costruirono centinaia di case popolari che costituirono rioni malsani e sovrappopolati (come ad esempio il Rione De Gasperi, il Rione Incis e Lotto Zero) che raccolsero la numerosa immigrazione dall’hinterland o gli sfollati dopo il terremoto del 1980. Oltre a questi problemi Ponticelli sconta anche un tasso elevato di evasione scolastica e di disagio culturale.

Il quartiere ospita anche una rilevante presenza di immigrati extracomunitari, spesso clandestini, che non hanno creato però problemi di convivenza degni di nota.

Malgrado ciò il quartiere di Ponticelli ha una propria identità sia storica che politica, infatti documenti storici testimoniano la presenza di insediamenti romani e influenze religiose fenicie ( venute alla luce durante la ricostruzione post-terremoto). Inoltre Ponticelli ha avuto un ruolo sia durante la rivoluzione partenopea, infatti qui la reazione borbonica fu durissima ( 13 impiccagioni, fonte: libro dei morti della Chiesa Maria santissima della Neve) sia durante le quattro giornate di Napoli. Inoltre Ponticelli fu testimone di una strage nazista che vide perire 34 innocenti.

Sono in atto forti misure delle istituzioni locali dirette soprattutto verso il settore dei trasporti pubblici e del recupero urbanistico di aree depresse, concretizzatesi fra le altre cose con l’allacciamento della zona più a Nord con la Metrò di Napoli, e all’apertura di nuove scuole e di un centro sociale comunale. Inoltre la zona ora ospita uno dei più grandi centri sportivi polifunzionali della periferia di Napoli, e ha recuperato il Cinema-Teatro “Pierrot”, che è uno dei pochi centri culturali della zona Orientale della periferia di Napoli.

Il quartiere confina a nord coi comuni di Casoria e Volla, ad est con Cercola eSan Sebastiano al Vesuvio; a sud col quartiere Barra e ad ovest col quartiere Poggioreale.

[Fonte: www.wikipedia.com]

Ai posteri l’ardua sentenza diceva Manzoni, sperando che non verremo ricordati solo e semplicemente per la camorra, la guerra tra i clan, la disoccupazione e la grande speculazione edilizia.

R.Z.


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10 risposte

11 03 2008
l.b.

l’epoca attuale per cos’ altro può essere ricordata?

13 03 2008
R.Z.

Ed io in stile “politico senza idee” di cui mi scuso (ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale) ti rispondo con un altra domanda che mi piacerebbe porre a tutti gli abitanti (in particolare ai giovani) di questo quartiere…cosa si DEVE cambiare?

19 03 2008
massimo de luca

bella domanda!
la risposta è semplice
LE PERSONE DEVONO SMETTERE DI ESSERE SUDDITI PER DIVENTARE CITTADINI.
1)denunciare la politica delle clientele:
dobbiamo far capire che riceve un “favore” oggi significa rinuziara a diritti che ti spettano sempre.

2)non avere paura di parlare del problema camorra:
dobbiamo cercare di mobilitare i commercianti che decidono di pagare le tasse ad una sola istutuzione LO STATO e non alla camorra

3)lottare per avere gli spazzi e i servizzi che ci spettano:
dobbiamo mobilitarci e mobilitare tutti per avere spazzi verdi utilizzabili perchè i bambini devono giocare e non stare reclusi in casa nella migliore delle ipotesi o nella peggiore assistere e apprendere le dinamiche della camorra.

Queste e tante altre le cose devono cambiare caro R.Z. altrimenti non abbiamo scampo qualsiasi sarà la fonte delle nostre ricerche il risultato sarà quello da te trovato su Wikipadia.
Il compito che ci aspetta sarà arduo ma bisogna provarci.

19 03 2008
Nazario MALANDRINO

sacrosanto, ma ci aggiungerei un punto 4) un’equa e giusta redistibuzione dell’elemento alfabetico denominato “Z”: perchè ne possano codere tutte le parole “a ognuna secondo le sue necessità e da ciascuna secondo le sue possibilità” questo e il socialfabetismo e la libertà (sfottò a Massimo)

è tardissimo e tra poche ore vado a lavoro, però domani prometto intervento più serio

(a propos, ancora per poche ore campeggia la testata pirata al blog casa del popolo che il crudele gabriele casserà domattina a lavoro, godetevela se potete… se non potete fa niente tanto alla fine l’Estetica trionferà sul Male e sui tignosi)

19 03 2008
Nazario MALANDRINO

ho scritto codere invece di godere

19 03 2008
Nazario MALANDRINO

… e c’è pure una “e” senza accento:
vabbè Massimo non ti sfotto più!

19 03 2008
M.C.

Io più che porre l’accento sui segni della patologia, mi soffermerei sull’ anergia del proprio sistema di difesa.
In altre parle, dobbiamo diventare cittadini per smettere di essere sudditi e non viceversa.
Sono d’accordissimo sul lottare per avere gli spazi e i servizzi che ci spettano, sugli gli altri 2 punti avrei delle remore…
Penso si incappi nell’errore di osservarli come entità.
Possiamo fare manifestazioni, concerti, rappresentazioni teatrali e quant’altro per sensibilizzare la comunità, ma purtroppo l’accettare il ragionamento mafioso (che sta alla base del clientelismo) è intrinseco nella società dei consumi.
Per quanto riguarda i ricordi e le sentenze…
Se dici Bologna la prima cosa che penso è la strage, se dici Firenze la prima cosa che penso è il mostro, se dici Palermo penso Mafia, se dici Berlino penso al nazismo…
I ricordi sono delle persone che vivono in un posto, le sentenze sono di estranei e sono dettate dalle notizie che filtrano da un luogo e il male fa sempre più notizia.
Si deve creare un gruppo capace con l’impegno, le idee e l’unione di spostare l’attenzione delle “notizie” verso l’ALTROMODO, affinchè, anche se le sentenze rimarranno uguali, i ricordi riusciranno a edificare una fortezza di memoria inespugnabile proprio perchè ci saremo noi sempre pronti a difenderla.

23 03 2008
M.D.

LA MIA FRASE ERA UNA CITAZIONE DI UN FILM DI FRANCESCO ROSI “LE MANI SULLA CITTA’
M.C. MI MERAVIGLIO DI TE NON LO HAI VISTO?

24 03 2008
M.C.

Si, si l’ho visto e ho apprezzato e intuito la tua citazione.
Io non volevo screditare quella citazione, ma rapportare una visione della comunità datata ‘63 nel ‘08.
“I personaggi e i fatti sono immaginari, ma autentica è la realtà che li produce”.
Quei personaggi e quei fatti descritti nel film vengono ancora prodotti, ma la realtà è comunque mutata passando dagli anni del boom economico a quelli di profonda recessione di oggi.
Quindi ribadisco che oggi la comunità, con il senso d’identità assunto grazie alla lotta di classe, dovrebbe capire l’importanza dell’impegno (diventare cittadini) per non essere più derubata, colpita, umiliata (per smettere di essere sudditi) e non viceversa.

24 03 2008
M.D.

vabbuò due punti di vista ma la cosa che è importante é che sia io che tu auspichiamo la stessa cosa.
auguro buon lavoro a te e a me stesso e a tutti quelli che auspicano quello che io e te diciamo in parole diverse che però racchiudono un conccetto unico
il miglioramento della realtà che ci circonda.

saluti
M.D.

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