Questo silenzio così duro da raccontare…

10 05 2008

Siamo l’esercito della città di Adèspoto

molti i trionfi

tutte le sconfitte.

E Adèspoto ci guarda

da una cima lontana

tira i nostri fili sottili

premendo bottoni di vetro.

_ _

MA E’ A PEZZI.

_

_

L’amico progresso le svela i misteri del micro e del macro

ma lei non ha ancora imparato a vedere.

_

Ha menti che creano grandi progetti

formule che spiegano il mondo

ma lei non ha ancora imparato a capire.

_

Sorella ragione le fa da corona

per guidarla sul trono del mondo

ma la città

dinanzi al denaro e al potere

non si affranca da sguattera prona…

_

_

Siamo l’esercito della città di Adèspoto

ma lei non parla con noi

parla di noi,

e ogni tanto leggiamo

da un articolo vuoto

quello che non siamo.

_

Parla di noi con enfasi e ardore

nomina patria, giustizia ed onore.

_

Il suono di queste parole

ricorda una nenia lontana

e tutti van sugli attenti.

_

Le sue note, sbiadite dal sole

sul labbro di tutti i potenti

_

han perso l’essenza

ed i sentimenti.

_

Stanotte è di guardia, da lenzuola mi fanno le stelle

da solo devo restare

il mio amico è riuscito a farsi sparare,

penso alle parole della nostra canzone

si proprio a quelle.

_

Il silenzio che bella invenzione.

_

_

Chiunque morirà oggi,

Adèspoto sarà uno di loro.

I soldati mutati in medaglie ed elogi

la città sempre più ricca e inondata d’oro.

_

E noi

con gli occhi coperti di cenere

a valle del sacro

e del profano

della politica

e delle parole

muoriamo

_

Il ferro alla mano

il piombo nel cuore.

_

Muoriamo.

nina


Azioni

Informazione

Lascia un commento