EVVIVA I ROM!!!

12 05 2008

Quanto è grande la fortuna di chi abita a Ponticelli! Siamo spesso sulle pagine dei giornali, addirittura nei telegiornali nazionali, su internet e quindi in tutto il mondo… In ogni dove possono conoscere della BELLA VITA che si fa a Ponticelli!!!

Non bastavano i nostri cari malviventi…troppo poco la droga, troppo poco il coprifuoco serale…no! Noi non ci facciamo mancare niente, cosi abbiamo accolto anche i ROM!!! Che vivono civilmente in baracche incollate con i copertoni liquefatti (tossici), che lavorano quotidianamente nei treni e sugli autobus, per strada e nei negozi, chiedendo solo qualche spicciolo (anzi no, una moneta…) perchè anche loro devono campare… che si lavano quotidianamente, che addirittura scavano nell’immondizia, aproni i sacchetti per verificare se ci sia metallo da recuperare, spargendo i puzzolenti rifiuti su tutto il manto stradale…

che bella cosa i Rom, come faremmo senza?

Chi ruberebbe i nostri bambini in casa nostra se no? I ladri napoletani? no, loro almeno la cultura della famiglia ce l’hanno, i bambini non si toccano… mentre i ROM li mandano a due anni in giro a chiedere elemosina, altrimenti li picchiano!che brava gente, tutta dedita al lavoro sin dalla nascita!

E fanno bene quei preti che li accolgono e gli danno un pranzo (ma solo a Natale perchè si fa la buona azione) , perchè cosi li fanno sentire a casa, accettati,perchè chi siamo noi per cacciarli? CACCIARE? No, mica siamo razzisti noi, noi li dobbiamo solo accogliere, perchè sono comunitari e hanno I DIRITTI!!!

doveri no eh?

no quelli li abbiamo solo noi perchè paghiamo le tasse, perchè la benzina l’andiamo a comprare e non la rubiamo, perchè paghiamo la tassa sulla spazzatura, perchè i dipendenti non possono evadere le tasse (se le pigliano in pbusta paga…) mentre loro no, i ROM sono molto più avanti…

Qualcuno dice che non non è solo pagare le tasse la condizione per avere i diritti… ecco l’amico dei Rom, ecco colui che tutto giustifica, tutto comprende, tutto perdona… DOVREMMO ESSERE TUTTI COME LUI!!!

Ma i ROM sono i migliori… gente furba, scaltra, mica i BAMBOCCIONI…

Che serve avere un “TRERROTE” assicurato, se la Polizia non li ferma, che serve avere una targa, se non possono essere multati e se non ci puoi fare nemmeno il modello di constatazione amichevole si ti vengono addosso…perchè non parlano la nostra lingua, non gli serve, basta imparare due parole “UNA MONETA…” e tutto fila liscio…

“Se non c’è l’ordinanza di sgombero non si può fare niente…” mi dice un poliziotto. è vero. Ma LA NOSTRA SINDACA è talmente apprezzata, talmente ben voluta, talmente menefreghista (tanto ha la pensione da parlamentare e un posto al sole, non si candiderà più…), che dice: trasciniamo il problema, se lo piangerà il prossimo sindaco… Ma quale problema? i ROM sono una ricchezza! Ci fanno la differenziata sacchetto per sacchetto, non importa poi se le scorze d’arancia arrivano fin sotto casa…Concimano la terra quotidianamente con i loro escrementi! E lo fanno li, davanti a tutti, perchè poi il comune non gli da le strutture, non gli da i bagni, non gli da le aree attrezzate per le loro splendide baracche!

L’altra sera sentivo il racconto di un consigliere municpale che parlava di “AREE ATTREZZATE”, di SISTEMARLI a spese del Comune, di dargli una SISTEMAZIONE DIGNITOSA… Giusto no? tanto i soldi sono i nostri, mica della Iervolino o della Cozzino? magari ci aumenteranno l’Irpef comunale per questo progetto di solidarietà, mentre se i residenti (ITALIANI) chiedono di costruire una rotonda, che le persone muoiono per le strade travolte dalle auto e dai camion, il Municipio risponde: NON ABBIAMO SOLDI!!!

Ma noi dobbiamo pensare ai Rom, CHE NON RUBANO EH?GUAI A DIRE CHE RUBANO!SIAMO RAZZISTI!lo dice una delegata parrocchiale ad una riunione del comitato civico “Insieme per Ponticelli”, davanti a cento persone…meno male che tutti l’hanno mandata a quel paese, a lei e al prete!

Qualcuno parla del ritorno del fascismo, della xenofobia… a parte gli striscioni allo stadio e le scritte fuori alle università, frutto della pazzia di pochi stupidi estremisti, io sento che in parte è vero… c’è di nuovo il clima di insicurezza che si respirava a Napoli nel primo dopoguerra… c’è di nuovo la povertà della gente che paga fior di tasse ma non ha i servizi…c’è di nuovo l’assenza dello Stato nelle strade…il Brigantaggio c’è sempre (oggi si è trasformato in Camorra), … in più ci sono i ROM, . per fortuna nostra…

Anche noi siamo stati emigrati, in America come nel Nord Italia… anche a noi ci trattavano ( e in parte oggi ci trattano) come terroni, ci bisfrattano sul lavoro, ci maledicono allo stadio… in parte ce lo meritiamo perchè siamo un popolo senza dignità, in parte è frutto di una vena di razzismo che noi non possiamo avere…

no…

Noi siamo per i ROM, per farli sistemare… per dargli una sistemazione dignitosa mentre i solai delle case del lotto 0 sono a pezzi…

E allora Voglio anche io essere rumeno, perchè non pago il biglietto dell’autobus, mi siedo, insudicio i sediolini con i miei abiti sporchi di immondizia (e di escrementi), tossisco i miei microbi letali come se nulla fosse in faccia alla gente accalcata nei tram che va a lavoro… e se viene il controllore non mi fa neanche il verbale…!!!!!!!!!! “Che documento gli chiedo?” mi risponde un simpatico addetto dell’ANM quando sta per fare un verbale ad una cittadina italiana… “Non hanno neanche il permesso di soggiorno!” …. E ALLORA? che problema c’è!

L’OPERA NOMADI li difende, dice che sono “vittime di una campagna d’odio”… poverini…

Mica fanno qualcosa per meritarselo QUEST’ODIO????????

I ROM mica sono un problema? sono i nostri migliori amici, a cui puoi dare la tua moneta per sentirti meglio con la coscienza, a cui puoi donare un sorriso e vederti ricambiati da un ghigno (col dente d’oro però…), a cui puoi lasciare tua figlia per giocare un po… D’altronde che male fanno? Occupano solo i terreni dove dovrebbe nascere il nostro PALAZZETTO DELLA MUSICA, ma che ce ne facciamo noi di una struttura giovanile quando si deve dare accoglienza ai ROM?

a loro i DIRITTI, a noi i CETRIOLI DELL’ORTOLANO…

M.U.


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23 risposte

12 05 2008
Giovanna Sito

Premettendo che non sono assolutamente insensibile a quanto successo a discapito di quella povera madre che si è vista quasi portare via la piccola di 6 mesi da una rom entrata in casa sua, mi sorge spontanea la riflessione su alcuni punti stilati dalla tua dolce penna…
1. “Non bastavano i nostri cari malviventi”… vorrei capire in base a quale criterio mi differenzi la malvivenza “nostrana” da quella rom; ci sono delle classifiche e dei livelli di cui nessuno mai mi ha messo a conoscenza, la cui esistenza ignoro completamente?!
2. “Chi ruberebbe i nostri bambini in casa nostra se no? I ladri napoletani? no, loro almeno la cultura della famiglia ce l’hanno, i bambini non si toccano”… è la prima volta che senti notizia di violenza sui bambini e sfruttamento?! te davvero pensi che tra i rapitori di bambini, tra i perversi e i pedofili non ci siano napoletani?! e spero che qui non mi risponderai: “vabbè ma io mi riferivo ai PEZZI GROSSI” perchè sarebbe alquanto… beh non lo sò, il termine lo devo coniare appositamente in tal caso…
3. “E fanno bene quei preti che li accolgono e gli danno un pranzo (ma solo a Natale perchè si fa la buona azione)”… vero è che ho preso posizioni quasi del tutto anticlericali già da un bel po’ di tempo ormai, ma 7 anni di chirichetta mi avevano insegnato che chi si definisce cattolico segue, o almeno si impegna di farlo, le orme di Cristo… e sempre se non vado errata, Cristo non era quell’uomo che parlava agli ultimi, che parlava dell’abbattimento di ogni frontiera?! Non esisteva un tale Francesco che era stato fra i lebbrosi, chiamandoli fratelli? Vabbè vado oltre, entrare nel contesto della polemica religiosa mi sembra adesso un eccessivo elemento di dissipazione…
4. “no quelli li abbiamo solo noi perchè paghiamo le tasse, perchè la benzina l’andiamo a comprare e non la rubiamo, perchè paghiamo la tassa sulla spazzatura, perchè i dipendenti non possono evadere le tasse (se le pigliano in busta paga…)” …ma NOI chi?! vuoi vedere che mò a Napoli, tra i NAPOLETANI, non ci sono più evasori fiscali, ladri e nullafacenti che campano a discapito di qualche povera bestia di buona volontà?! No perchè se così fosse ho vissuto gli ultimi 18 anni della mia vita su un altro pianeta evidentemente!
5. “Ci fanno la differenziata sacchetto per sacchetto, non importa poi se le scorze d’arancia arrivano fin sotto casa…Concimano la terra quotidianamente con i loro escrementi! E lo fanno li, davanti a tutti, perchè poi il comune non gli da le strutture, non gli da i bagni, non gli da le aree attrezzate per le loro splendide baracche!” …ma veramente i rom fanno questo macello?! Ancora una volta casco dalle nuvole, perchè fuori casa mia mai nessun rom è venuto a portare i suoi rifiuti organici… Si, le scorze d’arancia arrivano fin sotto casa… ma spesso la causa è la semplice negligenza di un incivile napoletano che non solo non differenzia, ma manco si premura di chiudere il sacchetto e cestinarlo negli appositi contenitori… lo lancia dal balcone! Ho visto un abbozzo di recital diretto da te, se non sbaglio non è alieno da una scena del genere… e la signora in questione che parodizzavi anche un po’ non era rom, era una semplice vrenzola napoletana…

Vabbè la parte finale evito di commentarla, nell’enumerazione mi occorrebbe il simbolo infinito, ma la tastiera non me lo mette a disposizione…

Con questo non ho voluto fare assolutamente una campagna pro-rom, nè accanirmi contro chi ne ha fatta una che dire contro è peccare di pochezza… semplicemente, come il mio amico Jovanotti cantava 16 anni or sono, “VORREI CAPIRE”…

Giovanna Sito

12 05 2008
AlbA

Il tono di questo post è volontariamente provocatorio e insofferente, mi sembra eccessiva la confutazione per punti. Innanzitutto vorrei chiarire il fatto che i “rom” sono un ramo del popolo zingaro. Esistono da sempre, provengono dal ceppo indo-europeo (i tratti somatici e la lingua lo testimoniano) e sono diffusi in quasi tutte le nazioni del mondo. Raramente la situazione in altre zone è diversa da quella campana, la loro cultura è coscientemente chiusa, autoprotettiva e le contaminazioni che queste comunità accettano di subire sono limitate e controllate (nel caso della religione, ad esempio; qui sono soprattutto cattolici). Non si tratta di popoli in difficoltà particolari (che non rientrino a pieno nel loro modus vivendi) o strettamente “perseguitati” (allo stato attuale naturalmente).
Esperimenti di regolarizzazione delle condizioni di vita di alcune comunità da parte delle regioni, soprattutto in Campania e Calabria se non sbaglio, sono stati effettuati, ma con risultati non sempre soddisfacenti.
Resta il fatto che, assumendo l’ottica intollerante di questo articolo, soluzioni come queste appaiono da subito inaccettabili: che le istituzioni debbano prodigarsi per adattare la “situazione rom” alla realtà italiana, che ha già così tanti e grossi problemi… dopo poche riflessioni chiunque potrà rispondere con un “no” più o meno deciso alla ricerca di convivenza funzionale, si volgerà verso un orientamento di pseudo-destra o acquisirà una (deplorabile) linea di pensiero filo-padana, magari ammettendo che al settentrione ci sono gli zingari, certo, ma sono sicuramente di meno. L’insofferenza è viscerale e sorge anche nel più bigotto, nel più tollerante cittadino, nel malauguratissimo caso viva un’esperienza come quella della madre fortunata (ultima di una serie) di Ponticelli.

Sulla base di queste e altre considerazioni, vogliamo essere insofferenti? Intransigenti? Efficienti? Spietati? Se la risposta è “no”, che lo Stato intervenga in modo da migliorare radicalmente, in ogni senso, questa condizione; che mai e poi mai possa accadere un avvenimento come quello di sabato, né molestie di altro genere. Facile a dirsi… Se questo dovesse non bastare, che i provvedimenti siano sempre drastici e definitivi.
Se la risposta è un “sì”, proponiamo a noi stessi e agli altri direttamente il suddetto passaggio. Pensate a cosa potremmo fare, certamente per vie legali…
E ora, cosa suggerisce la vostra coscienza?

12 05 2008
marco

analisi brevissima della parola “nomade”: credo voglia significare, se ancor ricordo bene, persona che cambia continuamente il luogo in cui “abita”; bhè la questione di partenza è questa:”perchè i nomadi, in italia diventano “non” nomadi?!?”.
l’impunità, e la giustizia inefficace sono le prime cause, che favoriscono episodi di delinquenza da parte di coloro, che ovviamente, non avendo un lavoro fisso, hanno la propensione per i piccoli atti illegali, per lo sfruttamento di minori e tante altre cose, che messe insieme costituiscono una vera e propria piaga sociale del nostro paese.
può un paese europeo, uno dei più potenti al mondo, da sempre ritenuto il più “igienico e pulito” del mondo, permettersi di vedere che nel suo ventre ci siano dei cittadini stranieri che vivono, o sopravvivono-il giudizio è soggettivo-in questo modo in condizioni da quinto mondo?!?
la risposta è ovvia, ma poi, da buon cittadino napoletano, mi domando se noi non siamo tanto diversi da loro, viviamo con la monnezza, cm fanno anche i rom, siamo stati immigrati, abbiamo portato in america tante cose buone, ma anche quella bellissima cosa, chiamata MAFIA e altro.
purtroppo, c’è da dire, che però i rom, non possono essere pensati come una risorsa, è la pura ed ovvia realtà: non lavorano, non cercano di lavorare, costituiscono un ulteriore nemico da combattere sul piano della microcriminalità, e generano quella paura verso i ceti meno culturalmente preparati, che agiscono contro di loro in maniera errata, costituendo ad esempio, le famose “ronde padane”.
il giudizio finale, non può essere quindi che negativo, verso quello che a mio giudizio, sta diventando sempre più un problema nazionale, dato che solo con l’intervento dello Stato, si può risolvere questa situazione, e aimhè, sappiamo che la maggior parte di queste persone sono rumene, sono quindi cittadini europei, ma la libera circolazione delle persone, deve essere controllata, non si possono far entrare nel nostro paese persone che intendono trasferirsi senza alcun obiettivo, se non quello di vivere nell’illegalità, perchè poi tanto rimarranno impuniti e saranno anche aiutati, oltre al danno anche la beffa.

12 05 2008
Marco Nieli

Vorrei dire solo che il fatto di continuare a definirli “nomadi” rivela tutta l’abituale incomprensione e distanza dal fenomeno reale, che ormai assume il carattere di un fenomeno allucinatorio di massa, complice buona parte del sistema mediatico italiano e delle istituzioni locali e nazionali.
In realtà, queste popolazioni non sono più nomadi da circa 50 anni, sedentarizzate in maniera spesso forzata nei paesi dell’est europa. I Rom presenti a Ponticelli vengono da Calarasi e Suceava, lavoravano in fabbriche siderurgiche o chimiche sotto Ceausescu, alcuni erano muratori e infatti in Romania li chiamavano Caramizari, cioè costruttori di mattoni. Basta raccogliere un pò le loro storie per rendersi conto di questa elementare verità. Sono davvero gli ultimi proletari della nostra storia recente, letteralmente, rigurgito di un passato che riteniamo inutilmente morto e sepolto. Ma quali nomadi?
Se si continua a divulgare questa finzione, è perché fa comodo, per non riconoscere nessun diritto a queste persone, che sono sbattute fuori dalle fabbriche della romania, in quanto imprenditori spesso italiani le comprano e le ristrutturano.
Oggi in Italia servono soprattutto come specchietto delle allodole per calamitare l’attenzione della gente su questioni marginali, e per distogliarla dalle questioni nevralgiche di questo paese (la mafia, la compressione dei diritti sociali dei lavoratori, la mancanza di diritti per le minoranze discriminate, lo strapotere di banche e potentati economici, etc. etc.); e poi, si sa, portano consenso elettorale quando li si sgombera (a proposito, da dove sono transitati i rom di ponticelli negli ultimi anni: casoria, via lufrano, frullone, ercolano, vi dice niente? tutti gli sgomberi degli ultimi anni…)
Oggi indulgiamo alla tentazione di sgombrare i rom di ponticelli, per ritrovarli domani sul territorio limitrofo al nostro… ma chi è che vince sempre in questa guerra non dichiarata contro i poveri? vogliamo incominciare a chiedercelo seriamente?

12 05 2008
M.U.

Anche se sono d’accordo CON ALBA che la confutazione per punti è eccessiva, avendo scritto un post genericamente sarcastico, in cui ho illuminato sprazzi di realtà, credo sia giusto FARTI CAPIRE, cara Giovanna, che abitiamo a cinquecento metri di distanza (di meno in linea d’aria…) ma che purtroppo tra me e te sorge una città parallella, che è la baraccopoli di Via Malibran.
Ti rispondo putno per punto con lucidità e portandoti verità che chiunque abita nel mio parco, o nel parco azzurro, o nelle torri (lontano quindi dalla tuo felice viale…) può confermarti…

1. MALVIVENZA: non c’è una classifica, ma una successione temporale. Di certo era già difficile risolvere il problema della forte presenza della criminalità organizzata,ora è difficilissimo perchè sale il numero dei reati e le forze dell’ordine a chi devono star dietro? e poi la QUALITà del reato: salgono i furti in appartamento (prima di due-tre anni fa erano rari) i tombini sono spariti dappertutto… tante piccole cose che mi fanno dire: non bastano i guai nostri, se ne aggiungo altri! Chiaramente ferma condanna per chi commette reati o violenze, italiano o straniero…intendiamoci, siamo per la legalità!

2. Una cosa e la violenza, una cosa è invece il rapimento. Oggi anche la “scoppola” viene descritta dai telegiornali come “una violenza minorile”, quindi tante cose vengono GONFIATE giusto per far notizia… vogliamo parlare di pedofili? meglio di no, vomiterei le peggiori cose contro chi sfrutta sessualmente i bambini. qui si parla di SISTEMATICO SFRUTTAMENTO lavorativo dei minori (e quanti ne vedi pure tu, cara giovanna, anche fuori casa tua a chiedere l’elemosina…)…e poi ti chiedo di portarmi un solo caso di rapimento di minori successo a Ponticelli o napoli per mano di napoletani… La cultura popolare vuole che i bambini siano INTOCCABILI, chi sgarra è spesso un perverso, e sono sicuro che viene punito a dovere…

3. Sulla questione religiosa, sai benissimo che io invece sono cattolico. Ma ciò non vuol dire che i cattolici siano i fessi della situazione. Qui si è provato a parlare con gli ultimi, in tanti modi, spiegandogli che il loro modo di vivere è incompatibile con la civiltà. Si sono portati avanti progetti di rieducazione, scolarizzazione (Caritas, Opera nomadi lavorano in questo senso) ma dopo poco son falliti, perchè la loro cultura dell’accattonaggio e dell’elemosina li spinge a mandarli in strada i bambini,non a scuola. E Cristo diceva: “Se non vi accoglieranno, scuotete la polvere da sotto le scarpe e andate…” S.Francesco parlava ai lebbrosi, poveri malati che la città lasciava ai margini solamente per paura di ammalarsi (pensa tu che ecatombe se ognuno, a quel tempo, avesse abbracciato un lebbroso e si Ora tutti siamo chiamati alla santità, ma ciò non toglie che ognuno la realizza come può. e quando uno di questi, su un tram affollatissimo come quello delle 8.30 del mattino a Corso Garibaldi, sale e mi si siede affianco, e comincia a tossire senza neanche la mano davanti, che cavolo ne so se sopravvivo o no? Questi mica hanno microbi comuni? questi vivono dentro l’iimondizia (e ho delle foto eloquenti in proposito), sai benissimo che anche i germi che trasmettono con un semplice colpo di tosse sono diversi, e che virus nuovi sono spesso letali…

4. Napoletani evasori fiscali? da sempre portiamo la nomina di essere i RE, m a ti chiedo di distinguere i napoletani onesti, come me, che anche se volessero le tasse non potrebbero evaderle perchè sono DIPENDENTI. I liberi professionisti sono un altro paio di maniche, non parliamo del lavoro nero. Tuttavia ti pongo la questione contraria: c’è qualcuno di loro che paga le tasse forse? c’è qualcuno di loro che contribuisce, con i soldi che guadagna (anche con l’elemosina…e guadagnano parecchio, sient a me…) alle spese comuni? su questo, per formazione, non potremo mai essere d’accordo… a ciascuno secondo le sue esigenze (siamo d’accardo), ma ognuno secondo le sue VERE possibilità. (e aggiungerei: ognuno di noi ha il dovere di contribuire con le tasse al sostentamento della società…ma non a tutto quello dei politici…ihih…)

5. Sul punto degli escrementi e della immondizia sparsa, sarò lieto di ospitarti a casa mia per un caffè (anzi, da amici nel parco Azzurro) per farti godere della visuale del CACATORIO all’aria aperta e dell’odore di immondizia che si respira…abbiamo, anche in questo caso foto e un odore che è talmente forte che si sente a centinaia di metri… su quale pianeta eri? I ROM sono organizzatissimi nel campo della differenziata. Addirittura ora si muovono con un gancio con il quale squarciano i putridi sacchetti (che come dici tu, noi colpevolemtne non differenziamo, ma qua si apre un altra discussione…) e, alla ricerca di metallo, o peggio di cibo, rovistano e rivoltano, spargendo il contenuto sul manto stradale e liberando microbi, batteri, viscidume che resta anche dopo che è stata rimossa la munnezza… scendi sulla terra cara, fatti un giro dalle mie parti…( La scena de “Lo strano percorso” era volutamente provocatoria, non devo di certo spiegartela per farti capire che anche i napoletani sbagliano…)

In conclusione, cara Giovanna, credo di dover sottolineare un paio di cose. Innanzitutto il tono del post, come intuito da “AlbA”, è volutamente provocatorio. Purtroppo, a volte, una semplice condanna non basta, non smuove le coscienze, non ci fa riflettere… Già il fatto di aver visto un tuo commento (è da un bel po che non ti fai viva in “terra di confine”) vuol dire che un intento è stato raggiunto. Seconda cosa: qui nessuno dice che i ROM sono tutti cattivi, e i napoletani sono tutti buoni. Generalizzare, secondo me, non aiuta mai il dialogo e la crescita. Ma c’è un problema: e che, con la scusa che anche gli italiani (e i napoletani) sbagliano, si cerca di dare una giustificazione morale agli atti che compiono le new entries ROM. Che è l’atteggiamento meno proficuo che possiamo avere, quasi meno dell’incoraggiarli a fare quello che fanno dandogli la moneta. se la vogliono, quella moneta, perchè gli serve per mangiare, se l’andassero a guadagnare lavorando come faccio io e credo anche nella tua famiglia. Terzo, e ultimo, ti garantisco che Ponticelli ha già tantissimi problemi, anche di sicurezza stradale, oltre che di criminalità e disoccupazione… se bisogna spendere dei soldi, bè… si spendano prima per i cittadini, che una volta pià felici della vita che faranno, saranno ben lieti di prodigarsi anche per gli “ultimi”… altrimenti rischiamo di farci la guerra tra poveri, che è un po quello che vogliono i nostri politici per tenerci sempre con la mano tesa e per darci le briciole (e a volte nemmeno quelle) ad ogni campagna elettorale…

Spero che adesso avrai un po piu chiaro il mio pensiero…mi fa piacere discutere, in maniera civile, con te…

13 05 2008
massimo

Scrivo questo commento a seguito delle ultime gravi vicende accadute nel nostro quartiere in merito alla situazione Rom.
Mi riferisco, come sarà evidente a tutti, al tentato rapimento di una bimba ponticellese da parte di una ragazzina Rom.”notizia giustamente passata ai tg nazionali”.
Mi riferisco anche, come sarà meno evidente a tutti, a quello che accaduto in piazzetta E. Sandomenico nei confronti di un bambino Rom il quale è stato afferrato da due uomini ponticellesi e chinato sotto la fontanella per essere lavato.

Io non so dove si arriverà, spero non oltre perché l’accaduto è già grave.

Non sono uno di quelli che denomina fascista e/o razzista chi dice che i Rom devono andare via perché non posso intossicarci con i fumi prodotti dalla combustione di copertoni o di cavi elettrici o perché rovistano nei rifiuti e così facendo lasciano i sacchetti aperti per terra Etc Etc
Anche perché non c’è nulla da obbiettare
Le fumate nere che si innalzano dai campi le vediamo tutti.

Personalmente per formazione caratteriale sono per non cacciare ma sarei per organizzare e indirizzare qualsiasi minoranza verso l’integrazione.
LA QUESTIONE PERO’ E’ DIVENTATA PERICOLOSA PERCHE’ PER L’INCAPACITA’ DELLE ISTITUZIONI, CHE NON SONO MAI STATE IN GRADO FIN ORA DI REALIZZARE UN PROVVEDIMENTO, SI E’ ARRIVATI AL PUNTO IN CUI I CITTADINI ESASPERATI, DALLA PERSEVERANZA DELLA SITUAZIONE, PENSANO DI AGIRE ACCECATI DALLA RABBIA E DALLA XENOFOBIA DA SOLI O PEGGIO POTREBBERO PENSARE DI AFFIDARSI IN ASSENZA DELLO STATO ALL’ANTISATO.

Quindi ad ora non vedo che una catastrofe imminente.
Spero che chi mi rappresenti e governa possa al più presto prendere provvedimenti (se pur sgomberando “meglio cacciati che lapidati”.)
Tra l’altro invito a riflettere anche chi è accecato dalla rabbia nei confronti dei Rom, nessuno può darvi torto ma pensate che quella è gente composta da uomini, donne e bambini proprio come la vostra gente, magari non pagano le tasse e fanno tutta una serie di azioni illecite e magari è vero che vanno cacciati e basta senza neanche provare ad organizzarli in centri di accoglienza in modo che non brucino più copertoni fili etc ect MA SICURO NON BISOGNA FARSI TRASPORTARE DALLA RABBIA MAGARI ARRIVANDO A COMPIERE AZIONI CHE NEANCHE IL PAGAMENTO DELLE TASSE GIUSTIFICHEREBBE.

Un ultima cosa poi chiudo quest’intervento è una mia riflessione sulla presa di coscienza di essere cittadini avuta in questo periodo, perché dire noi, paghiamo le tasse abbiamo diritti significa aver coscienza di essere cittadini è questa è un’ottima cosa.
Bene mi viene da ridere devo essere onesto pensando a questo fatto.
Cioè noi le illegalità dei Rom le stiamo pesando con una taratura precisissima e quindi con vigoria e insistenza diciamo:
1) non dobbiamo lasciarli occupare il suolo pubblico
2) per strada sono un qualcosa di diseducativo per i nostri bambini
3) il fumo che ci fanno respirare è nocivo
4) non possiamo lasciarci derubare negli appartamenti
5)varie ed eventuali
Per queste e mille altre legittime motivazioni ci siamo attivati e mobilitati perché queste sono cose indubbiamente gravissime che vanno ad intaccare il nostro senso civico e il nostro vivere seguendo delle regole precise leggi cui noi tutti teniamo tanto che se qualcuno non si adegua ad esse “vedi Rom” noi tutti si fa le battaglie per espellere dalla nostra splendida società questi sovversivi.
Bene tutto bello ma poi come mai sul problema camorra non c’è tutta questa vigoria nell’esprimere il dissenso, pagano forse le tasse i camorristi?
Oppure loro non ledono la nostra società?
1) Occupano le nostre piazze smerciando droga
2) Per strada sono un qualcosa di deviante per i nostri bambini
3) Il business delle ecomafie ha reso nocivo vivere non solo nel nostro ma in più quartieri di Napoli
4) Il raket
5) Molteplici attività illegali di cui probabilmente non conosciamo esistenza
Adesso non mi fraintendete non voglio criticare le battaglie fatte da chi giustamente crede che i rom cosi come stanno, non posso restare ma solo vorrei far notare che non basta pagare le tasse per essere cittadini.
MAGARI SAREMMO CITTADINI MIGLIORI SE CI ACCORGESSIMO DEI NOSTRI DIRITTI SEMPRE E NON AVENDO PAURA MAI DI AFFRONTARE CHI DI QUESTI DIRITTI CI PRIVA.
Saluti
Massimo De Luca

13 05 2008
Luc@

Salve,
premetto che non ho letto i precedenti commenti, l’ora è tarda ed il sonno si fa sentire.
Sulla base del solo articolo, festival del luogo comune tramutato in fittizia provocazione, proverò a “smantellare” quest’inventiva contro i Rom e a far luce sul vero colpevole occultato dall’ignoranza della massa che è sempre più gregge confuso del Sistema Mediatico di Regime.
Non si tratta di un caso di neofascismo, non si tratta di un caso di xenofobia: sono problemi che persistono, non vanno mai via, sono semplicemente rievocati quando servono a distogliere l’attenzione della massa su cosa di più grave accade.
Focalizziamo, però, l’attenzione sull’associazione Rom-Degrado e ciò che ne consegue.Non metto in dubbio ciò di cui racconti nell’articolo riguardo alle azioni incivili e illegali commesse dai Rom nella zona di Ponticelli, ma a dover tutelare il cittadino non dovrebbe essere lo stato? dov’è in questo caso?
Non c’è e non ci sarà perchè tanto la colpa non gli verrà mai attribuita.
“E’ colpa dei Rom, brutti zingaracci maledetti”..e se la colpa fosse di chi ai “piani alti” non ha previsto nessun piano di integrazione in un paese nel quale il tasso di immigrazione e tanto alto quanto ridicole ed assurde sono le leggi che lo regolano? Oggi sono i Rom, ieri i Cinesi nel ghetto milanese, domani a chi toccherà?
Non voglio passare per “l’amico dei nomadi”, solo che preferisco essere fuori dal gregge e pensare con la mia testa.Penso che la colpa sia dovuta non al caso del giorno ma alla classe dirigente, e che non serve più limitarsi alla semplice protesta ma all’azione concreta, alle petizioni, all’attivismo.
Non limitiamoci al “Fioronismo” – « Non mi chieda come si fa: io penso a porre il problema, saranno i tecnici a trovare la soluzione».” – troviamola noi la soluzione!
Quale migliore soluzione dell’integrazione? Basti guardare ai casi di integrazione: la società ne trae solo vantaggi.”Historia magistra vitae”.
Il tempo dell’apartheid è finito, o almeno dovrebbe, è tempo di soluzioni degne di una società civile.
Saluti,
Luc@.

13 05 2008
troll

Gli zingari rapiscono i bambini? si
Rubano? si
ti rigano l’auto se non paghi il pizzo al parcheggio? si
rapinano banche ? si
non bastano i caratteri per scrivere tutto.
Nel palazzo di mia zia le anno dato anche un’appartamento,
gratis
naturalmente, inizialmente erano 5 ora non si sa quanto ne vivano all’interno, lo stabile ora e un porcile, le piante dell’ingresso morte( innaffiate dai santi pisellini dei bambini rom) ascensore inutilizzabile, fa niente gli anziani si faranno qualche piano a piedi, magari con la borsa della spesa, basta non scrivo piu niente, mi sta salendo la pressione.
se ci tenete a loro, portateveli a casa vostra allora.

13 05 2008
AlbA

Belli!! Se eravate furbi votavate F.N.!

http://www.forzanuovage.org/Immagini/Anti-rom.jpg

… ahahah…

14 05 2008
Noname

vabbè ma permetti che tra un killer della camorra ed un rom che suona la fisarmonica nella cumana, preferisca quest’ultimo?
p.s. i Rom non rubano i bambini!

14 05 2008
Gabriel

Questa storia, di questo pseudo rapimento di una bimba da parte di una ragazzina che appartiene alla comunità rom, mi ha lasciato sgomentato.
L’evento si è svolto in una zona di degrado, dove la casa in cui sarebbe entrata la rom fa parte di quelle case che precedentemente erano state occupate abusivamente con prepotenza, da persone che hanno scavalcato altre che stavano regolarmente in graduatoria e questo lo hanno potuto fare grazie soprattutto a giochi di malaffare che ha favorito queste occupazioni, sofondando le porte degli appartamenti a pagamento, magari di case che si trovavano già occupate da altre persone.
Gli abitanti di quelle zone, quindi, si trovano attualmente ad abitare quelle case poichè il comune gli ha concesso la sanatoria.
La rom, una minorenne, è stata picchiata dal padre della donna che la accusa di avergli rapinato la figlia.
Dico io, picchiare una minorenne, per essere entrata in casa, con la porta aperta poi, per averla trovata con la bimba in braccio.
Si dirà, la ragazza che è entrata in quella casa era una rom e le rom si rubano i bambini e si possono picchiare. Mettiamo il caso invece che quella era un’altra ragazza, mettiamo che era entrata in quella casa una ragazza che non era rom e si sarebbe trovata con la bimba in braccio, in quel caso, sicuramente si sarebbe pensato che la ragazza che si trova in casa, è entrata per vedere la bimba e per prenderla semplicemente in braccio per dargli e farsi dare un semplice sorriso.
In questa storia, quindi, vedo solo intolleranza, si accusa ingiustamente una comunità intera, a causa di una singola persona che oltretutto è stata picchiata e non si sa se effettivamente ha commesso il reato di cui è accusata.
I rom sono una comunità con delle loro regole che molti di noi nemmeno conoscono, di certo è che nei precenti non è mai stato provato che i rom si siano effettivamente rubati qualche minore.
Io vedo che la maggior parte degli abusi sui minori si trovano fra le persone cosiddette normali che fanno parte della nostra comunità da noi chiamata “civilizzata”.

14 05 2008
Giovanna

Caro Marco, ti ringrazio per la delucidazione e per la premura usata nello stilarmela, ma in tutta franchezza ed onestà ti posso assicurare che il mio commento non voleva essere assolutamente provocatorio. Un po’ mi conosci, sai che sò essere molto versatile ma l’impulsività mi taglia le gambe e quindi il tono da me utilizzato è solo risposta a quello utilizzato da te. I concetti espressi non cambiano, ma nella tua risposta, pur ribadendo essenzialmente gli stessi punti che mi hanno spinto a darti quel tipo di risposta, hai scritto evidenziando diverse prospettive del medesimo problema, hai scritto dando ipotetici suggerimenti e L’INTOLLERANZA che nell’intervento soffocava chi lo leggeva, qui sembrava un po’ mascherata… Chiamalo potere della dialettica! XD …Così si gettano le basi per una discussione civile e seria su un argomento per giunta così delicato. Onde evitare l’enumerazione che può sembrare provocatoria ed eccessiva, quando in realtà era stata da me adottata col solo fine di esprimere con chiarezza quanto c’era nel mio cervello arteriosclerotico, evito di continuare il dibattito, non per porre un muro, assolutamente, ma perchè penso che ora come ora dei puntini sospensivi e dell’attesa riflessiva male non facciano… c’è una guerra civile in atto, non penso di paradossare definendola così.
E in ultimo Marco… Sò che in terra di confine si sente troppo la mia mancanza XD, ma resistete… presto tornerò più energetica e grintosa che mai! Non sia mai detto che io abbandoni un progetto che ho coltivato nel mio cervellino per anni e che l’unione di giovani volenterosi e capaci mi hanno permesso di rendere realtà!
Anche a me fa piacere discutere con te… io cerco di essere sempre civile laddove c’è un riscontro gemellare della stessa cosa…

14 05 2008
M.C.

I ROM abbandonano gli insediamenti alla spicciolata, di continuo, temendo episodi di intolleranza e rivalsa…

A differenza di molti altri gruppi minoritari i Rom si sono sempre rivelati molto restii nei confronti di possibili strategie integrazioniste.
Difficoltà alimentate dalla problematica definizione di un gruppo che ancora oggi fatica a guadagnarsi lo status di minoranza, vivendo senza un proprio territorio e senza una lingua codificata ben precisa.
Nel complesso meccanismo di interazione tra “noi” e “l’altro”, tra la società e la minoranza, giocano un ruolo determinante tutti gli elementi di giudizio e le immagini complessive che possediamo su di gruppo minoritario.
Generalmente questo bagaglio di informazioni, spesso alterato da numerosi stereotipi secolari, finisce con il mutare la reale percezione dell’altro.

In un’ottica viziata dal pregiudizio, lo zingaro rappresenta il “diverso” per eccellenza, raccogliendo su di sé, per una sorta di necessità di ordine sociopolitico, il maggior numero di stereotipi negativi.

Da tempo quando si parla del “problema zingaro” si pone l’accento su due punti, punti utilizzati in maniera strumentale da tutti coloro che cercano di legittimare una questione come problema.
1) Il rispetto della legalità
2) L’elargizione di diritti in cambio di un impegno da parte di chi li riceve a rispettare determinati doveri.

In uno stato di diritto tutti i cittadini sono chiamati al rispetto delle leggi. Tuttavia, a seconda dei momenti, le istituzioni e le forze dell’ordine rispettano e fanno rispettare alcune leggi piuttosto che altre.
O sono portate a far rispettare le leggi ad alcune frange della popolazione piuttosto che ad altre.
Non vi è quindi nella pratica nè un bilanciamento tra il reato e la pena, nè vi è una parità tra persone diverse che commettano un reato.

Lo stesso discorso vale per i diritti ed i doveri.
Sul piano dei doveri tutti i cittadini sono uguali.
Non è possibile in alcun modo chiedere ad uno specifico gruppo un impegno particolare nel rispetto dei doveri di tutti i cittadini.

Ancora meno si può chiedere il rispetto di doveri in cambio di diritti inalienabili.

Quasi mai pago le corse in metropolitana, non mi togli il diritto di usufruirne.
Naturalmente se io vengo beccato pago una multa, mentre un ROM no.
Non credete che l’errore sia dello Stato che non riesce a regolamentare la clandestinità e che non riesce ad istituire pene alternative?!
E’ colpevole chi concede l’indulto o chi ne usufruisce?

In un paese civile nemmeno ad un assassino si negano i diritti (tanto per capirci in quest’ambito non reputo civili diversi stati ad esempio degli Stati Uniti).

Non si devono poi sminuire le conseguenze dell’emarginazione e dell’isolamento causate dalle istituzioni, come più volte denunciato da organizzazioni ed istituzioni europee.
Se, infatti, vi fosse una più alta propensione a delinquere da parte di rom e sinti che vivono in situazioni di marginalità, ricordo che dalla fine del 1800 fino alla metà del 1900 nelle carceri minorili dello stato di New York la nazione più rappresentata era l’Italia.
L’Italia era anche la più rappresentata tra i condannati a morte, anche se, come negli ultimi tempi si è venuti a sapere, si è spesso trattato di innocenti. Nelle miniere del Belgio, gli emigranti italiani sfruttati e constretti a condizioni di vita indignitose erano spregiativamente chiamati “cíncali”, zingari.

Leggo di bombe molotov, di sassoiate contro insediamenti ROM…
Parlando di decisioni oltremodo sconcertanti non è possibile non far riferimento alla questione del “muro” di Ứstí nad Labem.
Questa piccola città della Boemia settentrionale ha proposto nel 1998, su richiesta di numerosi cittadini, la costruzione di un muro intorno al perimetro del quartiere a maggioranza Rom di Neštěmicé.
Il muro di Matični, dal nome della strada in cui avrebbe dovuto sorgere, doveva garantire una sorta di riparo dagli odori e dai rumori prodotti dai nuclei zingari.
Per fortuna questo autentico monumento all’emarginazione ed alla ghettizzazione non ha mai visto la luce.

La sicurezza non vuol dire, costruire muri più alti che proteggano il privilegio. Significa piuttosto potersi sentire parte di un contesto di giustizia sociale, in cui i più forti non abusino del potere istituzionale, politico e della legge.

Uno Stato può essere illegale. Ma non può esserlo un gruppo etnico.
Uno Stato che tratta un gruppo etnico come portatore di insicurezza e illegalità commette un’ulteriore violazione della legge ed è imputabile di razzismo.

La situazione che si è creata in questi giorni a Ponticelli, mi fa pensare alla novella “Rosso Malpelo”.
Veniamo maltrattati, abbandonati e in ultima analisi derubati della nostra dignità da malavita e malapolitica.
Questo ci incattivisce e siccome ci sentiamo impotenti verso i nostri carnefici, Rosso Malpelo cosa fa?!
Se la prende con Ranocchio, probabilmente perchè gli hanno sempre insegnato che l’integrazione è dannosa e che uno “stato” di potere è tale solo se si basa sulle disuguaglianze, solo se si riesce ad avere potere su un’ altra persona, in fondo solo se si riesce a sentirsi meno deboli trovando qualcuno ancora più debole.

Non sto qui a confutare tanti dei punti riportati dall’articolo (e ce ne sarebbero), solo 2 cose…

“…comincia a tossire senza neanche la mano davanti, che cavolo ne so se sopravvivo o no? Questi mica hanno microbi comuni? questi vivono dentro l’immondizia (e ho delle foto eloquenti in proposito), sai benissimo che anche i germi che trasmettono con un semplice colpo di tosse sono diversi, e che virus nuovi sono spesso letali…”

I “nuovi virus” letali non si generano dall’immondizia.
La mancanza di igiene è un fattore di rischio ma per la persona che vive in tali condizioni.
I “nuovi virus” letali (non so bene a cosa ti riferisci comunque ne sono solo 2) giungono dai paesi dell’est, la mancanza d’igiene c’entra, ma solo per il passaggio di questi nuovi ceppi da animali all’uomo.
Se fossi in te mi preoccuperei più dei ceppi resistenti che originano da un utilizzo indiscriminato di farmaci (quello che forse definiresti eccesso di igiene) e dei voli transoceanici.
Quindi è solo questione di puzza.

“… spargendo il contenuto sul manto stradale e liberando microbi, batteri, viscidume che resta anche dopo che è stata rimossa la munnezza…”

I microrganismi non vengono agevolati se togli una busta.
Non li vedere come degli esseri intrappolati dalla tua busta di plastica e che vengono liberati quando la togli.
Guarda un pò quello che c’è giù da te davanti ai contenitori, cambia davvero tanto qualche rifiuto un pò più a destra o un pò più a sinistra?!

…due campi di accoglienza erano stati incendiati dagli abitanti della zona, i quali avevano preso d’assalto e dato alle fiamme anche l’edificio di una vecchia struttura sanitaria, da anni abbandonata e occupuata dai nomadi.

ABBIAMO VINTO!

14 05 2008
nina

… scusate se prendo una posizione un po’ esterna alla vicenda… ma io una rivolta del genere, con tale accoratezza e coraggio, avrei voluto vederla sotto le case dei camorristi, avrei voluto vederli tutti emarginati dal quartiere, offesi e picchiati verbalmente ( I Cento Passi docet).
Quello sarebbe stato il vero coraggio, l’atto da riportare sulle pagine dei giornali con fierezza!
Qui si parla soltanto di una massa di persone che sfoga le proprie frustrazioni prendendosela col più povero, che non può reagire, o meglio prendendosela col più povero PROPRIO PERCHE’ non può reagire.

Accusiamo chi fa sì che si formino cumuli di immondizia sotto le nostre case, invece di denigrare il rovistatore che apre qualche sacchetto ( quanto sarà il rapporto dei due fenomeni, 1 su qualche migliaio?) , perché il pericolo per la salute pubblica viene da lì, dalla lievitazione di microbi in sacchetti CHIUSI abbandonati a se stessi, o da vandali NAPOLETANI che vi danno fuoco, dando via libera alla diossina.

Prendiamocela con uno Stato che non applica le medesime pene alle infrazioni legislative di diverse tipologie di abitanti del suolo pubblico, cancellando del tutto il concetto e la finalità di pena in quanto deterrente volto al miglioramento del benessere sociale, e quindi finalità universale che esige un’applicabilità universale.
La vera tolleranza consiste nell’ accettare in uno Stato un immigrato assicurandosi che egli rispetti le leggi dello Stato medesimo; non parliamo di scelte soggettive come la religione ( frecciata a chi si oppone all’edificazione delle moschee) come il costume, la tradizione, parliamo di leggi di uno Stato, dotate di oggettività territoriale.

La vera tolleranza nascerà quando si considererà il diverso, lo zingaro, l’estraneo, al pari di un cittadino italiano, per i DIRITTI ma anche per i DOVERI,
e un’insurrezione popolare contro un capro espiatorio non risolve i problemi che nella nostra città abitano alle radici e contro i quali servirebbe quella solidarietà e aggregazione di ponticellesi che noto oggi, ma che spesso è annullata da pregiudizi, ignoranza e omertà.

14 05 2008
velazquez

Questi due ultimi commenti sono straordinari. Per la ridondanza di retorica all’inverosimile, oltre che per la terribile pomposità. Evidentemente, a seguito di questi ragionamenti e dei fatti delle ultime ore legati all’argomento rom di Ponticelli, la domanda retorica posta da AlbA in precedenza, nella sua semplicità e innocenza (che valori rari!), è caduta in silenziosa indifferenza. I rom sono stati sgomberati quasi per intero (e non hanno abbandonato “gli insediamenti alla spicciolata, di continuo, temendo episodi di intolleranza e rivalsa…” come se si trattasse di un romanzo di dubbio gusto). Questo, in seguito alle tensioni che la popolazione infervorata del vostro quartiere ha alimentato, come già sapete. Ma guardate bene la realtà, a ciò che contiene una domanda a effetto come “è colpevole chi concede l’indulto o chi ne usufruisce?” giacché è tanto scandaloso che delle istituzioni concedano indulti dalle dubbie origini e dalle disastrose conseguenze, quanto è palese che chi usufruisce di un indulto, è stato a sua volta colpevole di un reato. Questo basilare passaggio, che sembra essere inafferrabile per gli opinionisti precedenti, chiarifica quello che è il problema principe che (per caso?) è stato da loro individuato: l’avvilente incapacità statale. Su questo non c’è dubbio ma, assieme a questa, è impensabile ignorare la continuata contraddizione del rapporto tra realtà napoletana (ponticellese?) e condotta degli zingari.
Trovo che il bigottismo sia un atteggiamento neauseabondo. Sono sicura che se nina avesse vissuto l’esperienza della madre che ha denunciato (e fatto pestare, certo) la ragazzina rom, non ci avrebbe potuto deliziare con una dissertazione di pari ipocrisia. Se poi volete procedere sfondando porte aperte, rivelando che l’Italia, Napoli e i napoletani sono spezzati in due dal peso delle proprie colpe e dei propri errori – sempre davanti ai nostri occhi -, gingillandovi su luoghi comuni come il ricordo degli italiani, irriducibili criminali statunitensi – quando poi la maggior parte delle popolazioni emigranti sono passate per una fase come quella -; ricordando con sentita partecipazione il (celeberrimo) episodio del muro di Ứstí nad Labem nel ‘98 – sorvolando poi sul fatto che, nello stesso periodo, c’è stata la pulizia etnica della guerra del Kosovo contro i rom, a causa di Milosevic e dei gruppi albanesi: non potenziali ghettizzazioni ma reali carneficine -, se volete fare tutto questo, accomodatevi… Ma non ritenevi credibili, per favore!
L’espisodio dei rom di Ponticelli ha illuminato per qualche attimo un’unica oscura verità: che le diversità (di concezione razziale, sociale, culturale) e gli attriti che ne derivano esisteranno sempre tra gli esseri umani: la speranza per il prossimo futuro può essere solo duplice, cioè che si sviluppi una reale disposizione all’integrazione da entrambe le parti in causa e che diventiamo una nazione, un mondo più maturo su questa linea di pensiero. Allora non staremmo a dirci scontatezze come il fatto che il reato e la pena non saranno mai “bilanciati”, lo Stato non dovrà supplire a un emergenza rifiuti e a individui che nella spazzatura ci rovistano e la riseminano (ma non importa: i microrganismi non stanno nelle buste, non vanno immaginati come degli esseri intrappolati che si liberano quando togli il sacchetto!). Non spereremmo che una folla inferocita ci sia, ma per linciare un camorrista, perché nessuno ha fatto di meglio, piuttosto che uno zingaro (o qualcuno di colore, un omosessuale, un infedele, un punk ‘a’bbestia). E, perché no? Non ci sarebbe nessuno che suggerirebbe che lo Stato non va bene, che non sa punire chi, a prescindere dalla razza, rapisca, rubi o uccida.
Dovremmo provare a maturare, a capire, anche se fosse un utopia, tutti insieme. Perdonate la stizza…

15 05 2008
AlbA

E’ vero, credo che se tutti sentissero una domanda come la mia, non staremmo a discutere di episodi incresciosi come quelli qui argomentati; i sentimenti semplici non sono adatti alle idee di oggi. Ma credo che le riflessioni di nina non meritino la durezza delle tue parole: pregiudizi, ignoranza e omertà sono termini che sono usurati, tutti se ne riempono la bocca e li lasciano cadere sui fogli quando scrivono, ma non sono ancora strizzati del significato, purtroppo. Avresti ragione se non si trattasse di concetti troppo lontani dall’applicazione reale. In Italia non possiamo che continuare a invocare entità e valori che, nonostante tutti citino, sembrano ancora terribilmente difficili da raggiungere.

Nella tua “stizza”, il non mentirci comunque sul disagio e gli urti di fondo che esistono tra città e “ospiti” non integrati, nella totalità o no, è un’idea sacrosanta. Ma (come l’articolo successivo a questo dimostra), in prospettiva dell’inefficienza istituzionale, diventano l’ennesimo sintomo di quella nostra “immaturità” a cui ti riferisci: alla globalizzazione, all’integrazione, al rispetto in tutti i sensi e all’assicurazione di diritti e doveri giusti. Viaggiare senza biglietto nei mezzi pubblici, come M.C. dichiara sinceramente e orgogliosamente ( :) ), con le conseguenze che ne derivano, è l’esempio più indicativo e meno grave in questo senso.

Ecco che allora “vincere” una pseudo-battaglia contro un gruppo “abusivo” i cui esponenti più in vista, nella mentalità popolare, sono mendicanti, rapinatori e potenziali rapitori di bambini, è una tentazione troppo grande in un ambiente in cui il benessere puoi assicurartelo solo da te o con l’appoggio della criminalità, non di certo per l’istituzione di turno. Così l’ignoranza e il pregiudizio offuscano la vista e creano un’illusione di successo guardando i campi rom deserti e fumanti.

15 05 2008
nina

Credo che siamo d’accordo sul significato universale dei termini bigottismo e ipocrisia, di cui mi hai accusato. Il concetto di ipocrisia sottintende una simulazione, quello di bigottismo una cieca aderenza a costumi e ragionamenti che non si condividono sino in fondo.
Credo che qui tu sia semplicemente davanti ad una persona che ragiona in modo diverso da te, ma crede in ciò che afferma a tuo pari… ergo, apriamoci al confronto, ma selezioniamo per bene le parole.
Invitarmi a mettermi nei panni della mamma che ha visto dinanzi ai propri occhi un tentativo di rapimento della proprio piccola è una mossa subdola e melanconica, ma non credo sia l’inizio adeguato per un ragionamento di tipo socio-politico.
Si invitano le persone a mettersi nei panni dei genitori della ragazza violentata e uccisa, e così le si porta a provare odio nei confronti del reo, e a giustificare la pena di morte ( ti faccio un esempio forte per dimostrarti meglio ciò che voglio dirti).. è un atteggiamento comodo, particolaristico; e dal particolare non si generano altro che sentimenti, emozioni (odio in primis), non certo ragionamenti logici e universalmente applicabili, come quelli che in questo forum si cerca di fare.
Mi dispiace, ma io ragiono diversamente. Qui non si tratta di sottrarre solidarietà a quella donna, si tratta di una scelta deliberata: io non procedo dal particolare all’universale, ma dall’universale al particolare; perché i ragionamenti che stiamo ponendo si riferiscono ad un intero quartiere e ad intere comunità,
perchè voglio uscire dall’angusto resoconto del rapimento e della rivolta per ricercare matrici più profonde ed estese,
perché sono convinta che i nostri problemi non si siano risolti con questa sorta di pogrom che nominiamo eufemisticamente “la cacciata dei rom”.
Scusami se parto dal principio della tolleranza, così come nell’esempio precedente della pena di morte sarei partita dal principio del diritto alla vita;
scusami se credo che una massa di persone armate di spranghe non possa risolvere dei problemi che sono radicati nella nostra città e derivano da incompetenze e negligenze,
scusami se vedere scene della mia Napoli, proiettate dai telegiornali, della mia Napoli cosmopolita e multiculturale, che si rivolta violentemente e a suon di molotov contro dei cittadini comunitari, mi fa male;
scusami se mi farebbe piacere che tale ardore si manifestasse contro i reali fautori del 99% dei nostri problemi,
scusami se voglio appellarmi a quell’IO PENSO kantiano, ovvero alla logica che mi rende uomo, quella logica che avrebbe dovuto guidare le scelte di un’istituzione assente, e non all’odio e al rancore che hanno animato la gente del posto, abbassandola ad istinti e reazioni animalesche, certo le uniche rimaste possibili per la risoluzione del problema, o pseudo-risoluzione…

Forse è più bigotto zittire il ragionamento di una persona invitandola a mettersi nei panni della povera madre, equivalente a mettersi i paraocchi sul resto ( il bigottismo vive di paraocchi o mi sbaglio?) ma io a differenza tua scelgo di non accusare nessuno di “bigottismo nauseabondo” , poiché immagino che dietro questi pseudonimi ci siano res cogitans,
persone che non devono sentirsi in colpa nel nominare l’omertà, i pregiudizi, l’ignoranza, perché se si crede che un problema ci sia ancora lo si deve gridare, e non tacere nella paura che sia stato nominato troppe volte;
persone che dicono quello che pensano, fino a quando qualcuno non le accusa di pomposità, retorica, ridondanza… termini che mi rimandano ad un’idea di vuoto tremendo, non certo alla pienezza di un qualsiasi pensiero in cui si crede, condiviso o meno che sia.

15 05 2008
M.C.

Anche se la ritengo un enorme perdita del vostro (di coloro che leggeranno) e cosa molto più importante del mio tempo, vorrei chiarire alcuni punti.

Leggendo gli interventi di AlbA e velazquez, evidentemente non sono stato chiaro in alcuni punti e di questo me ne dispiaccio, ma spero che almeno qualcuno abbia potuto trovare il mio intervento di qualche interesse.

Continuo a pensare in toto tutto quello che ho riportato.

Credo che il delinquente è probabilmente colpevole del reato ascrittogli, ma è innocente chi esce semplicemente “rispettando un provvedimento” (questo sì colpevole); credo ancora che l’aprire un sacchetto di plastica non aiuti i microrganismi, quando gli stessi sacchetti giacciono per settimane (naturalmente il discorso cambia in una situazione diversa in cui i sacchetti vengono eliminati giorno per giorno, allora sì, certo); credo che l’emarginazione sia una delle prime cause che porta a delinquere, naturalmente non per giustificare, ma per avere tutti gli elementi per ragionare (solo per questo si è riportato l’esempio italiano e non certo per mera demagogia); credo che sia giusto non riportare genocidi, perchè questi scaturiscono da altri concetti, ma che sia comunque necessario riportare un fatto che esemplifichi a cosa può portare l’intolleranza e che mi sembra accomunabile maggiormente con gli scandalosi episodi accaduti a Ponticelli; credo che non dovresti giudicare con tanta facilità persone e fatti senza averli compresi e conosciuti fino in fondo.

Ps Non è una mia aspirazione scrivere romanzi, io ho solo riportato le notizie riprendendole da internet e ti posso dire che le cose sono andate così.
Ti consiglio di riportare pensieri su un argomento (chiedere rispetto per le opinioni altrui è a quanto pare un concetto troppo lontano) senza sentenziare su fatti avvenuti neanche nel tuo quartiere e soprattutto non farlo con chi ci abita in quel quartiere.

PPs ABBIAMO VINTO! Era ironico e rimandava al finale de “La vita è bella”.

15 05 2008
velazquez

Sono felice di questa tua risposta, nina, perché potrò replicare con maggior agio e potrò sottolineare la mia idea, che non è molto diversa dalla tua ma più sensata.
Non mi soffermerò sul fatto che l’aver fornito delle definizioni manualistiche delle mie imputazioni (il bigottismo a cui hai, ingiustamente, tentato di associarmi, e l’ipocrisia pregnante) non ti ha aiutato a rimuoverle, visto che mi hai dedicato ben 5 “scusami” con cui, invece, hai valorizzato le tue turbolente argomentazioni. Perdona l’abbondanza di aggettivi, ma avrei molto da dire. Comunque mi hai fatto sorridere, in particolar modo nell’uso di un linguaggio simil-filosofico: partirò proprio da questo.
La res cogitans che, nel tuo caso, ti porta a gridare argomenti vari e ideali pregevoli, in cui ti fa onore credere (e ti chiederei: chi direbbe di non crederci?) con “pienezza”, purtroppo per noi, apparentemente la vantano tutti. In particolar modo tutti quei personaggi influenti che, come credo siamo abbastanza d’accordo in questa sede virtuale, sono responsabili delle condizioni e delle conseguenze negative di cui parliamo. Forse che, come ho detto, anche se si trattasse di un obiettivo utopico, hai ragione, vanno gridate continuamente. Il problema è che, non te ne accorgi? Tutti le gridano a vuoto. Se non fosse che hai notato il procedimento “particolare-generale” che seguo nel ragionamento, temerei di essere accusata di generalizzazione. Il ricorrere all’essere cattivi cittadini è il passaggio più immediato e deviante in questo percorso: la reazione a un crimine sinonimo di un malessere ramificato in una società malgestita. Forse non mi hai letto con attenzione, ma la matrice a cui hai cercato di risalire è quella che io stessa ho ammesso in precedenza. Riconoscerla rende riduttivo e inverosimile colpevolizzare le azioni (indotte) della popolazione, un fatisciente vittimismo di parte degli elementi delle comunità rom di Ponticelli, lo sbigottimento di fronte alla perdita di equilibrio in un’ambiente che squilibrato lo è sempre stato.
Mi dispiace farti inoltre notare che, è senza dubbio giusto presumere di proporre ragionamenti di “universale applicabilità” (come in questo forum si cercherebbe di fare a tuo parere?), dichiarare di procedere “dal generale” su una esposizione che ho sviluppato “dal particolare” perché è nata proprio da un singolare eloquente episodio (angusto!) che si tende a tralasciare, tutto ciò è giusto e oculato; ma una legislazione come la nostra, che non sia in grado di affrontare neanche una particolarità è debole e lacunosa. E in questo caso di particolarità non si tratta. Tra l’altro proprio Kant, come tu ben saprai, visto che l’hai citato, può darci un’idea indicativa in merito: egli è estremamente cosciente della tendenza egoistica dell’umana natura (riscontrabile nelle caratteristiche dei comportamenti rom-napoletani) in contraddizione con la spinta propulsiva alla riunione sociale. Solo il Diritto può regolamentare queste società, garantire l’uguaglianza di tutti davanti alla legge (anche di comunità seminomadi che però sappiano riconoscere il Diritto). Ecco che dunque il nostro particolare (a cui mi rifacevo) diventa specchio dell’universale a cui aspirare, una corrispondenza micro/macrocosmo di rinascimentale ed ermetica memoria.
La mia mossa subdola e melanconica è tanto valida (che non prevede repliche) quanto relativa in tutta l’argomentazione che ti ho steso davanti. Se vuoi proporre un ragionamento di tipo anche sociale (come hai detto), devi tenere in conto l’aspetto umano; se anche non volessi, non posso credere tu ritenga davvero la pena di morte generata su un metro di odio. Puoi partire da tolleranza, diritto alla vita e quant’altro, ma ci ricollegheremmo al discorso della mancanza di proporzione tra delitto e pena. Per questo non puoi accusarmi di illogicità; come te cerco ragioni e soluzioni con spirito realistico e razionale.
L’ennesima solita evidenza di un fatto come il trasferimento dei rom non può che ricordare che in questa società italiana malsana “dat veniam corvis, vexat censura columbas” (dato che ami rifarti al latino).
Come vedi, scuse e citazioni: sono felice che tu stessa abbia riconosciuto la vacuità trasmessa dal ricorso retorico. Per fortuna non ho zittito (né avrei voluto o potuto) i tuoi ragionamenti…

Di questo genere il tentativo di M.C. che mi accusa di non conoscere ciò di cui parlo, ignora genocidi che alla lunga risalgono da atti come quelli del suo quartiere e si giustifica con malainformazione ed ironia scadente. Sì, è stata un’enorme perdita di tempo…
Alba si compiacerà della minor foga usata stavolta, ma non ha idee pratiche per la crescita cui la società dovrebbe aspirare? L’astrattismo e la “generalità” sono troppo comode…

16 05 2008
M.U.

Condivido Velsaquez… Troppa filosofia, troppa generalità, troppo astrattismo…
Facile nascondersi dietro l’assenza delle istituzioni (fatto grave certo…) ma ho visto solo interventi piagnucoloni, idealisti fino al limite dell’ipocrisia (che avete fatto voi per fermare l’attacco ai ROM? siete scesi in strada a protestare? vi siete messi dinanzi alla gente a spiegare le vostre belle ragioni?li avete accolti in casa vostra?). Addirittura razzisti nei confronti di TUTTI i PONTICELLESI (descritti come gran tiratori di molotov…SENZA LA DISTINZIONE CHE PRETENDETE VOI PER I ROM…)…
diamo risposte pratiche, realiste, fattibili…
se poi vi piace continuare a fare i vostri giochi ideologici, a servirvi psicologia spicciola per fondare le vostre tesi PSEUDO – filosofiche (spero che non le copiate da altri blog, o al massimo da wik,ipedia…), se tacciate per “luoghi comuni” esperienze vere, vissute… Se credete davvero che dal generale si arrivi al particolare (ma come lo osservate il mondo?alla rovescia? chi è più vicino alla realtà, il particolare o il generale?)…bè…continuate pure, tanto il blog è libero!!!

AH!INUTILE RIBADIRE CHE QUESTA NON è LA POSIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE, MA LA MIA PERSONALE.

16 05 2008
nina

Io sono davvero allibita. Qui sembra che ogni intervento diventa la denigrazione di quello precedente, almeno per voi.
E’ facile prendere il commento precedente, analizzarlo e burlarsene punto per punto.
Più difficile esprimere la propria opinione e basta, senza un testo di base da recriminare, senza riempire il proprio intervento di virgolette e citazioni… anche perchè non capite nemmeno il contesto nel quale alcune cose sono state dette.

Solo alcuni esempi.
-La mia era una risposta all’invito che mi era stato fatto a mettermi nei panni della madre, perciò ho cercato di estendere l’analisi un pò più oltre la vicenda del presunto rapimento; non era un’ode alla generalizzazione..
-Questi pensieri SIMIL-filosofici.. ma stiamo facendo dei ragionamenti; la filosofia è un astrattismo sterile o uno strumento per ragionare sui fatti?
La prossima volta chiederò il permesso se ad una situazione attuale voglio applicare il pensiero di un’altra persona, solo perchè la condivido e non per riempirmi la bocca di un nome.
-I ponticellesi come lanciatori di molotov… ma davvero credete che possa pensare questo? Esprimo solo la mia perplessità dinanzi ai media, dove naturalmente la precisazione che conosciamo NOI ma non il resto d’Italia, ovvero che la rivolta è stata fatta da una minoranza, non viene sempre posta; e se leggete i giornali di oggi non è bella l’impressione che diamo all’Italia, con 4 persone accusate di furto nelle baraccopoli e una sommossa che forse ha ricevuto il contributo organizzativo della camorra.. c’è qualcosa di male a rammaricarsi nel leggere queste cose?

-E poi “Questi luoghi comuni…”
ridondanza
pomposità
retorica
giochi ideologici,
è solo il pensiero di una persona. Punto. Accettate e basta.
Non lo condividete? Non c’è problema.
Non devo certo presentare un attestato di partecipazione ad una contro-rivolta per esporlo.

Come ha detto M.C. ho perso il mio tempo, ho deciso di farlo per invitarvi ad entrare nel contesto in cui certe affermazioni sono state fatte, prima di trucidarle dall’alto, perchè, ripeto, E’ COMODO. Se prendessimo un trattato di filosofia ( visto che mi accusate di usarla, vorrei nominarla ancora una volta) e decidessimo di denigrarlo punto per punto, nessuno di noi avrebbe difficoltà a farlo, ma che concluderemmo? E la nostra opinione VERA dove sarebbe?

Non mi riferisco tanto a M.U., la cui opinione è molto chiara; non la condivido, ma non la accuso con aggettivi gratuiti.
Piuttosto ho visto Velazquez deridere me AlbA e M.C. per le nostre affermazioni.. se ci desse una opinione integrale e totalmente vergine di accuse, solo per dirci ciò che pensa in toto, ne sarei lusingata. Non è una provocazione, giuro che è pura curiosità, anche perchè immagino che lo farà molto bene, quindi nessuna sfida

Impariamo a non offenderci e rispettarci dapprima qui.
Alla prossima.

17 05 2008
AlbA

Interpellato da più parti, precederò l’ipotetica risposta di velazquez, in questo che sembra essere diventato un confronto inter nos.
In realtà l’idea di velazquez è quella di nina e M.C., come anche la mia: intendiamoci, in rapporto con l’intervento istigatore che ci troviamo a commentare, la maggior parte di coloro che hanno espresso il loro dissenso hanno lo stesso pensiero, si sono dissociati dall’accaduto, hanno esternato turbamenti vari, hanno tirato conclusioni tragiche.

Paradossalmente M.U. ha individuato il problema che velazquez denuncia e che condivido. Perciò la nostra idea si differenzia fondamentalmente in questo: è depurata dalla tendenza falsa e decisamente superflua che vede la parte in causa rom del tutto vittimizzata in opposizione alla popolazione locale stigmatizzata. Reputo che un tipo di ragionamento che sta assumendo pretese filosofiche debba almeno mantenere l’obiettività, che mi è sembrato si aspirasse a un’analisi socio-politica…
Tuttavia vorrei provare a distaccarmi dalla perentorietà “filosofica” in grado di confutare punto per punto un trattato e riprendere fiato nell’umile ipoteticità della ragione: per favore, immaginiamo per un attimo che la fase dell’incendio ai campi rom non sia mai avvenuta, che siamo fermi al momento in cui questo intervento sia stato scritto e al singolo avvenimento riportato. La conclusione a cui ognuno di voi arriverà credo sarà comunque quella che vede nello Stato italiano una dimostrazione di insicurezza e imprevidenza (nella migliore delle considerazioni), proprio come si è qui detto in seguito alla risposta popolare che è succeduta al potenziale rapimento del neonato. Non chiederò quanti di voi avrebbero mantenuto questo atteggiamento puritano, tanto orgogliosamente ostentato finora, se fossimo fermi a riflettere come se non ci fosse stato un dopo, perché la risposta la conoscete solo voi stessi e mentire è usanza troppo scontata. Questo però dovrebbe evidenziare quanto le dissertazioni sull’imputabilità di razzismo generale siano ora facilmente diffuse e su quante speculazioni di stampo dottrinale ed elitarie vi si possano costruire liberamente su. Questo non voleva essere una fuga nel conforto dell’immaginazione, ma un artificio chiarificatorio. Che non mi venga rinfacciato di ricorrere ai “se” e ai “ma”.
Da notare che sto scrivendo dopo che è stata avanzata l’ipotesi concreta che la vicenda affrontata in questo articolo sia stata tutta montata, che tra i tanti commenti più vari ai video che ho caricato in youtube (in “Realtà e fantasia…”) è stata riportata l’inquietante dichiarazione: “Assistita dall’ avvocato Rosa Mazzei e da una interprete, la ragazzina è stata interrogata dal giudice per 90 minuti. «Chiedo l’ elemosina», ha detto. Ha sostenuto di essere andata in via Principe di Napoli perché una persona le aveva detto che avrebbe potuto ricevere abiti usati. Ha affermato di aver bussato al citofono. «Non sono entrata in nessuna casa, non sapevo che ci fosse una bambina; è uscita una donna con un bimbo e ha cominciato a gridare ma non sapevo perché, non capisco l’ italiano»”. Tutto è ridiscutibile, quindi.

Ho ammesso di trovarmi d’accordo con nina, ma, non me ne voglia, una discussione non consiste in un semplice burlarsi delle dichiarazioni altrui, e non credo che le parole di velazquez possano essere ridotte a questo. Seguiti ribadendo le tue ragioni, chiarendo i contesti in cui interpretare le tue parole. Ciò che posso dire è che le tue dichiarazioni, in prospettiva delle critiche che ti sono state mosse, sono le stesse che potrei sentire, immaginare, dal più comune esponente dell’inetta politica italiana di oggi; probabilmente appartenente all’opposizione. Naturalmente non c’è da considerare il manifesto diffuso dal PD in quel di Ponticelli nei giorni passati. Rigiri la “comodità” dello smantellare le espressioni altrui che era la “comodità” del mantenere posizioni di astrattismo e generalità, ti difendi dai luoghi comuni quando poi nel tuo ultimo commento ti sei snellita, mancano le ricercatezze, i dottrinarismi e i riferimenti culturali che erano peculiari degli altri tuoi interventi.
Le mie sono solo osservazioni legate all’impressione di influenze demagogiche che ho notato e che, con la cultura televisiva imperante, penetrano in ogni dove, anche inconsapevolmente. Così a velazquez mi riservo di rispondere con una calma che adesso non ho.

Infine concedetemi un confronto con l’attualità, in modo che la mia idea sia più limpida. Il Tibet è sotto il controllo cinese da più di cinquant’anni, ma a parte qualcuno professante “Free Tibet”, nessuno stato si sbilanciava a dichiarare disapprovazioni o solidarietà. Oggi che qualche immagine riesce a sfuggire alla censura dittatoriale e a testimoniarci il soffocamento dei tentativi di protesta dei tibetani in concomitanza con le Olimpiadi, abbiamo il piacere di ascoltare dichiarazioni e approfondimenti. Così i rom andavano accumulando l’insofferenza dei concittadini italiani, qualcuno come l’”Opera Nomadi” se ne occupava ma, ad oggi che sono stati sgombarati i rom di Ponticelli con una dinamica del tutto particolare, stiamo ad accusarci di luoghi comuni su un blog. Solo sbattendo contro un muro (più e più volte) ci accorgiamo che c’è un muro…

19 05 2008
AlbA

“(AlbA) non ha idee pratiche per la crescita cui la società dovrebbe aspirare?”

Credo che uno dei problemi di fondo inviduabili per la situazione italiana al momento, sia da localizzare nella formazione individuale. L’istruzione, con l’educazione che ne deriva, sono un passo di importanza assoluta nella cultura, nella personalità e nella preparazione dei cittadini.
Un sistema scolastico che sia fortemente adeguato alle problematiche della realtà di più ardua risoluzione, alle caratteristiche e alle trasformazioni a cui il mondo è sottoposto – e in particolar modo la nazione di appartenenza nella sua attualità – formerà degli individui che siano predisposti alle cause che probabilmente li impegneranno, in età adulta, nella ricerca di risoluzioni o miglioramenti. Un approccio culturale che, per solidità, non soffra delle influenze dovute ad ignoranza o a mentalità particolari inquinate da preconcetti e principi fissi, assicurerà alle nuove generazioni nuove e più efficienti possibilità di intervento, di cambiamento; di politica.
A lungo andare questa impostazione educativa modificherà la mentalità diffusa, “popolare”, e la cultura media.
So bene che queste idee sono già insite nella filosofia del sistema d’istruzione italiano, ma avrei fatto meglio a dire “dovrebbero già essere insite… ” perché non mi sembra vi sia attribuita la dovuta attenzione o forse, al momento non vengono ben applicate poiché non fruttano i dovuti risultati.

Una vera e propria rivoluzione della politica, senza sensi figurati, sarebbe provvidenziale nel prossimo futuro. Ma l’idea di “rivoluzione” è legata a cambiamenti piuttosto repentini, per cui una speranza come questa credo che sia davvero infondata oggi. Sperare in una trasformazione più graduale, ponderata e lavorata è l’aspettativa più verosimile e moltissimi votanti, nelle ultime elezioni, l’hanno deposta nell’attuale opposizione al governo.
La metamorfosi dovrebbe toccare tutti i campi della realtà statale per un processo di modernizzazione amministrativa che è sempre più inevitabile.
Un riferimento fisso in questo senso dev’essere l’esperienza europea costante, nel confronto diretto e obiettivo con le altre nazioni. Volendo tralasciare il modello della Spagna o della Francia odierna, più vicine (ma più capaci) all’assetto istituzionale italiano, gli stati del nord Europa sono un preziosissimo esempio di validità e realizzazione societaria.
Questo discorso sarebbe da attuare anche dal punto di vista sociale e culturale.
In questo modo le istituzioni, la presenza e il sentimento dello Stato, la vita in rapporto alla classica Res Publica, sarebbero sicuramente risanati in modo considerevole.

Se me ne viene qualcun altra, la aggiungo…

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