L’estate si approssima, la spazzatura fermenta, Chiaiano ribolle e l’orgoglio ci brucia. Ma, in questo periodo, non possiamo non ricordare con trasporto, come già facevamo lo scorso anno, l’entusiasmante invito realizzato da Francesco Rutelli in conferenza stampa web per italia.it, il sito che ha avuto una vita breve e inutile.
Questione di tempo e, andando avanti così, ci abitueremo tutti a supplicare i turisti. Magari, con un po’ più di padronanza della lingua (e della supplica)…
“Please, visit the website but, please, visit Italy. We’re the best country in the world in terms of cuture, landscapes, art, history, cities, villages; beautiful countrysides, seasides, mountains: that is Italy, you know. Perhaps you’re dreaming about but, please, visit our country; we’ll welcome you warmingly and with a better organization.”
AlbA
A me piange il cuore quando cammino per strada e vedo le frotte di turisti che passeggiano curiosi: da un lato… che bello che continuino ad esserci, che bello che per le strade di Napoli si parlino lingue straniere. Dall’altro, la vergogna. No, non vergogna di essere Napoletana, come qualcuno dice… Vergogna, semplicemente di non aver nulla da offrire che non sia lo sfacelo e l’”emergenza”, come piace chiamarla a tanti sensazionalisti. Se i turisti continuano ad arrivare, bisogna mostrar loro una Napoli coraggiosa, che reagisce ai problemi, e che sa ancora mostrare tutto ciò che ha di bello, anche se a tratti sommerso dalla monnezza…
Ma ce l’abbiamo la forza di farlo?