Domenica 8 giugno i Giardini del Rione Incis sono in festa. Non è una calda mattina di primavera, il cielo è nuvoloso e di luce ce n’è poca, a tratti. Eppure la piazza si riempie di colori, di voci, di giochi. È il Social Fest, e TerradiConfine partecipa con tutto l’entusiasmo che ha.
Tante le associazioni ed i gruppi presenti alla manifestazione; nei vari stand sono esposti prodotti del commercio equo e solidale, creazioni di bambini e ragazzi, cartelloni colorati, foto. E non mancano le attività da svolgere sul luogo: c’è lo stand con bottoni e perline per creare gioielli, portachiavi e oggetti decorativi, c’è lo stand in cui si prepara la pasta di sale, ci sono ragazzi che costruiscono girandole e aquiloni colorati, c’è il grande telone che insegna la raccolta differenziata, c’è il lenzuolo su cui scrivere “cosa vorresti per Ponticelli”, ci sono i writers che disegnano in grande il logo del Social Fest, c’è il gruppo di giovani percussionisti, ci sono i ragazzi che fanno breakdance, ci sono sondaggisti che vanno in giro a fare domande, c’è il banchetto dei ragazzi di Wikinapoli con i prodotti tipici della Campania.
Soprattutto, ci sono i bambini che giocano.
A loro TerradiConfine dedica l’intera mattinata, e come non farsi coinvolgere dall’atmosfera di festa e di colore? In pochi minuti la serietà (ed il sonno) di quegli stessi ragazzi che poco prima studiavano tecniche e strategie di montaggio del gazebo, riuscendo dopo mille fatiche e calcoli matematici ad evitare che volasse via, ecco, tutta quella serietà scompare, coperta da uno spesso strato di tempere colorate. Allo stand non c’è nessuno che non abbia il viso dipinto. Ma i più belli e colorati sono loro, i bambini, che si lasciano truccare da indiani e partecipano ai nostri giochi. È il turno del tiro alla fune, poi della settimana, poi della corsa nei sacchi: insomma di quei giochi di strada che oggi i bambini quasi non conoscono più.
Ma il Social Fest è anche altro: mentre si festeggia e ci si diverte, non mancano momenti di riflessione e dibattito sui grandi temi che coinvolgono associazioni e cittadini tutti. Così, tra un gioco e l’altro, si parla di raccolta differenziata, si focalizza l’attenzione sulla solidarietà, si discute di immigrazione.
È la forza della piazza: i cittadini che si incontrano e si confrontano non fanno altro che prendere possesso dei loro spazi, e costituiscono quella società civile che è alla base della vita pubblica. La piazza diventa luogo di aggregazione, luogo di divertimento, luogo di dibattito.
La piazza riconquistata ai cittadini è il segno che questo nostro quartiere non vuole rimanere tra le mura domestiche, ma che ha tanto da esprimere e tanta voglia di farlo. Ecco perché si festeggia: perché dal momento della festa nasca una nuova consapevolezza cittadina di essere parte attiva della nostra società.
Perché questa nostra terra di confine impari a miscelare i colori, ed a dipingersi il viso tutti i giorni.
giulia
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