Ohi Maria ti amo, ohi Maria ti voglio…

3 06 2009

Lo sapevamo? Coltivare per uso privato le tanto perseguitate piantine di cannabis non è un reato!
Aspettate però a saltare dalla sedia e correre a procurarvi semini da infilare nel primo orifizio che trovate: non è un reato almeno fino a quando le piante non sono giunte alla maturazione. Questo perché, non avendo ancora sviluppato il principio attivo che le rende stupefacenti, non si può dimostrare «con assoluta certezza al di là di ogni ragionevole dubbio, che la sostanza detenuta sia in grado di produrre effetti droganti».

Il Quotidiano Nazionale riportò in gennaio la notizia: la Corte di Cassazione ha assolto con queste motivazioni un 45enne di Urbino, tale Domenico N., condannato in primo e secondo grado a 16 mesi di reclusione e più di 7mila euro di multa (!) per la coltivazione, senza prescritta autorizzazione, di 23 piantine di cannabis sativa. In pratica per l’accusa «le piante sarebbero giunte a maturazione producendo sostanza psicotropa, avendo attecchito al terreno» ma la tesi difensiva ha sostenuto che «per giungere a maturazione e a produrre sostanza drogante, sono necessari altri fattori favorevoli (terreno, clima…), la cui esistenza non è stata accertata» e quindi «l’attuale assenza di ostacoli alla futura produzione di principi attivi non può fondare una dichiarazione di responsabilità in un ordinamento in cui vige il principio della pesunzione di non colpevolezza».

In seguito alla rocambolesca esposizione, la stessa testata inneggiava “prendi un pizzico di semi comprati su internet, coprili sotto un dito di terra e aspetta la sorpresa. Ecco fatto lo sballo fai da te” mentre Gasparri blaterava che la «sentenza sembra uno scherzo». Per fortuna lo sembra anche lui.
Se tutto questo è ancora abbastanza lontano dalla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere, lo si può considerare almeno come un passo verso quel traguardo. Naturalmente è doveroso tenere sempre a mente che parliamo dell’Italia e non è il caso di illudersi: qui solitamente è la tolleranza a finire in fumo.

[...] Il sistema ha paura di loro. Paura della loro libertà. La libertà è l’opposto della responsabilità. La libertà è una minaccia al sistema.
Ecco perché non c’è più nessuno che si fa le canne, la libertà fa paura a tutti.
Hanno paura che se la gente si fuma una canna e diventa un po’ più allegra capisce che merda di vita fa… e manda tutto per aria. È per questo che ho smesso di fare arte, capito? Non c’è più speranza. Che cosa si può fare in una situazione del genere?

“Sesso, droga e rock & roll”, E. Bogosian

AlbA


Azioni

Informazione

Una risposta

4 06 2009
Giovanna Sito

“Gasparri blaterava che la «sentenza sembra uno scherzo». Per fortuna lo sembra anche lui.” …nient’altro da commentare, o meglio, niente di più intelligente :D

Lascia un commento