Credo che il documentario di Rai Tre sul tema de “I Respinti” (Puntata del 6 Settembre 2009) di Riccardo Iacona sia molto interessante e molto attinente al genere di problema che si sta vivendo nel nostro Paese: l’Italia sta maltrattando gli stranieri-.
È comprensibile il “diffidare” dagli immigrati, anche se non giustificabile, specialmente da una parte di popolazione più in là con gli anni, sia per la paura del diverso – in quanto a usanze, costumi e (non sempre) religione e colore della pelle -, sia per qualunquismo dovuto alle malevoci e alla cattiva informazione, a loro volta scatenate da persone che vogliono spingere l’opinione pubblica verso l’odio dello straniero, a volte caprio espiatorio di una società che va a rotoli.
Proprio contro la cattiva informazione e il qualunquismo e per sensibilizzare la popolazione italiana all’accettazione del diverso come prossimo da aiutare e non da cacciare, Riccaro Iacona (presentatore di un programma di seconda serata Rai) ha intervistato il giornalista di fama mondiale, Enrico Dagnino, che vive a Parigi e si è personalmente occupato del caso immigrazione riprendendo con la sua telecamera immagini struggenti: canottoni di immigrati sfiniti, alcuni svenuti, altri graffiati e sanguinanti, altri in lacrime desiderando di entrare in quel territorio italiano che “molto generosamente” ha attuato la legge anti-immigrato e li ha fatti riportare senza chiedere né come né quando né perché al loro paese di provenienza (Sudan, Etiopia, Eritrea…).
Dalla Libia partono i gommoni, ma alcuni dei “quasi immigrati” hanno confessato alle telecamere che in realtà c’è un accordo interno tra poliziotti e intermediari : infatti i rifugiati politici vengono incarcerati e, pagando i secondini, si fanno poi rilasciare; con lo stesso metodo corrompono anche le barriere doganali. Ma poi magari li prendono con una retata per poter di nuovo lucrare sui loro problemi. Una scena che ho trovato a dir poco rivoltante è stata il saluto amichevole tra il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il dittatore (è l’unica parola poco offensiva con cui definirlo) Gheddafi che, in conferenza stampa, smentivano che in Libia non c’era l’asilo politico e che le storie che i poveri uomini aveva raccontato erano tutte fandonie! Fatto sta che mentre i due si spalleggiavano in conferenza, i gommoni si rovesciavano, quelle povere persone morivano, i bimbi divenivano orfani o peggio ancora i genitori sopravvivevano ai propri figli…
Alcune di queste scene non sono solo rivoltanti ma anche ridicole: esse ritraggono la sede della Lega Nord (la rimembranza del Fascismo più nero, per intenderci), dove tanti elettori – evito di proposito il termine “uomini” perché secondo me non si addice a loro, è un complimento che non mi sento di fare – rigorosamente vestiti di verde a sottolineare la loro piccolezza, sostenevano che sarebbe andato tutto molto meglio senza lo ‘sporco immigrato ladrone’ e il peggio era che tentano di inculcare questa idea deplorevole nella testa di molti dei nostri cittadini, che di fronte alle telecamere accusavano gli immigrati di reati che loro avevano subito anche senza prove! Insomma, lo straniero è colpevole perché esiste; mi sono stupito che abbiano salutato le telecamere con un “buongiorno” e non alzando il braccio destro a mano tesa.
Io ho conosciuto degli immigrati e nel mio piccolo ho cercato di aiutarli: ho offerto loro due chiacchiere, a volte una colazione; perché non mi infastidisce mangiare con loro, non mi dispiace dar loro la mano, non mi impaurisce guardarli negli occhi, che, guarda caso, sono neri carbone, proprio come i miei.
A. B.

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