Commento su “Presa diretta” – I Respinti

24 11 2009

Credo che il documentario di Rai Tre sul tema de “I Respinti” (Puntata del 6 Settembre 2009) di Riccardo Iacona sia molto interessante e molto attinente al genere di problema che si sta vivendo nel nostro Paese: l’Italia sta maltrattando gli stranieri-.

È comprensibile il “diffidare” dagli immigrati, anche se non giustificabile, specialmente da una parte di popolazione più in là con gli anni, sia per la paura del diverso – in quanto a usanze, costumi e (non sempre) religione e colore della pelle -, sia per qualunquismo dovuto alle malevoci e alla cattiva informazione, a loro volta scatenate da persone che vogliono spingere l’opinione pubblica verso l’odio dello straniero, a volte caprio espiatorio di una società che va a rotoli.

Proprio contro la cattiva informazione e il qualunquismo e per sensibilizzare la popolazione italiana all’accettazione del diverso come prossimo da aiutare e non da cacciare, Riccaro Iacona (presentatore di un programma di seconda serata Rai) ha intervistato il giornalista di fama mondiale, Enrico Dagnino, che vive a Parigi e si è personalmente occupato del caso immigrazione riprendendo con la sua telecamera immagini struggenti: canottoni di immigrati sfiniti, alcuni svenuti, altri graffiati e sanguinanti, altri in lacrime desiderando di entrare in quel territorio italiano che “molto generosamente” ha attuato la legge anti-immigrato e li ha fatti riportare senza chiedere né come né quando né perché al loro paese di provenienza (Sudan, Etiopia, Eritrea…).

Dalla Libia partono i gommoni, ma alcuni dei “quasi immigrati” hanno confessato alle telecamere che in realtà c’è un accordo interno tra poliziotti e intermediari : infatti i rifugiati politici vengono incarcerati e, pagando i secondini, si fanno poi rilasciare; con lo stesso metodo corrompono anche le barriere doganali. Ma poi magari li prendono con una retata per poter di nuovo lucrare sui loro problemi. Una scena che ho trovato a dir poco rivoltante è stata il saluto amichevole tra il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il dittatore (è l’unica parola poco offensiva con cui definirlo) Gheddafi che, in conferenza stampa, smentivano che in Libia non c’era l’asilo politico e che le storie che i poveri uomini aveva raccontato erano tutte fandonie! Fatto sta che mentre i due si spalleggiavano in conferenza, i gommoni si rovesciavano, quelle povere persone morivano, i bimbi divenivano orfani o peggio ancora i genitori sopravvivevano ai propri figli…

Alcune di queste scene non sono solo rivoltanti ma anche ridicole: esse ritraggono la sede della Lega Nord (la rimembranza del Fascismo più nero, per intenderci), dove tanti elettori – evito di proposito il termine “uomini” perché secondo me non si addice a loro, è un complimento che non mi sento di fare – rigorosamente vestiti di verde a sottolineare la loro piccolezza, sostenevano che sarebbe andato tutto molto meglio senza lo ‘sporco immigrato ladrone’ e il peggio era che tentano di inculcare questa idea deplorevole nella testa di molti dei nostri cittadini, che di fronte alle telecamere accusavano gli immigrati di reati che loro avevano subito anche senza prove! Insomma, lo straniero è colpevole perché esiste; mi sono stupito che abbiano salutato le telecamere con un “buongiorno” e non alzando il braccio destro a mano tesa.

Io ho conosciuto degli immigrati e nel mio piccolo ho cercato di aiutarli: ho offerto loro due chiacchiere, a volte una colazione; perché non mi infastidisce mangiare con loro, non mi dispiace dar loro la mano, non mi impaurisce guardarli negli occhi, che, guarda caso, sono neri carbone, proprio come i miei.

A. B.





Fusion and con-fusion

23 11 2009

Segnalo un convegno internazionale sulle “dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali” organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Con l’evento si aprirà la mostra “Bellissimo Altrove”, a cura, tra gli altri, dell’artista di Ponticelli Giovanni Mangiacapra. Di seguito il comunicato stampa.

Eduardo

G. Mangiacapra

Il Centro d’Ateneo per l’erogazione dei Servizi Linguistici dell’ Università “Parthenope” di Napoli, il Dipartimento Giuridico Economico dell’ Impresa, il  Corso di Dottorato in Eurolinguaggi scientifici tecnologici e Letterari e la Caritas-Campania con il patrocinio della Regione Campania la collaborazione del Comune di Napoli  presentano il Convegno Internazionale Fusion and con-fusion: migrating cultures and the dynamics of exchange che avrà luogo, nei giorni 23 e 24 novembre nela sala Convegni di Villa Doria D’Angri, Via Petrarca, 80.

Il Convegno che ha per tema le dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali è parte  dell’incessante dibattito sull’ identità  intesa come  costruzione  dinamica,  e dialogica. Il dialogo interculturale tra la società del Paese ospitante e le diverse comunità di emigranti provenienti da altri Stati o dall’esterno dell’UE svolge un ruolo chiave nel rafforzare i valori di cittadinanza e la partecipazione alla solidarietà e alla coesione nelle nostre società e proprio Napoli è nella posizione di testimoniare gli aspetti positivi della migrazione, sia come paese di emigrazione che d’immigrazione.

Scopo del Convegno  è, dunque,  comprendere  la complessità  dell’ interazione tra  culture e l’ intricato processo di possibili incontri tra le stesse  nonostante i conflitti che segnano il nostro tempo.

Al Convegno, prederanno parte studiosi  di fama internazionale: docenti universitari, quali Francesco Marroni, Giovanni Dotoli, Xiu Gang, Zhang Jintong, Lei Lianshan e Jiang Yaming nonché esperti di  diversi settori scientifico-disciplnari (linguistica, letteratura, cultural studies, storia,  economia, giurisprudenza, antropologia, cinema, teatro, pittura, scultura, architettura, ingegneria, ambiente, cucina e moda ). Apriranno i lavori: il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Gennaro Ferrara, i presidi Claudio Quintano (Facoltà di Economia), Federico Alvino (Facoltà di Giurisprudenza), Alberto Carotenuto (Facoltà di Ingegneria), Raffaele Santamaria (Facoltà di Scienze e Tecnologie), Giuseppe Vito (Facoltà di Scienze Motorie), Lourdes Fernandez del Moral Dominguez (direttore del dipartimento Giuridico Economico e dell’Impresa). Presiederanno i numerosi interventi il Cardinale Crescenzo Sepe, Don Carmine Giudici (delegato regionale Caritas della Campania), Monsignor Pasquale Silvestri (direttore ufficio diocesano Migrantes di Napoli), Colomba La Ragione (docente di lingua e letteratura inglese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”), Carolina Diglio (docente di lingua e letteratura francese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Nell’ambito del convegno è prevista l’inaugurazione del vernissage internazionale BELLISSIMO ALTROVE.  La mostra, presentata dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e da Rosario Bianco,  é a cura di Gianfranco Erbani, Giovanni Mangiacapra, di Vincenzo Montella, e del Centro di arte cultura Il ramo d’oro. Tra gli artisti figurano Isabelle Lamaitre (Belgio), Biser Ivanov Panayotov (Bulgaria), Liu Yang, LiuWei, Wang Tiewei (Cina), Ute Illig (Germania); Hiroshi Matsumoto (Giappone), Setyo Mardiyantoro (Indonesia),  Guido Della Giovanna, Gianfranco Erbani, Laura Intrito, Giovanni Mangiacapra. Clara Menerella, Vincenzo Montella, Fulvio Moscaritolo (Italia), Jin Leng Yeoh,  (Malaysia) , Jeannette Unite (Sud Africa), Jason Bryant, Dejan Pejovic, Max Yawney (USA),  Orlando Campos, Ines De Veer , Arnoldo Diaz, Dudamel, Raul Penalver, Freddy Simona (Venezuela).

G. Mangiacapra

Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Centro d’Ateneo per l’erogazione dei servizi linguistici: 081-5475428





Il futuro dei bambini è in questo presente?

23 11 2009

20 novembre 1989 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva a New York la Convenzione sui diritti dell’infanzia, che è stata ratificata da 191 paesi. Ratificata in Italia il 27 maggio 1991.

Articolo 1

Ai sensi della presente Convenzione s’intende per fanciullo ogni essere umano avente un’età inferiore a diciotto anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile.

Articolo 2

1. Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.

Articolo 6

1. Gli Stati parti riconoscono che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita.

2. Gli Stati parti assicurano in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo.

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Ogni anno 6 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono di fame o per malattie curabili come la dissenteria, la polmonite e la malaria. La Fao denuncia che la malnutrizione – di cui soffrono più di 143 milioni di bambini nei Paesi in via di sviluppo – è la causa di almeno la metà dei circa cinque milioni di decessi registrati al mondo ogni anno tra i bambini di meno di cinque anni.

Cala l’età media dei turisti sessuali con bambini e cambiano repentinamente i Paesi “paradisi del sesso”, per effetto delle restrizioni legislative adottate. Dal 2003 al 2007 le immagini di abusi sessuali sono quadruplicate e il 47% dei siti analizzati presentano immagini di gravi forme di abuso.¹ Uno studio mostra che l’83% delle persone trovate in possesso di materiale pedopornografico hanno nel loro pc foto di minori tra i 6 e 12 anni di età mentre il 39% dai 3 ai 5.²

1.   Internet Watch Foundation, Annual Report 2007, p. 8
2.   NCMEC as cited by Special Rapporteur on Sale of Children, Child Prostitution and Child Pornography. 2009 Report

In tutto il mondo 250 milioni di bambini al di sotto dei 14 anni sono costretti a lavorare; fra questi, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, sono 120 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni che lavorano a tempo pieno, cioè circa il 50%. In Italia  secondo i dati Istat, su 144.285 bambini tra i 7 e i 14 anni che sarebbero economicamente attivi, ben 31.500 sono da considerarsi sfruttati.

Napoli.18-20 Novembre 2009

Conferenza Nazionale sull’infanzia e sull’adolescenza.

Una tre giorni articolata e blasonata,organizzata in una delle piazze più problematiche su questo fronte.

Primo giorno.

Dopo il discorso di apertura, letto dalla presidentessa della commissione parlamentare Alessandra Mussolini, del presidente della Repubblica Napolitano si sono susseguiti una serie di interventi di varie autorità riguardanti vari temi tra cui: istruzione,influenza sui minori della programmazione televisiva,sfruttamento minorile e pedopornografia.

Secondo giorno.

Gruppi di lavoro. Cinque diversi gruppi che focalizzavano diversi aspetti delle varie tematiche.

La mia scelta è caduta sul gruppo riguardante l’analisi dei risultati ottenuti dopo circa dieci anni dal varo della legge n°285 del 1997  la quale stabilisce la creazione di un fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Si sono succeduti vari addetti del settore portavoci delle varie realtà regionali e societarie sottolineando i risultati raggiunti, le difficoltà incontrate e gli obbiettivi futuri. Spazio anche a testimonianze di piccole realtà locali. Dibattito conclusivo con annessi resoconti.

Terzo giorno.

Restituzione dei vari lavori di gruppo. Dibattito sulle varie tematiche e idee emerse. Interventi sull’emergenza educativa in Italia discussa fra gli altri dal ministro Gelmini e Meloni. Chiusura della conferenza e ringraziamenti ad opera del ministro Sacconi.

Opinione personale.

Si è tentato di fare il punto sulla situazione, si è cercato di sottolineare i cambiamenti avvenuti in questi 20 anni. Sono intervenute cariche istituzionali e addetti ai lavori. Fiumi di belle parole,fervore ed entusiasmo micro realtà attive e caparbie  ma la verità è che siamo molto indietro. Mancano fondi ma soprattutto manca il dialogo, manca la partecipazione,manca il coinvolgimento dei diretti interessati,manca la volontà di un cambio di rotta decisivo. Temi come il diritto alla Partecipazione e alla non Discriminazione non hanno trovato alcuno spazio in questo dibattito. Il cambiamento prodotto dalla Convenzione del 1989 ovvero rendere i ragazzi e gli adolescenti “soggetti” e non più “oggetti” sembra stato essere ignorato. Non vorrei che quello a cui ho assistito sia la solita apoteosi dell’ipocrisia mascherata da perbenismo.

-SPIKE-





Incontri di lettura… a voce alta

20 10 2009

Segnalo l’iniziativa che si terrà da domani a domenica presso il Centro Congressi della Federico II e Villa Pignatelli.

Eduardo

Al via, dal 22 ottobre, la terza edizione di “Incontri di lettura … a voce alta”, l’evento che unisce i lettori comuni ai grandi autori e agli attori, organizzata dalle associazioni “A Voce Alta” e “Soup” in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il patrocinio della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano.

Tra gli ospiti: Aldo Masullo, Simona Argentieri, Ascanio Celestini, Ennio Fantastichini, Maddalena Crippa.

Quest’anno il tema della manifestazione è: LA MENZOGNA (mistificazioni, illusioni, ipocrisia, complicità, ambiguità, disinformazione….) Alcuni esempi di testi: dall’Odissea alle tragedie e ai sonetti di Shakespeare, a Pirandello, a Svevo, a Mc Ewan….

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Appuntamento dal 22 al 25 ottobre tra Villa Pignatelli e il Centro Congressi Federico II, via Partenope 36.
Tutte le notizie su  Incontri di lettura…a voce alta al sito:
www.avocealta.net.

da http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=30199





I nuovi fascismi mascherati e la Sinistra smarrita

15 10 2009

Per tutti gli affezionati e straordinari lettori di questo blog (altrettanto stra-ordinario :P ) condivido un’interessante intervista a José Saramago pubblicata sul numero di ieri de Il Fatto Quotidiano. Il premio Nobel portoghese esprime le sue opinioni sulla politica italiana, sul presidente del Consiglio e sul Vaticano invitando ad una riflessione onesta e lucida, com’è nel suo stile.

Tra domande e risposte Saramago si riferisce anche allo spiacevole rifiuto, da parte dell’Einaudi, per la pubblicazione italiana del suo ultimo libro, il Quaderno (presentato in questi giorni), che raccoglie i post scritti sul suo blog e, per l’appunto, anche i pareri negativi sul nostro Cavaliere. Tre di questi post sono leggibili qui, qui e qui.
Non avendo reperito il curioso giornale in pdf, l’ho maldestramente scannerizzato…

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Il Fatto Quotidiano, 14 ottobre 2009

Trascrivo qui i righi illegibili ordinati per colonne:
2) … voluto è il controllo sui corpi. La ragione può essere una morale. Usiamola.
3) … concretizzando intanto un programma di destra”.
5) … dirigenti è arrivata al punto da far fare loro una cosa che probabilmente nessuno aveva…
6) Flores d’Arcais – L’antifascismo è la radice moderna della democrazia in Europa, esattamente come l’illuminismo e le grandi rivoluzioni…

Buona lettura ;) !

Eduardo





Zanotelli&mago Merlino

10 10 2009

“Uscire dai problemi da soli è l’egoismo, uscirne insieme è la politica”…





Sterminator Vesevo

8 10 2009

Segnalo la mostra di un artista made in Ponticelli, Giovanni Mangiacapra.

Eduardo

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BOLOGNA

galleria GNACCARINI

ARTE CONTEMPORANEA

artista in mostra:

Giovanni Mangiacapra

10 -  24  Ottobre  2009

Inaugurazione martedì 10 ottobre  2009, ore 18.00

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STERMINATOR VESEVO

La rappresentazione del Vesuvio è un elemento costante nella storia dell’arte napoletana, a testimonianza del rapporto ambiguo e conflittuale che il popolo partenopeo, da sempre, ha istituito con «’a muntagna bella». Già nel VI secolo dopo Cristo, in un celebre affresco delle catacombe di San Gennaro, compare il santo patrono tra le cime del Vesuvio e del Monte Somma, resi finalmente innocui dal suo prodigioso intervento. Più tardi, in ambito mitologico, il Vesuvio compare nella rinascimentale «funtana d’e zizze», sormontato dalla sirena Partenope che versa l’acqua dai propri seni generosi e procaci. La sirena nasce dal cratere come Venere dalla conchiglia, esplicitando una percezione del vulcano come ventre gravido, capace di generare e dispensare la vita grazie alle proprietà fertilizzanti dei depositi piroclastici. Dopo l’eruzione del 1631, invece, pittori come Pacecco de Rosa e Jusepe de Ribera rappresentano il Vesuvio ancora fumante, testimone dell’ira divina placata dalla benevola intercessione di San Gennaro. I pittori sottolineano, nel clima di moralistica repressione esercitata dalla Controriforma cattolica, la presunta condotta peccaminosa dei napoletani, ai quali si vuole attribuire la responsabilità dell’eruzione per incrementare le donazioni ed incentivare l’ubbidienza alla chiesa. Sarà l’illuminismo settecentesco ad affrancare l’immagine del Vesuvio dall’ideologia del peccato e della vendetta divina, innalzandolo ad oggetto di studio e di entusiastica ammirazione nelle vedute di Philipp Hackert, Alessandro D’Anna, Saverio Della Gatta, Camillo De Vito. Essi rappresentano le eruzioni vesuviane, specie quella che cancellò Torre del Greco nel 1794, come un sublime spettacolo della natura, escludendo dalla scena le funeree immagini di morte e devastazione. Una nuova iconografia del vulcano, metafora della straripante ed esplosiva vitalità del popolo partenopeo, è inaugurata da Andy Warhol con la serie Vesuvius, ove la violenza eruttiva non è più veicolo di morte, ma eccitata rappresentazione dell’energia e degli umori del popolo napoletano. A questa concezione si lega la produzione informale di Giovanni Mangiacapra, che proietta i suoi umori, le sue angosce, le sue emozioni nell’incandescenza dei lapilli, nel magma fluido e rovente, nei solchi e nelle crepe prodotti dalla fuoriuscita del gas. Il rosso vivo del magma, associato al colore del sangue, assurge ad elemento fondante di un universo simbolico, che vede nel magma/sangue un principio generatore, proprio nella misura in cui è connesso alla morte, poiché, come osserva Gibran, «per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte».

La pittura di Giovanni è materia viva, pulsante, organica: il corpo fluido della pittura che scorre sulla tela, sospinta da una passione incontenibile, ritrova la sua anima nella luce che penetra nei pigmenti e svela profondità inaspettate. L’artista aggredisce la tela con impulsività, stende il colore con robuste pennellate che lasciano la superficie ruvida, fitta di concavità e sporgenze come il terreno appena arato, ma pronto ad accogliere il seme della vita. I suoi dipinti informali sono paesaggi interiori: nelle rughe, nei cretti, nelle increspature della superficie pittorica si intuiscono i moti interiori, gli stati d’animo che l’artista, inconsciamente, riversa sulla tela.

Da un lato, nelle opere di Mangiacapra è presente una tensione centrifuga, che spinge l’osservatore ad uscire dal quadro e a ricercare nell’ambiente l’ideale prosecuzione dei segni; da un altro vi si percepisce una tensione centripeta, che induce a scavare negli strati pittorici, fino a cogliere il nocciolo esistenziale che vi è sotteso. La stratificazione dei segni è chiaramente leggibile in Trasparenze, una delle opere più intriganti dell’artista partenopeo, che qui manifesta, in una sorta di autobiografia pittorica, le ansie e gli affanni sedimentati nel proprio inconscio. In Lapilli, invece, la pittura si fa spessa e grumosa, proiettando in superficie un incontrollato flusso emotivo che, al pari di un’eruzione vulcanica, rimuove ogni traccia dell’esistente. In Eruption, infine, la vita interiore dell’artista si presenta fusa e amalgamata nell’irruenza della pittura, che non soggiace alle regole compositive eppure giunge a un nuovo senso della composizione, fondato sulla genuina corrispondenza tra il segno e l’emozione che l’ha generato. La preponderanza dell’energia che transita dall’artista verso la tela non si traduce in una messa in posa, ma in una precipitosa corsa verso l’ignoto, verso quelle profondità che spesso l’uomo ha paura di toccare.

Marco di Mauro,  corrispondente di Flash art Campania

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web www.giovannimangiacapra.it info artegiovanni@virgilio.it

Galleria Gnaccarini – Arte contemporanea
Via Dagnini 12/2
orari di apertura al pubblico: Orari di galleria:  dal Martedì al Sabato: 16 -19,30   Domenica e  Lunedì: chiuso (altri orari su appuntamento)
web http://www.gnaccariniarte.it/

info Otello Gnaccarini  info@gnaccariniarte.it





Chi si loda s’imbroda

8 10 2009

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Berlusconi: “Vado avanti, giudici di sinistra”

Ebbene si, le cene non sono più quelle di una volta! Non bastano neppure a corrompere dei magistrati, beh se sono tutti “comunisti” neppure un cosciotto di agnello può farli cambiare idea.

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“Il lodo Alfano è illegittimo, perché viola ben due norme della nostra Carta costituzionale: l’articolo 3, che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini (anche di fronte alla legge); e l’articolo 138, che impone l’obbligo, in casi del genere, di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria”.

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Adesso i giochi si riaprono:abbiamo un bel processo per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato inglese Mills, e per reati societari nella compravendita dei diritti tv Mediaset..che freschi freschi sono stati scongelati…ah ma non è stata assolutamente una cosa rapida,ci sono volute tre riunioni ma alla fine la decisione è stata presa. Bossi in mattinata ha dichiarato : “Non sarà bocciato, speriamo bene: ma non si può sfidare l’ira dei popoli. Se il lodo sarà bocciato la Lega trasformerà le elezioni regionali in un referendum sul premier”..e sappiamo come è andata a finire.
Subito il sottosegretario Paolo Bonaiuti dichiara: ”Una sentenza politica, ma il presidente, il governo e la maggioranza continueranno a governare come, in tutte le occasioni dall’aprile del 2008, hanno richiesto gli italiani con il loro voto”..eh già la famosa maggioranza schiacciante del 33%..e così che ci ritrovammo ad avere tra i piedi Calderoli ma vabè..Berlusconi aggiunge: “Vado avanti. La Consulta è politicizzata. E’ di sinistra”..Già i famosi cosciotti d’agnello! Secca la risposta del Quirinale: ”Il Capo dello Stato sta dalla parte della Costituzione con assoluta imparzialità” Napolitano finalmente si ricorda di essere Presidente della Repubblica e dopo la vaccata dello scudo fiscale si esprime. Il premier ribatte : ”Non mi interessa quello che dice Napolitano. Mi sento preso in giro”…della serie il giocattolo è mio e decido io!!
Adesso staremo a vedere gli sviluppi…a presto!

–SPIKE–





Il pluralismo

4 10 2009





Chi fondò la Seconda Repubblica…

3 10 2009

Dall’ultimo numero di MicroMega parte dell’approfondimento di Marco Travaglio che tratta la riapertura delle indagini sulle stragi di Stato del ‘92-’93 per le procure di Caltanissetta, Palermo, Firenze e Milano, principalmente sulla base delle rivelazioni che il pentito Massimo Ciancimino ha arricchito giorno per giorno a partire da un’intervista rilasciata a Panorama a fine 2007.

Chi ha trattato con la mafia?

Le trattative fra pezzi dello Stato e Cosa Nostra durante i primi anni Novanta hanno fatto da paravento ai mandanti esterni e ai suggeritori occulti delle stragi del ’92-’93 a Palermo, Milano, Firenze e Roma. Solo quando riusciremo a rimuovere quel paravento, conosceremo i veri padri fondatori della Seconda Repubblica. Che, a differenza della Prima, non è nata dalla Resistenza, ma dalle stragi e dalle trattative, dalle bombe e dal sangue dei morti uccisi dalla mafia.

Uno stillicidio di notizie, indiscrezioni, rivelazioni, ritrattazioni, messaggi cifrati, bufale e depistagli tra luglio e agosto. Uno stuolo di vecchi arnesi della politica Ancien régime che ritrovano improvvisamente la memoria e la favella per svelare o balbettare mezze verità rimaste sepolte per 17 anni, lanciandosi segnali e lasciando intendere di sapere più di ciò che dicono. Come ai tempi del caso Moro, con le «manine» e le «manone» evocate da Bettino Craxi per tenere sulla corda Giulio Andreotti e gli improvvisi quanto intermittenti lampi di memoria di Francesco Cossiga. Poi di nuovo il silenzio, in attesa di una nuova vampata. La stampa italiana ha usato, spremuto e gettato via le terribili novità che stanno emergendo in Sicilia sulla storia delle trattative tra Stato e mafia a cavallo del 1992-’93, mentre la mafia bombardava lo Stato e poi smetteva di bombardarlo fondando o aiutando a fondare la Seconda Repubblica, come se si trattasse del solito giallo dell’estate. Per fortuna alcune procure della Repubblica – quelle di Palermo, Caltanissetta, Firenze e Milano – se ne stanno occupando con passione e competenza, anche se non sempre col necessario coordinamento, convinte che questa sia probabilmente l’ultima grande occasione per dare un volto e un nome a chi suggerì a Cosa Nostra le stragi politico-mafiose di via D’Amelio a Palermo (19 luglio 1992), di via Fauro a Roma (14 maggio 1993), di via dei Georgofili a Firenze (27 maggio 1993), di via Palestro a Milano e delle basiliche romane di San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro (27 luglio 1993), nonché la fallita e poi annullata strage dello stadio Olimpico di Roma (ottobre-novembre 1993), dopodichè la Mafia ricominciò a convivere con lo Stato in perfetta coincidenza con la nascita di Forza Italia.

Che cosa c’è di nuovo su quel fronte, di così nuovo da indurre le procure a riaprire vecchi fascicoli archiviati o a inaugurarne di nuovi, fino al punto di sollecitare le revisioni delle sentenze definitive a carico degli esecutori materiali della strage Borsellino?

Al momento, a quanto risulta, la procura di Caltanissetta indaga sulle novità emerse a proposito di via D’Amelio, grazie alle testimonianze di Massimo Ciancimino e del nuovo pentito Gaspare Spatuzza, il quale s’è autoaccusato dell’attentato, sbugiardando la versione di un altro reo confesso, Vincenzo Scarantino (la conseguenza sarà la revisione delle condanne degli esecutori e dei mandanti «interni» di via D’Amelio nel processo basato anche sulle dichiarazioni di Scarantino).

Le procure di Firenze e Milano hanno riaperto il versante dei mandati esterni delle stragi nel continente del 1993 a Milano, Firenze e Roma: pare che Spatuzza abbia svelato ai pm fiorentini e al procuratore aggiunto milanese Ilda Boccassini nuovi particolari sul ruolo della famiglia Graviano e sugli interessi di questa con personaggi e ambienti milanesi legati a Marcello Dell’Utri («Giuseppe Graviano», avrebbe detto Spatuzza, «mi disse che per l’attentato all’Olimpico avevamo la copertura politica del nostro compaesano», e secondo il quotidiano la Repubblica quel compaesano sarebbe stato individuato in Marcello Dell’Utri. Di quei legami c’è ampia traccia nel processo dell’Utri, a proposito di un episodio dei primi mesi del 1992, quando il braccio destro del Cavaliere ottiene un provino al Milan per Gaetano D’Agostino, giovane e promettente calciatore figlio di un complice dei fratelli Graviano. A sponsorizzarlo era un commerciante vicino alla mafia, Carmelo Barone. Lo racconta proprio il padre del baby campione, Giuseppe D’Agostino. Dell’Utri nega. Senonché, sulle sue agende, il 2 settembre 1992 risulta questa annotazione: «Barone Melo via Lincoln 1 – calcio interessa al Milan – ragazzo 10 anni in ritiro pulcini Milan interessati D’Agostino Gaetano». È la prova che non dice la verità).

Infine la procura di Palermo, da quando Ciancimino jr. ha spalancato il vaso di Pandora delle attività del padre Vito, ha riaperto un vecchio fascicolo sulle trattative fra pezzi dello Stato e di Cosa Nostra che fecero da sfondo alla stagione stragista del 1992-’93. Ma, come ha dovuto precisare il procuratore capo Francesco Messineo dopo alcune farneticazioni di Silvio Berlusconi, i pm palermitani non hanno alcuna competenza per indagare sulle stragi e non lo stanno facendo. [...]

M. Travaglio
tratto da MicroMega 5/2009

L’articolo prosegue affrontando nel particolare le progressive dichiarazioni del figlio di Vito Ciancimino, i rapporti che l’ex-sindaco di Palermo intratteneva con Provenzano e la relazione dei due con l’arresto di Riina, le collaborazioni con il colonnello Mori e il capitano De Donno, gli ufficiali del Ros dei carabinieri che trattarono la cattura dei superlatitanti. Inoltre denuncia l’insabbiamento delle intercettazioni rilevate nel 2003-04 che svelavano i rapporti d’affari del padre del teste con politici siciliani quali Vizzini, Cuffaro, Cintola e Romano (una circolare del procuratore Grasso, nel 2005, “intimava di non trascrivere telefonate in cui comparissero le voci di parlamentari prima che il parlamento avesse concesso l’autorizzazione” e nemmeno di citarle) e la ricomparsa, nelle frasi di Ciancimino jr., del papello (l’elenco delle richieste di Cosa Nostra allo Stato per mettere fine alle stragi del ‘92-’93). E ancora palesa le trascuratezze delle indagini passate sul ruolo di mediatore di Dell’Utri nello scambio di lettere tra Provenzano e Berlusconi, dell’assegno di 35 milioni che il presidente del Consiglio aveva consegnato a Vito Ciancimino, delle responsabilità del senatore Mancino nei collegamenti con Cosa Nostra che avrebbero poi coinvolto Borsellino e la sua scorta negli sviluppi mortali che si conoscono. Un ciclone di nomi noti della politica che emergono uno dopo l’altro conseguenzialmente, fino a ricordare l’inquietudine che Ciampi aveva confessato in un’intervista a Repubblica nel periodo estivo, in cui associava alla regia mafiosa delle stragi, quelle della P2. Un ciclone che travolge ogni verità e ne lascia ricadere qualche frammento troppo lentamente, senza che i pezzi possano ricomporre in modo univoco quella che era stata la realtà. La reazione a catena culmina con la domanda che il giornalista candidamente propone al personaggio più prestigioso emerso dall’indagine, quello che è anche il suo bersaglio privilegiato e che rifiuta puntualmente le accuse che gli vengono rivolte interpretandole come cospirazioni: «Scusi, presidente, ma in che senso indagare sulle stragi di mafia equivale a cospirare contro di lei, o di voi? E chi sareste, poi, voi? C’è qualcosa che noi non sappiamo e voi sì? Ci siamo persi qualche passaggio? Lei o voi c’entrate per caso qualcosa con le stragi di mafia?». È forte la tentazione di dire che non troveremo mai una risposta definitiva a questa domanda… Fortunatamente non lo è abbastanza.

Eduardo Di Pietro