A.A.A. POLITICHE GIOVANILI CERCASI

5 11 2009

Fronte biblioteca Deledda

Nel ridente quartiere di Ponticelli, indubbiamente è difficile trovare un luogo che esprima un valore culturale decente di nomea. Ma se c’è un posto frequentato da studenti di scuole medie superiori e studenti universitari è certamente la Biblioteca comunale “Grazia Deledda”.

Una biblioteca frequentata da quelli che dovrebbero essere (con i dovuti scongiuri) i futuri professionisti del quartiere, e che allo stato attuale presenta uno stato di degrado degno dei peggiori istituti scolastici vandalizzati del Napoletano.

Il problema è che la biblioteca a differenza degli istituti suddetti non è un luogo vandalizzato anzi, è un luogo frequentato da giovani che hanno a cuore lo stato della biblioteca e fanno il minimo civile per mantenerla in uno stato decente. Sono giovani che trascorrono lì intere giornate a studiare trascorrendo momenti di conversazione dal Fantacalcio allo stato attuale della politica italiana, tra panini, bibite e quell’esame fatidico da superare.

Lo stato in cui verte oggi la Biblioteca Deledda è increscioso. Perdite di acqua scorrono per i muri, buona parte del complesso è dichiarata inagibile e gli studenti che la frequentano sono costretti a studiare in corridoi senza alcun tipo di servizio offerto da un bene pubblico. Per non parlare dell’impossibilita di svolgere alcun tipo di ricerca su Internet dato che la biblioteca non offre alcun tipo di servizio al riguardo nell’era della tecnologia informatica.

Ma ciò nonostante gli studenti ci sono, ci vanno, ci passano le giornate.

A maggior ragione è inaccettabile lo stato in cui verte, non sto scrivendo di un edificio abbandonato bensì di un luogo di aggregazione giovanile, di confronto culturale nel cuore del quartiere di Ponticelli.

Filoni passati a studiare la materia del giorno dopo, esami superati dopo mesi di studio, organizzare i sabato sera con gli amici di biblioteca, ecco cosa significa vivere la biblioteca.

Ed è accettabile in virtù dell’utilizzo di un pubblico servizio che sia ridotta così?

Da qualche mese il Comune di Napoli sta attivando un servizio prima gratuito (che molto probabilmente diventerà a pagamento) affinché gli studenti si affezionino al leggere, allo stare in un luogo come la biblioteca.

Ponticelli dimostra forse rispetto ad altre parti di Napoli, un buon utilizzo della biblioteca nonostante lo stato increscioso. Non dovrebbe chi di competenza soddisfare questa richiesta di cultura?

La domanda richiederà sicuramente una risposta complessa, ma non credo sia così difficile ristrutturare un complesso come quello della Biblioteca, non stiamo parlando dei Bipiani (altro problema tutto ponticellese) la cui ristrutturazione richiederebbe un difficile processo politico e tecnico, indi significa che i nostri soldi spesi sono non investiti correttamente.

La Biblioteca Deledda rappresenta solo un ennesimo esempio di incompetenza amministrativa. Ma noi (credo siano in tanti a pensarla come me) continueremo a rompervi i coglioni!

Za. R.





Politica ponticellese. Atto I

13 10 2009

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Parto dal seguente dato per estrapolare un minimo di riflessione sull’attuale stato della politica ponticellese:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=61361&sez=ELEZIONI&ssez=PROVINCIALI

Parto da questo dato per descrivervi l’assoluta inesistenza dei partiti maggioritari e non solo nella politica territoriale del quartiere di Ponticelli.

Pongo ora una domanda ai lettori affezionati di questo blog: mi dite voi quand’è che avete visto l’ultima volta un manifesto per le strade del quartiere riguardante un tema o un iniziativa di politica territoriale?

Parlo del misero manifesto che per processi storici è il minimo atto di conoscenza di una posizione di un partito in merito ad un tema.

La mia memoria, mi presenta l’ultimo in ordine temporale, riferito al Pd che in virtù di una posizione maggioritaria nel quartiere, dimostra la propria solidarietà ai dipendenti della  villa Betania. E qui vengo a porvi nuovamente una questione: la diatriba sulla chiusura della villa Betania, è in merito ad un mancato pagamento ed accordo della Regione Campania, alla azienda ospedaliera Villa Betania, la Regione Campania suddetta è ancora in mano al centro sinistra, mi sorge quindi spontanea una domanda, come direbbe il buon Lubrano: Pd Campania, Pd Ponticelli, non è un po’ misera una semplice lettera al Presidente Bassolino? Non sarebbe il caso che i nostri politici locali contattino i dirigenti regionali se hanno realmente a cuore il destino di lavoratori di un azienda tutta ponticellese? Spero per loro che effettivamente sia solo un atto pubblico il manifesto, accompagnato ad un effettivo contatto della dirigenza regionale del partito.

Ora passiamo all’altra sponda del Po. Al Partito delle Libertà, di cui credo non aver mai visto un iniziativa pubblica in Ponticelli salvo forse qualche iniziativa dei “tempi belli” di AN, eppure la bravura di questo partito fantasma in quel di Botteghelle e Lotto O è di riuscire a raggiungere addirittura un maggioranza elettorale. E mi sovvengono troppi dubbi,  che sottoporrò all’attenzione elettorale nei prossimi numeri dedicati appositamente a questo partito nell’azione territoriale, per ora così come per il Pd mi limito all’attualità. I politici locali del PdL  a cosa si dedicheranno in questo autunno?

Ed ora veniamo alla sinistra estrema. Che desolazione passare al dì fuori delle sezioni di Rifondazione e Comunisti Italiani e vedere ormai sezioni spesso chiuse o popolate dagli anziani giocatori di carte, frutto questo indubbiamente di un ridimensionamento dei partiti stessi nelle ultime elezioni, ma possibile mai che si sia già spento il fuoco proletario in un quartiere popolare come quello di Ponticelli?

Possibile mai che le sedi territoriali partitiche si siano ridotte semplicemente a circoli di carte? Possibile mai che l’invettiva di politici rappresentanti di anche 5000 voti in un quartiere si sia spenta finita la campagna elettorale e siano capaci di cavalcare solo l’onda di fuochi popolari oggi per la villa Betania, a suo tempo per i Rom? Il dubbio è che la politica ponticellese di oggi si sia ridotta solo ad una corsa alla poltrona e fa rimpiangere non poco tempi che oggi sembrano lontani, in cui Ponticelli era viva politicamente…

Roberto Zabberoni





Zanotelli&mago Merlino

10 10 2009

“Uscire dai problemi da soli è l’egoismo, uscirne insieme è la politica”…





Sterminator Vesevo

8 10 2009

Segnalo la mostra di un artista made in Ponticelli, Giovanni Mangiacapra.

Eduardo

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BOLOGNA

galleria GNACCARINI

ARTE CONTEMPORANEA

artista in mostra:

Giovanni Mangiacapra

10 -  24  Ottobre  2009

Inaugurazione martedì 10 ottobre  2009, ore 18.00

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STERMINATOR VESEVO

La rappresentazione del Vesuvio è un elemento costante nella storia dell’arte napoletana, a testimonianza del rapporto ambiguo e conflittuale che il popolo partenopeo, da sempre, ha istituito con «’a muntagna bella». Già nel VI secolo dopo Cristo, in un celebre affresco delle catacombe di San Gennaro, compare il santo patrono tra le cime del Vesuvio e del Monte Somma, resi finalmente innocui dal suo prodigioso intervento. Più tardi, in ambito mitologico, il Vesuvio compare nella rinascimentale «funtana d’e zizze», sormontato dalla sirena Partenope che versa l’acqua dai propri seni generosi e procaci. La sirena nasce dal cratere come Venere dalla conchiglia, esplicitando una percezione del vulcano come ventre gravido, capace di generare e dispensare la vita grazie alle proprietà fertilizzanti dei depositi piroclastici. Dopo l’eruzione del 1631, invece, pittori come Pacecco de Rosa e Jusepe de Ribera rappresentano il Vesuvio ancora fumante, testimone dell’ira divina placata dalla benevola intercessione di San Gennaro. I pittori sottolineano, nel clima di moralistica repressione esercitata dalla Controriforma cattolica, la presunta condotta peccaminosa dei napoletani, ai quali si vuole attribuire la responsabilità dell’eruzione per incrementare le donazioni ed incentivare l’ubbidienza alla chiesa. Sarà l’illuminismo settecentesco ad affrancare l’immagine del Vesuvio dall’ideologia del peccato e della vendetta divina, innalzandolo ad oggetto di studio e di entusiastica ammirazione nelle vedute di Philipp Hackert, Alessandro D’Anna, Saverio Della Gatta, Camillo De Vito. Essi rappresentano le eruzioni vesuviane, specie quella che cancellò Torre del Greco nel 1794, come un sublime spettacolo della natura, escludendo dalla scena le funeree immagini di morte e devastazione. Una nuova iconografia del vulcano, metafora della straripante ed esplosiva vitalità del popolo partenopeo, è inaugurata da Andy Warhol con la serie Vesuvius, ove la violenza eruttiva non è più veicolo di morte, ma eccitata rappresentazione dell’energia e degli umori del popolo napoletano. A questa concezione si lega la produzione informale di Giovanni Mangiacapra, che proietta i suoi umori, le sue angosce, le sue emozioni nell’incandescenza dei lapilli, nel magma fluido e rovente, nei solchi e nelle crepe prodotti dalla fuoriuscita del gas. Il rosso vivo del magma, associato al colore del sangue, assurge ad elemento fondante di un universo simbolico, che vede nel magma/sangue un principio generatore, proprio nella misura in cui è connesso alla morte, poiché, come osserva Gibran, «per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte».

La pittura di Giovanni è materia viva, pulsante, organica: il corpo fluido della pittura che scorre sulla tela, sospinta da una passione incontenibile, ritrova la sua anima nella luce che penetra nei pigmenti e svela profondità inaspettate. L’artista aggredisce la tela con impulsività, stende il colore con robuste pennellate che lasciano la superficie ruvida, fitta di concavità e sporgenze come il terreno appena arato, ma pronto ad accogliere il seme della vita. I suoi dipinti informali sono paesaggi interiori: nelle rughe, nei cretti, nelle increspature della superficie pittorica si intuiscono i moti interiori, gli stati d’animo che l’artista, inconsciamente, riversa sulla tela.

Da un lato, nelle opere di Mangiacapra è presente una tensione centrifuga, che spinge l’osservatore ad uscire dal quadro e a ricercare nell’ambiente l’ideale prosecuzione dei segni; da un altro vi si percepisce una tensione centripeta, che induce a scavare negli strati pittorici, fino a cogliere il nocciolo esistenziale che vi è sotteso. La stratificazione dei segni è chiaramente leggibile in Trasparenze, una delle opere più intriganti dell’artista partenopeo, che qui manifesta, in una sorta di autobiografia pittorica, le ansie e gli affanni sedimentati nel proprio inconscio. In Lapilli, invece, la pittura si fa spessa e grumosa, proiettando in superficie un incontrollato flusso emotivo che, al pari di un’eruzione vulcanica, rimuove ogni traccia dell’esistente. In Eruption, infine, la vita interiore dell’artista si presenta fusa e amalgamata nell’irruenza della pittura, che non soggiace alle regole compositive eppure giunge a un nuovo senso della composizione, fondato sulla genuina corrispondenza tra il segno e l’emozione che l’ha generato. La preponderanza dell’energia che transita dall’artista verso la tela non si traduce in una messa in posa, ma in una precipitosa corsa verso l’ignoto, verso quelle profondità che spesso l’uomo ha paura di toccare.

Marco di Mauro,  corrispondente di Flash art Campania

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web www.giovannimangiacapra.it info artegiovanni@virgilio.it

Galleria Gnaccarini – Arte contemporanea
Via Dagnini 12/2
orari di apertura al pubblico: Orari di galleria:  dal Martedì al Sabato: 16 -19,30   Domenica e  Lunedì: chiuso (altri orari su appuntamento)
web http://www.gnaccariniarte.it/

info Otello Gnaccarini  info@gnaccariniarte.it





Il quarto potere

30 09 2009

Oggi trovare una copia del “Roma” a Ponticelli dopo le undici era impossibile. Sono stato in giro fino all’una con un amico che, dopo i primi no, si è intestardito come me e mi ha accompagnato nel tour delle edicole. A via San Pietro il buon giornalaio voleva regalarmi “il Giornale” che gli era rimasto in allegato – grazie ma per carità! A via Napoli l’edicolante mi ha avvertito che nel quartiere non avrei cavato un Roma dal buco, essendo che ci aveva provato prima di me senza risultati. Mi accenna al perché ci sia stato questo repentino successo della testata. A via Maranda la rivenditrice spiega seccata che le notizie del giorno evidentemente sono importanti.
Ci dirigiamo determinati verso Volla e un edicolante si mortifica per la mancanza. Aveva ricevuto una cinquantina di copie oltre la solita fornitura, ciò nonostante esauriva i “Roma” verso le dieci e poco dopo anche i “Cronache di Napoli” erano finiti. Vuole vendermi “Il Mattino” ma non ne ho bisogno, così deviamo il discorso sull’addio di Marino al Napoli. Cercavo proprio il “Roma” di oggi a prescindere dalla peculiare validità del giornale. Infine abbiamo trovato la nostra copia poco prima di Casalnuovo. Ed ecco perché a Ponticelli il “Roma” era andato a ruba:

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Dopo la prima pagina dal titolo “Si pente il capo, Sarno distrutti”, in primo piano ci sono le dichiarazioni di Ciro Sarno “‘o sindaco” su alcuni degli omicidi del clan, specie sull’alleanza del fratello Luciano con Gianfranco Ponticelli, boss a Cercola, che portò all’uccisione di tre uomini dei rivali De Luca Bossa. Alla terza pagina le confessioni di Vincenzo D’Onofrio e Salvatore Sarno, nipote di Ciro e figlio di Giuseppe “‘o mussillo”. La svettata delle vendite si giustificava nei titoli che rivelavano svolte forse non del tutto inaspettate, ma d’importanza cruciale nell’ambiente camorristico del quartiere.
Naturalmente “Cronache di Napoli” non poteva lasciarsi sfuggire l’argomento e, oltre alla prima, dedica ben cinque pagine alla questione (dalla 10 alla 14), le altre testate qualche approfondimento in proposito.
Ecco svelato il mistero dei giornali introvabili. Trascuravamo la rilevanza mediatica del clan e le conseguenze che può comportare. Come la possibilità che degli sviluppi, positivi per la parte civile della popolazione, possano generare l’improvvisa fortuna di un giornale in una particolare area del territorio. Il mio augurio è che questa richiesta si verifichi più spesso, che noi cittadini vogliamo essere informati. Ma per notizie positive, come quelle di oggi.

AlbA





Ballo ballo ballo da capogiro!

28 09 2009

C’è un fatto che mi è accaduto in questa tranquilla domenica appena trascorsa. Non mi è accaduto direttamente ma voglio raccontarlo comunque. Stamane ho vinto la pigrizia per andare a comprare una rivista. Mentre tornavo a casa ho incontrato i genitori di un caro vecchio amico. Ci siamo salutati e parlando mi sento dire «Eduà, lo sai, stanotte ci hanno rubato la macchina». Sono rimasto molto sorpreso: il mio amico stava parcheggiando l’auto in strada, vicino casa, poiché il suo garage è in ristrutturazione. «Ma stamattina ce l’hanno riportata pure. La vuoi vedere?». Sono ancora più stupito, certo che voglio vederla. Ieri pomeriggio l’avevo notata svoltando l’angolo, poco distante. E noi abbiamo svoltato l’angolo poco distante.

L’auto è lì, non ha più le frecce frontali. Ci avviciniamo, ci sono due buchi al posto delle frecce laterali e il finestrino dal lato passeggeri è stato sfondato. All’interno luccica qualche frammento di vetro, l’impianto per la chiave di accensione non esiste più ed appoggiato sul sedile c’è lo sportello del cruscotto. Adesso il vano è vuoto, mancano i peluche tenuti in mostra e manca sul parabrezza il tesserino che segnala lo stato d’invalidità del padre del mio amico. La moglie mi racconta che alle 4.00 avevano ricevuto la telefonata della polizia che, ripetendo il numero di targa, li informava del ritrovamento dell’auto. La famiglia era all’oscuro di tutto e, prelevato quello che restava della macchina, hanno saputo che i poliziotti avevano ricevuto una segnalazione anonima. Il veicolo stava a viale Margherita, «hanno detto che dei ragazzi ci ballavano sopra». Infatti avevo notato la carrozzeria deformata: le fiancate con varie ammaccature e il tettuccio schiacciato e ondulato.

Ci raggiunge la sorella del mio amico, mi chiede di non informarlo dell’accaduto qualora dovessi sentirlo, dato che è fuori città e sarebbe rientrato questa sera. Poi saliamo insieme a casa per tornare a tappezzare il finestrino dell’auto con i fogli di plastica. Mentre ci impegniamo per ottenere un risultato guardabile sulla portiera sgangherata, mi indica ridendo il punto scorticato in cui i ladri avevano tentato di forzare le chiusure inutilmente, con un giravite o qualcosa del genere. E riflette sul fatto che il sedile posteriore era stato appiattito per ampliare il portabagagli e quindi (forse) avevano trasportato qualcosa. Ci chiediamo dove sia stata portata l’auto e soprattutto come, per tutti i colpi che aveva incassato. Evidentemente chi la guidava non era molto pratico.

Ora non voglio denunciare il furto e il danneggiamento di un auto, per quanto possano essere cose spiacevoli e in zone come questa più ordinarie che altrove. Mi vengono in mente le notti delle periferie di Parigi che qualche tempo fa brillavano di auto in fiamme (e non solo). Ma se è la tua macchina fa rabbia pensare che “dei ragazzi ci ballavano sopra” in piena notte al centro di Ponticelli. Nelle vicinanze c’è il municipio dove fino a poche ore prima si armeggiava per certe elezioni. Nonostante questo sia un tipico quartiere che si autoimpone il coprifuoco, la strada dove abito e viale Margherita non sono particolarmente solitarie. Eppure per scassinare un veicolo non serve più la tranquillità e la penombra di una volta. L’oggetto in questione è un auto molto modesta ma se chi legge è un ventenne squattrinato come me, di famiglia altrettanto modesta, capirà cosa voglio dire. E tralascio volontariamente la dubbia ipotesi che tutto sia stato fatto da qualcuno voglioso di vendicare un torto, che qui pure sarebbe verosimile.

La mia idea è che la macchina non sia stata presa per trasportare qualcosa, almeno non solo. Per quanto odiosa, la mia idea è che sia stata presa per divertimento. Come passare un sabato notte diverso se con te c’è qualcuno che sa rubare un auto. A Ponticelli sai farlo e puoi farlo: è un luogo straordinario, c’è sempre gente capace di sorprenderti.
Mi chiedo in che razza di posto viviamo. E se sia uno stupido a stare di notte a scrivere qui piuttosto che andare a saltare su un auto.

Eduardo





Ponticelli in corsa

22 09 2009

2° Memorial Nando Cilenti

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Regolamento tratto da www.kronopuglia.it:

UNO STARTER, tre competizioni al via
speaker Marco Cascone, video Podistidoc trasmesso su TeleCapri Sport
GARA PODISTICA REGIONALE di Km 10
RITROVO: Villa comunale E. De Filippo di Napoli Ponticelli, uscita autostrada Ponticelli/Barra del raccordo C.
Direz.-Cercola/Pomigliano, nei pressi del Palasport di Ponticelli.
ISCRIZIONE GARA COMPETITIVA di € 6,00. Consegna pacco gara alla restituzione del chip, contenente un
utile accappatoio da utilizzare a fine gara.
REQUISITI DI PARTECIPAZIONE: possono partecipare tutti gli atleti tesserati FIDAL delle categorie
Assoluti, Amatori e Masters M/F, liberi (come da regolamento Fidal) o Enti di promozione sportiva che hanno
firmato l’accordo con Fidal ed in regola con il tesseramento per l’anno in corso.
MODALITA’ e CHIUSURA DI ISCRIZIONE: a mezzo fax su carta intestata della Società al fax 0832.350421
(servizio segreteria Champion Chip-Kronopuglia), sui siti http://www.championchip.it,
http://www.kronopuglia.it oppure a mezzo e-mail iscrizioneonline@gmail.com entro e non oltre
giovedì 24 settembre 2009.
RITIRO PETTORALI: sabato 26 Settembre dalle ore 17.00 alle ore 19.00 e domenica 27 settembre dalle 7,30
alle 8,30 presso la villa comunale di Ponticelli o con modalità diverse da concordare. I pettorali saranno
consegnati esclusivamente ad un responsabile dei rispettivi sodalizi.
DIPLOMA di partecipazione: scaricabile gratuitamente su sito http://www.championchip.it,
http://www.kronopuglia.it
CONTATTI: 328.5773472 – 339.4923103.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:
ORE 7.30: ritrovo Giuria e Concorrenti presso la villa comunale E. De Filippo a Ponticelli.
ORE 9,00: partenza gara competitiva e non competitive.
Al termine: ristoro e premiazioni.
MANIFESTAZIONI COLLATERALI (Gare non competitive a passo libero – iscrizioni aperte dal 24 al 26
settembre 2009):
ORE 9,00: partenza per i ragazzi delle scuole medie- nati 1996/1998- (1,5 km su pista podistica della villa
comunale E. De Filippo). Le iscrizioni sono GRATUITE e vanno fatte al gazebo del C.S.I. presente alla villa
comunale E. De Filippo a Ponticelli dalle 17,00 alle 19,00 dei giorni 24-25-26 settembre o il giorno della gara dalle
7,30 alle ore 8,30 presso la segreteria all’interno della villa (eventuali contatti telefonici 328.5773472).
ORE 9,00: partenza per gli adulti (3 giri su pista podistica villa comunale E. De Filippo, pari a 4,5 km).
QUOTA di ISCRIZIONE euro 2,00. Le iscrizioni vanno fatte presso la villa comunale E. De Filippo a Ponticelli
al gazebo del C.S.I. dalle 17,00 alle 19,00 dei giorni 24-25-26 settembre o il giorno della gara dalle 7,30 alle ore
8,30 presso la segreteria all’interno della villa (eventuali contatti telefonici 328.5773472).
PREMIAZIONI Tutti i partecipanti delle due gare non competitive riceveranno una maglietta e una medaglia in
ricordo della manifestazione più ristoro. I primi tre arrivati maschi/femmine saranno premiati con coppa in
concomitanza con la premiazione dei Top Runners più i seguenti premi aggiuntivi:
RAGAZZI: Ai primi 20 ragazzi classificati e alle prime 10 ragazze classificate sarà offerto, a titolo gratuito,
il tagliando di partecipazione alla GAZZETTA KIDS RUN, dove tutti i partecipanti riceveranno una T-SHIRT
KIDS REBOOK ed altri regali e gadget + pasta party. La Kids Run, corsa non competitiva, è inserita nel
programma nazionale della Gazzetta Run, organizzata dalla Gazzetta dello Sport, e si svolgerà a P.zza Plebiscito
di Napoli il 24 ottobre p.v. alle ore 10 dopo la corsa competitiva.
Premi aggiuntivi RAGAZZI offerti dal C.S.I di Napoli: I primi 10 ragazzi riceveranno un pallone di cuoio. Le
prime 10 ragazze riceveranno un orologio.
Inoltre
RAGAZZI M/F – 1°/2°classificato: buono pizza+frittura+bibita per un coperto offerto dal Ristorante/Pizzeria
LA RUOTA a Ponticelli 1^ trav. Bartalo Longo.
ADULTI M/F – 1°/2°classificato: buono pizza + frittura + bibita per 2 coperti offerto dal Ristorante/Pizzeria
LA RUOTA a Ponticelli 1^ trav. Bartalo Longo.

GARA COMPETITIVA:
SOCIETA’ INDIVIDUALE MASCHILE e FEMMINILE
1a CL. 2a CL. 3a CL. 4a CL. 5a CL. 1a CL. 2a CL. 3a CL. 4a CL. 5a CL.
500 400 300 200 100 300 250 200 150 100
Il punteggio alle Società verrà attribuito con il sistema della classifica inversa.
L’A.S.D. AMATORI VESUVIO si esclude dalla classifica di Società in quanto sodalizio organizzatore.
Saranno premiati, inoltre, i primi 150 classificati maschi, le prime 30 classificate donne e i primi tre classificati
delle categorie
M/F Masters 50/55/60/65/70 con premi così suddivisi: il primo M50/55/60/65/70 con orologio roccobarocco
nuova collezione, la prima F/70 con orologio roccobarocco nuova collezione (se l’atleta non è presente si scala
a F/65 e precedenti), gli altri con abbigliamento sportivo tecnico Asics o altre marche equivalenti, offerto dalla
MORETTA SPORT di Capodrise/Marcianise.

NOTA: I premi di categoria saranno consegnati solo ed esclusivamente agli atleti presenti e muniti di tesserino
sociale Fidal o di altro Ente Sportivo in regola con le normative Fidal; per gli atleti liberi, come da regolamento
Fidal, ci sarà l’attestazione della società organizzatrice.
TUTTI I PREMI INDIVIDUALI NON SONO CUMULABILI, INOLTRE, I PREMIATI DI CATEGORIA
VERRANNO ESCLUSI DAI PRIMI 150 CLASSIFICATI, PERCHE’ PREMIATI SUL PALCO CON PREMI
DI CATEGORIA.

NEW: Per il giorno della gara è stato raggiunto una convenzione con il ristorante La Ruota, ubicato lungo il
percorso gara e vicino all’arrivo, per un pranzo a prezzo chiuso di euro 15,00 cad., dalle ore 13,00 e con il
seguente menù:
Antipasto contadino – tre primi a scelta – misto carne – contorno – frutta – vino/acqua – dolce – caffè – amaro.
I posti disponibili al ristorante sono limitati ed occorre la prenotazione obbligatoria al numero telefonico
081.5960427

L’ARCAL RAI, in sintonia con l’A.S.D. Amatori Vesuvio, ha istituito una targa Laureto da consegnare al 1° classificato M50, con chiaro riferimento alla sicurezza stradale. La stessa sarà consegnata dal responsabile dell’ ARCAL RAI di Napoli.
La RAI di Napoli, inoltre, recependo le finalità di alto contenuto sociale della manifestazione, sarà presente con un suo servizio.

In villa comunale E. De Filippo, cuore pulsante della manifestazione,  ci sarà uno stand dell’equipe del Centro Podologico Pacilio (Centro di Podologia e Posturologia clinica e sportiva) con i seguenti servizi e consulenze gratuiti:

-         Consulenza e valutazione podologiche sul lettino e sul podoscopio.

-          Consulenze posturali.

-         Distribuzione di campioni per problematiche podotermadoliche.

-         Servizio di pronto soccorso a tutti quei pazienti che manifesteranno problematiche ai piedi durante la gara.

Sarà presente, inoltre, una tenda massaggi dove il fisioterapista Tarallo Francesco si dedicherà agli atleti che ne avessero bisogno.

www.podistidoc.it





6° Giornata Nazionale dello Sport

5 06 2009

Organizzatori + vincitori

L’evento sportivo tenutosi presso il Rione Santa Rosa, a cavallo tra Ponticelli e Barra, nella giornata di domenica 31 maggio ha riscosso un indubbio successo di presenze grazie alla disponibilità delle strutture esterne e dello staff dell’Asd “Noi per Loro”, redatta dal laureando in scienze motorie Gerardo Amato, riconosciuta dal Coni.
La manifestazione, pubblicizzata dalla rivista www.timesport.biz, da Napoli Magazine, da Il Mattino e dal Coni, è cominciata alle 9 del mattino con il torneo di Street Basket 3vs3 (ai cui partecipanti va un plauso per la disponibilità nonostante difficoltà dovute alla lontananze e all’orario): 15 squadre si sono date battaglia sotto le telecamere attente di TLA, emittente napoletana che ha seguito l’evento.
In una delle pause del torneo di Street Basket 3vs3 si è potuto assistere a delle magnifiche coreografie di giovanissime danzatrici e all’inizio del torneo di pallavolo per piccoli aspiranti campioni; in contemporanea a questi tornei, non poteva mancare il “classico” torneo di calcetto.
La giornata è proseguita con lo svolgimento dei suddetti tornei, in particolar modo va menzionato il torneo di pallacanestro che, pur essendo considerato sport “minore” rispetto al calcio, ha riscosso maggior successo con presenze illustri tra cui giocatori di serie C tra cui Mariano Fevola, Iodice Alessandro (C2 Savoia), Minervini Francesco (C2 Sporting Portici) e tanti altri…
I vincitori del torneo sono risultati i Black Mamba, composti da Giampaolo Marinello (classe ‘88 C1 Collana Basket), Mattia Errico (classe ‘89 C2 Partenope Basket), Davide Mangani (classe ‘90 Serie D ViviBasket) e Roberto Marinello (classe ‘91 Juniores Partenope Basket).

É doveroso ricordare l’importanza dello sport, giocato in strada o in polisportive, che ha cresciuto giocatori di buon livello oltre che persone splendide, perchè lo sport è anche questo…socializzaazione, spirito di squadra, sacrificio, competizione, che aiutano tantissimo nella crescita individuale dei bambini e nella creazione di una propria personalità, quindi spero di essere riuscito, insieme all’ Asd “Noi per Loro”, a spronare i genitori a spingere i propri figli verso lo sport, qualunque esso sia.
Per di più come intento personale c’è la voglia di ripartire nel campo della pallacanestro dopo la traumatica scomparsa del basket a Napoli dopo il fallimento della S.S. Napoli Basket ed evidenziare la presenza di talento nelle nostre terre. Insomma vogliamo ricominciare dalla strada per ritornare lì dove Napoli merita di stare. Per questo spero che iniziative del genere si susseguano sia per quanto riguarda tornei di strada e sia per le società che hanno una storia e devono riportare il Grande Basket a Napoli…tra queste c’è l’iniziativa del sig. Roberto Di Lorenzo che con il suo ViviBasket sta ricordando alla nostra città quanto i giovani napoletani possano valere portando quasi tutte le squadre giovanili alle finali nazionali.

Concludo perorando la causa di persone come il sig. Gerardo Amato (cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per aver scelto me nel ruolo di coordinatore del torneo di Street Basket 3vs3), che continua a proporre giornate all’insegna del divertimento, della socializzazione, dello sport, al fine di rappresentare la realtà dei quartieri di Ponticelli e Barra, così come di tutta Napoli, non solo nella facciata tristemente conosciuta dell’immondizia e della camorra, ma anche e SOPRATTUTTO come luogo in cui abitano persone con valori morali.

Coordinatore Torneo Street Basket 3vs3
Christian Narciso





SocialfEST: Ponticelli incontra la Sanità

19 05 2009
social fest ponticelli 2009

social fest ponticelli 2009

Il secondo appuntamento del Social Fest è un incontro. Incontro tra due realtà cittadine fisicamente distanti, ma forse più simili di quanto si possa immaginare.

“Ponticelli incontra la Sanità” è l’evento che si terrà stasera al Cinema Pierrot, con l’intervento di Alex Zanotelli e la proiezione del film I moti spontanei, di Antonio Caiafa, in concorso al Festival di Buenos Aires.

La realtà dei quartieri popolari, la quotidianità di chi li abita e li vive, le individualità e le collettività che in essi quasi si nascondono, sono stasera al centro dell’attenzione: incontrarsi e scoprire di non essere soli è il primo passo per costruire diversamente il proprio presente ed il proprio futuro, e soprattutto per immaginare un presente ed un futuro qui.

L’evento, promosso dalla rete del SocialfEST, è organizzato dall’Arci Movie di Ponticelli.

Qui la locandina dell’evento.

Per info:

www.socialfest.wordpress.com

socialfest@hotmail.it

Gruppo SocialfEST su Facebook





Apre il Social Fest Ponticelli 2009

14 05 2009
social fest ponticelli 2009

Social Fest Ponticelli 2009

Apre la seconda edizione del Social Fest promosso dalla rete che accomuna buona parte delle associazioni, chiese e scuole presenti sul territorio di Ponticelli. Il calendario che dal 14 Maggio al 20 Giugno riempirà le strade di Ponticelli di colore, di idee, di entusiasmo, nel legame tra associazioni che nel corso dell’anno operano costantemente nel quartiere.

Una festa per non dimenticare le associazioni che affrontano  problematiche quotidiane che normali non sono ma che tali la nostra società vuole che appaiano: per non fare rumore…per non fare polemica…per non indignare…il rumore invece proveranno a farlo le tante associazioni coinvolte portando in piazza, al cinema, nei parchi, i problemi e le gioie di tutti i giorni.

Dopo il successo della prima edizione, l’associazione TerradiConfine continua ad aderire alla rete Social Fest condividendo gli ideali che la pongono in essere.

Una data quella del 14 Maggio di apertura del Social Fest, che non è casuale: un anno fa i rom insediati nel nostro quartiere venivano cacciati in una guerra tra poveri degna dell’attenzione dell’Onu: e dai rom si riparte oggi con la serata “Napoli ed i rom, un anno dopo. Vivere insieme è possibile” alle ore 18 al Cinema Pierrot.

Una serata con video, racconti, performance che testimonieranno la solidarietà del quartiere di Ponticelli e delle associazioni che quotidianamente lavorano per l’integrazione di questo popolo affrontando anche le ostilità della “questione Rom”.

Alla serata, interverranno Don Gino Battaglia della Comunità di Sant’Egidio, Colomba Punzo insegnante del 70° CD Santa Rosa, Paola Romano della Caritas Felaco Ponticelli, Stefano Bardari medico dell’ambulatorio volontario sui campi Rom, gli studenti del Curie, Giuliano Martiniello della N:EA e Antonietta Guadagno – dirigente 69° CD di Barra. Ed inoltre finale teatrale curato dal gruppo Rom di Scampia con Asunen Romalen.

L’evento è promosso unitariamente dalla rete Socialfest ed è organizzato da Arci Movie, Caritas S. Maria delle Grazie al Felaco, Comunità di Sant’Egidio e N:EA.

Noi di TerradiConfine, particolarmente vicini all’argomento (quest’anno, abbiamo avviato il progetto per bambini rom “Una bella differenza” e realizzato un focus “Rom. Risorsa o Minaccia? Per imparare a comprendere ciò che non sappiamo accettare” in collaborazione con la Caritas di Santa Maria delle Grazie al Felaco) approfittiamo del blog per invitare i nostri  lettori a partecipare stasera alla serata al Pierrot, consapevoli che momenti come questi non possono che arricchire la conoscenza di un popolo di cui troppo spesso parliamo ma che relativamente conosciamo.

Roberto Zabberoni

Presidente Ass. TerradiConfine