A quattro mesi dal lancio della campagna emotiva “Yes we must!” vi vogliamo presentare un collage di 3 piccoli pezzi creati con i commenti dei nostri lettori.

Vincenzo e Peppe in “La rabbia e l’orgoglio” *
Io sono nato a Ponticelli, ci sono cresciuto e da Ponticelli ho preso il massimo.
Cosa si dice in giro di Ponticelli? Per chi la conosce, Ponticelli è una specie di quartiere generale della malavita, il quartiere dei Sarno! NO!
Ponticelli non è (solo) questo! Ponticelli siamo noi, Ponticelli è il nostro paese, la nostra identità, i nostri costumi.[…]Abbiamo una gloriosa storia alle spalle. Abbiamo tanti ricordi, non si può non esserci affezionati. Ponticelli non è un posto da bruciare, perché ci sono tantissime persone per bene ed io allora voglio sognare insieme a qualcuno, che un giorno, lontano o vicino ( mi basterebbe sapere che mio figlio o mio nipote potrà vederlo) Ponticelli ritornerà ad essere un posto salutare, senza più il cancro che la attanaglia da tempo. […]A volte mi chiedo come mai sia così utopico pensare di vivere normalmente a Ponticelli…siamo quasi nel terzo mondo o.o ![…] (Vincenzo)
[…] Ponticelli non è una comunità civile, è un territorio che ha dei padroni, e tu ci puoi vivere o chiudendoti in una torre d’avorio, consapevole ma impotente, oppure, e questa è la via più scomoda, cercando di fare gruppo con la gente onesta come te, per sentirsi meno soli, per poter cambiare le cose, anche se alla fine le cose non cambiano. Perchè se non è onesto chi ci governa, la spinta dal basso, dei governati, non sarà efficace fino a quando non riuscirà a cambiare i governanti. Se non diventiamo maggioranza, e non sto parlando di partiti, ma di “noi”, gli scemi che rispettano le regole, che pensano che quanto più si è consapevoli (leggi cultura) e più si è liberi – e a Ponticelli purtroppo su questo siamo ancora troppo provincialotti – fino a quando la nostra voce sarà minoritaria, sarà difficile che possa cambiare qualcosa. (Peppe)
Mc S, Giulia e Peppe in “Episodi quotidiani ai limiti del surreale” *
[…]NON SOPPORTO CHI PARCHEGGIA IN SECONDA FILA…[…]ah il problema rifiuti c’è ancora…[…](Mc. S)
[…]Domenica pomeriggio, ore 17:30 circa, famigerata via Bartolo Longo. Due bande di ragazzini si squadrano ciascuna dal suo lato della strada. Ridono e scherzano, poi cominciano ad agitare le braccia come se stessero lanciando qualcosa.
….pietre!!!!!! Ma che razza di gioco è?! In che posto viviamo, se devo aspettare la fine dell’intifada per scendere dalla macchina ed entrare nel mio palazzo??? Quale civiltà, se mi ritrovo a pensare che forse sarebbe meglio se lanciassero uova, che almeno non fanno male? […] (Giulia)
Qualcuno mi dica se è normale…. uscire di casa col cane per la consueta passeggiata, e dover usare la consueta paletta (normalmente adibita alla rimozione di quanto un cane può lasciare in giro durante la consueta passeggiata) per togliere dal marciapiede una siringa sporca di sangue ed evidentemente dimenticata da chi, addetto a pulire la zona, preferisce abitualmente fare il giro al largo…mah… (Giulia)
Per me Ponticelli sono (e vedo che l’argomento è gettonato!) le cacche di cane e le siringhe quando tornavo a casa dopo la scuola. E’ il parco abbandonato sottocasa, dove noi bambini andavamo a giocare, tra il prurito delle ortiche e la paura dei cani randagi. Era un’ isola di ordinario squallore, quel parco, ma a noi bambini andava bene, perchè era l’unico che conoscevamo. Per me Ponticelli è la delusione di vedere un cinema, il Pierrot, chiuso per anni, mentre i negozi di Manfrellotti proliferavano in maniera alquanto strana. Poi, la soddisfazione di tornare dopo anni al Pierrot finalmente restituito al quartiere -almeno a quella parte che non lo ignora- e vedere Gomorra. Per me Ponticelli sono le macchine parcheggiate in seconda, terza fila, e il vigile urbano che anzichè fare la multa citofona al parrucchiere chiedendo se gentilmente il proprietario, tra una spruzzatina di lacca e una passata di gel, può spostare la sua Bmw. E poi l’auto-bomba che mi svegliò nel pieno della notte, i pitbull e i ragazzini con i bastoni che rincorrevano me e i miei amici delle medie, colpevoli di aver scelto, come luogo della nostra prima uscita tutti insieme, il parco di Santa Croce. […] (Peppe)
Jack Bristow, Giulia ed Alba in “politica ponticellese con la p minuscola” *
Sono stanco di vedere partiti a Ponticelli che confondono la “politica” con la campagna elettorale. La campagna elettorale è un momento della politica non la politica!!! (Jack Bristow)
[…]«Io a quelli che vengono a votare li so a uno a uno. E basta che li guardo in faccia per sapere se hanno votato come gli ho detto io o no. Loro fanno quello che vogliono, ma se non votano come dico io qua dentro non ci mettono più piede». Et voilà la démocratie! (Giulia)
[…]Questi padroni provinciali, a cui molti clienti spesso dispenseranno anche la salutatio mattutina, sono simboli indicativi di una politica spregevole ed obsoleta. Campioni di ignoranza, opportunismo e prepotenza, con quella stessa arroganza che li caratterizza vanno buttati fuori dalla politica e allontanati dai guadagni e dal prestigio per cui bisticciano tra tonti.«Siamo in guerra. Non c’è tregua, un’elezione dopo l’altra. Io non faccio prigionieri. Tu mi voti? Io ti trovo un lavoro e ti sistemo. Tu non mi voti?! Int’o *** a ti i tutta ‘a famiglia!»… (AlbA)
(*I commenti completi sono nella pagina YES WE MUST! nella barra orizzontale in alto.)
E’importante per i giovani della nostra associazione vedere la realtà che ci circonda anche con i vostri occhi, con la vostra visuale. Per noi, questo blog è uno dei mezzi con cui comunichiamo, ci rapportiamo con il territorio che viviamo, con la “nostra” terra di confine e questa campagna emotiva vuole essere il filo diretto tra noi giovani e voi lettori (non solo giovani!) di questo blog.
Per questo vi chiediamo di continuare a caricare i vostri pensieri su Ponticelli e sulla realtà che quotidianamente viviamo commentando questo articolo e/o sulla pagina Yes we must!
I vostri commenti ci permetteranno di svolgere uno studio accurato sulle problematiche maggiormente vissute dalla popolazione e sulle attività da proporre in merito a queste problematiche. Per migliorare insieme le cose, perché…Yes we Must!
Roberto Zabberoni
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