Yes, we must!!!

28 01 2009

Il presente articolo vuole essere da promo per la campagna emotiva che tra pochi giorni sarà presentata dal nostro sito per i giovani e gli abitanti del quartiere di Ponticelli.

Stay on line…Stay sconfined!!!

yes-we-must

Ho aspettato semplicemente che finisse la campagna elettorale italiana che impropriamente ha abusato di un “Yes we Can” che di democratico ha ben poco (mi sto riferendo al connotato del partito italiano) e di una Maria De Filippi che dividendo le squadre del suo show ha esposto una frase così carica di significato alla banalità mediatica (non è la prima volta che la signora De Filippi fa di questi gesti).

E così sperando di non cadere nella banalità defilippiana, provo a riprendere un concetto passato, un pensiero che essenzialmente sentii al primo utilizzo della frase “Yes, we can”, frase sì colma di speranza ma essenzialmente che denota una capacità esistenziale nel risolvere dei problemi difficili, particolarmente vicina al mondo giovanile.

La variante ponticellese di questa frase potrebbe essere “Yes, we must” con cui a suo tempo connotai scherzosamente l’avvio di quest’associazione, ma che racchiude un messaggio chiave: è un dovere per i giovani di Ponticelli affrontare i problemi del nostro quartiere.

Il potere di fare ciò è possibile, come insegna l’elezione di un afroamericano alla Casa Bianca, si tratta di volontà, ma la volontà deve essere frutto di una coscienza civile.

E’ inaccettabile tutto quello che Ponticelli oggi è.

Un quartiere dormitorio per i giovani, che provano a viverlo tra una biblioteca inagibile e il gelato da Gallo. Un quartiere dove rischi di essere accoltellato, per aver visto troppo. Dalle 20, un quartiere fantasma senza vita. La gente ha paura. La Camorra è lo Stato, lo Stato è la Camorra.

Eppur i giovani ci sono e sono vivi:  chi con un lavoro part-time, chi prima di partire per Milano, chi in attesa della tanto attesa laurea.

Sono vivi intellettualmente, seppur sfoghino altrove le proprie genialità; vivi politicamente, seppur qualcuno cerchi loro di insegnare la politica “vera”, quella dei soldi e delle clientele; vivi socialmente, tra servizi civili, chiese e associazioni.

Ma non hanno la forza di reagire, di provarci, di esclamare “Yes, we can” perché qualcuno che ne sa più di loro gli ha messo il bastone tra le ruota tra un pensiero perverso e una proposta indecente.

Ma provo ad infondere un messaggio nuovo che vuole intaccare la vostra coscienza: “Yes, we must”, non si può e non si deve andare avanti così e l’unico mezzo per affrontare la situazione attuale è il DOVERE di dire basta e fare quello che è doveroso fare affinché il nostro quartiere cambi.

Se non lo facciamo noi, per Ponticelli non ci sarà futuro.

I giovani devono richiedere i propri spazi e la possibilità di essere elementi attivi per la cittadinanza.

“Io non ci sto ai giochi sporchi, io non ci sto alla Camorra, io non ci sto alla politica del passato, io non ci sto a vedermi derubare mentre cammino per le strade del mio quartiere, io non ci sto a studiare in un corridoio della biblioteca, io non ci sto ad essere cittadino di Napoli ma non di Ponticelli, io non ci sto con chi da anni sta uccidendo il nostro quartiere, dai politici ai camorristi, dalle persone disoneste ai spacciatori.”

“Yes, I Must”… and you?

Roberto Zabberoni

Annunci

Azioni

Information

4 responses

28 01 2009
Giovanna

Ricordo ancora in maniera molto nitida il momento in cui l’autore di quest’articolo, di punto in bianco, mi disse: “Yes, we must!”; non nego di aver pensato che si fosse ammattito (almeno all’inizio :P), ma poi da quello è seguito un abbozzo di progetto, una provocazione nuova, un’esigenza che da troppo tempo in tanti sentivamo tale ed avevamo bisogno di concretizzare, in tanti e per tanti. Ed è sostanzialmente quello che abbiamo fatto, che stiamo provando a fare e che sicuramente continueremo a fare. Anche a me non stanno bene tante cose, e non penso affatto sia solo una questione di indole; anch’io ABITO a Ponticelli e non voglio correre il rischio di non poterla più VIVERE Ponticelli… …waiting for the starting of this “campagna emotiva”: sfogare tutto quello che si ha in corpo relativamente ai problemi che ci attanagliano ed alle cose che proprio non ci piacciono, analizzare le situazioni di disagio singolo e collettivo, ricercare fonti causa di tali problematiche, sono i primi passi chiave che possono permetterci di poter pronunciare un deciso e fermo GO!.

29 01 2009
AlbA

‘Ahinò’!

29 01 2009
giulia

Noooooo mi hai rubato l’AHINO’!!!
Anche se io l’avrei interpretato, all’english way, come un “I, no”, oppure nella variante “I know”… 😛

29 01 2009
Giovanna

essere l’unica a commentare in maniera semiseria mi mette in grave crisi d’identità… 😛

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: