Fuitevenne!

14 12 2009

Chi di noi giovani napoletani non conosce il kestè in largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, nel centro storico della città, oppure il kestè: d’inner in corso Umerto I, a Pozzuoli? L’esperienza che ha segnato i due locali e Fabrizio Caliendo, il curatore del progetto kestè fin dalla sua nascita, dodici anni fa a Pozzuoli, è una storia esemplare di lotta alla camorra.

Grazie alla rete e al social network Caliendo cerca di compensare l’indifferenza delle istituzioni con l’attenzione mediatica. Così spiega la sua partecipazione a “Rai Educational Gap”: «il 20 dicembre 2008 ho partecipato alla manifestazione “Io sono Saviano” come imprenditore coraggio ed ho reso pubblica la mia storia, come forma di estremo appello alle istituzioni e ai media. Lo stesso giorno ho fondato il gruppo “denunciare la camorra: un pessimo affare“. Unico risvolto positivo di questa mia attività è stato l’interessamento da parte di Gianni Minoli della mia storia. La trasmissione che vedrete è stata girata da Rai Educational ad aprile. 9 mesi fa.  Il programma è andato in onda i primi di agosto. 4 mesi fa. Da allora ancora nulla è cambiato. La mia testimonianza video è ancora tutta attuale. Ma dal ministero nessun segno, nonostante i ripetuti messaggi di emergenza inviati. Il kestè rischia di fallire a causa dei danni subiti dalla camorra. Dal 20 dicembre scorso la mia storia corre sul web e tra i media, visto che in 10 anni di lettere e richieste di sostegno non si è riuscito a smuovere nulla… Ma nè al Comune di Napoli, nè al Ministero dell’Interno questo sembra interessare».

Nonostante le difficoltà di ogni giorno, oggi il kestè è una realtà propositiva e forte per la città, con iniziative culturali e di riqualificazione urbana, il cui impegno sostiene e sprona la speranza di tutti noi.
Di seguito i video della puntata: dall’apertura a Pozzuoli del locale, passando per il racket imposto dalla camorra con la conseguente chiusura dell’esercizio e il trapianto al centro storico; fino alla riapertura a Pozzuoli alle intimidazioni e alle richieste di aiuto inascoltate. Il racconto di Caliendo e l’approfondimento del prof. Amato Lamberti sono illuminanti alternative all’esortazione avvilita di Eduardo ai giovani napoletani: “fuitevenne!” .

AlbA

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Rom vuol dire criminale

1 12 2009

Un articolo che non ha bisogno di presentazioni.

Parole choc dei giudici del tribunale dei Minori di Napoli che negano i domiciliari a una minorenne a causa della sua etnia

di Emiliano Fittipaldi

Se si appartiene all’etnia rom, non si può che delinquere. Lo scrivono, in sintesi, i giudici del tribunali dei minorenni di Napoli, con parole che sembrano, francamente, incredibili. La storia è quella della ragazzina rom di 15 anni, accusata di aver rapito una neonata a Ponticelli nel maggio del 2008. Un fatto di cronaca che scatenò la rabbia dei residenti e la devastazione dei campi del popolare quartiere napoletano.

La ragazzina, A.V., grazie alla testimonianza della madre della rapita, è stata condannata in primo grado e in appello a 3 anni e 8 mesi, e da un anno e mezzo è rinchiusa nel carcere minorile di Nisida. L’avvocato ha chiesto prima dell’estate gli arresti domiciliari, ma il tribunale, in sede di appello al riesame, ha bocciato la richiesta. Con una motivazione sconcertante, destinata a scatenare polemiche infinite.

«Le conclusioni indicate» dicono i giudici «sono sostanzialmente confermate dalla relazione depositata in atti dalla quale, a prescindere dalle cause, emerge che l’appellante è pienamente inserita negli schemi tipici della cultura rom. Ed è proprio l’essere assolutamente integrata in quegli schemi di vita che rende, in uno alla mancanza di concreti processi di analisi dei propri vissuti, concreto il pericolo di recidiva». In sostanza, la razza e l’etnia definiscono il comportamento delinquenziale della piccola. Un ipotesi abnorme, visto che stiamo parlando di giudici dello Stato che lo scrivono nero su bianco, e non di un comizio del più intransigente leghista da stadio. «Un precedente gravissimo» sostiene l’avvocato della bambina Cristian Valle, «che basa sulla razza l’ipotesi di condotte criminose. Non solo sulla possibilità di commettere reati, ma pure sulla tendenza a condotte recidive.

La vox populi con la quale si dice che i rom rubano i bambini, diventa certezza giuridica. E’ assurdo, indegno. Non ho mai visto una decisione così. In un clima da leggi di stampo razziale, anche i giudici si adeguano». In effetti, con la stessa logica, altri giudici potrebbero giustificare le loro decisioni descrivendo gli schemi tipici della cultura ebraica o islamica, e qualcun altro potrebbe spingersi a discettare – per chiunque vive in terre ad alta criminalità – che napoletani, calabresi o siciliani sono tendenzialmente delinquenti perchè inseriti negli «schemi culturali» di quelle zone. La decisione del tribunale e le parole della motivazione sono state prese collegialmente da quattro giudici, tra togati e onorari (un sociologo e uno psicologo): vuol dire che la maggioranza, almeno tre, erano d’accordo con il tono del rigetto.
I magistrati insistono: «Va inoltre sottolineato che, allo stato, unica misura adeguata alla tutela delle esigenze cautelari evidenziate appare quella applicata della custodia in Istituto penitenziario minorile. Sia il collocamento in comunità che la permanenza in casa risultano infatti misure inadeguate anche in considerazione della citata adesione agli schemi di vita Rom che per comune esperienza determinano nei loro aderenti il mancato rispetto delle regole».

Sono parole che sfiorano, dice Valle, la discriminazione razziale, e mettono in pericolo i diritti civili e umani della bambina condannata. «In modo sconcertante» spiega l’avvocato «si afferma l’opzione del carcere su base etnica e, attraverso la definizione di “comune esperienza”, i più biechi e vergognosi pregiudizi contro la minoranza rom vengono elevati al rango di categoria giuridica».

http://espresso.repubblica.it/





TerradiConfine presenta: Esposizione di Arte e Suggestioni Grafiche

1 12 2009

MERCOLEDI 2 DICEMBRE 2009,  dalle ore 20.00 alle ore 23.30, presso la sede de “La Casa di Alessandra” (via Gianturco 39, San Giorgio a Cremano, una traversa di via Pittore, negli immediati pressi di piazza Troisi) si terrà il prossimo evento targato TdC:

Volantino della mostra fotografica

Mostra fotografica in cui vari artisti napoletani esporranno le loro opere ed i loro progetti artistici. Il tema della serata sarà: le Suggestioni Grafiche. La mostra si terrà presso la sede dell’associazione “La Casa di Alessandra”(via gianturco 39, pressi di piazza Troisi, una traversa di via Pittore, San Giorgio a Cremano – http://www.lacasadialessandra.org/), ed è organizzata con il contributo dell’associazione “Terra di Confine” (http://www.facebook.com/group.php?gid=43744611479&ref=ts)

Gli artisti confermati :
Francesco Corbisiero (Suggestioni Grafiche)
Emiliano Vittoriosi (Fotografia)
Chiara Giandomenico (Fotografia)
Giuliano Laurenti (Video Proiezione)
Giovanni Scognamiglio (Fotografia)

L’evento su Facebook :  http://www.facebook.com/event.php?eid=206423720856&ref=mf





Ancora violenza a Materdei, rissa tra fastisti ed antifascisti, qual’è la verità?

28 11 2009

Non bastava la guerra interna, tra camorra e cittadini onesti, c’era bisogno urgente di altre divergenze, di altri ostacoli, alla tanto agognata tranquillità (e quando si farà qualcosa per migliorare un pò questa città? ).

Stavolta, così come da un paio di mesi a questa parte, sono protagonisti i gruppi di estremisti della città, ovvero il gruppo di ragazzi di estrema destra, facenti parte della nuova CasaPound Italia Napoli, e la rete antirazzista, antifascista ed antisessita napoletana (estrema sinistra). E noi siamo al centro.

E’ difficilissimo per le persone farsi una chiara idea dei fatti (addirittura l’ANSA ha esposto due versioni dei fatti), e dei colpevoli, perché entrambe le parti hanno costruito articoli speculari. L’unico fatto certo è che ci sono feriti, che c’è stata una rissa nel centro della città e che c’è più volontà di scacciare il diverso, che integrarlo e ragionare insieme per il miglioramento della propria città. Ecco una piccola rassegna stampa:

Questo articolo sembra imparziale (da http://www.julienews.it/notizia/cronaca/materdei-rissa-tra-attivisti-di-sinistra-e-casapound/36964_cronaca_2.html ) :

Materdei, rissa tra attivisti di sinistra e Casapound

di: Nico Falco

NAPOLI – Ancora un’aggressione per motivi politici a Napoli, dove attivisti di destra e di sinistra si sono scontrati nel quartiere Materdei. La versione fornita dalle due parti è opposta: ognuna afferma di essere stata aggredita e di aver reagito per difesa.

“Quattro attivisti di CasaPound, – denuncia Giuseppe Savuto, responsabile di CasaPound Napoli, – sono stati aggrediti da una dozzina di estremisti di sinistra con mazze, caschi e spray accecante, nella zona di Materdei, durante un attacchinaggio di manifesti”. “I quattro associati, – continua il comunicato, – stavano attaccando manifesti pubblicizzanti la festa che si terrà il prossimo sabato sera, con relativa inaugurazione delle attività sociali gratuite per il quartiere, come il doposcuola e la palestra, quando una dozzina di estremisti di sinistra si sono avvicinati, hanno strappato i manifesti della festa e hanno attaccato i loro manifesti, dove si leggeva l’annullamento della festa in questione. Poi hanno aggredito i 4 ragazzi con una serie di bastonate, calci e con spray accecante”. “I quattro associati, – spiega ancora Savuto, – hanno cercato di difendersi alla meno peggio e sono riusciti a sottrarsi ma uno di loro, vittima dello spray, è stato condotto immediatamente all’ospedale e delle sue condizioni ancora non si sa nulla”.

La stessa aggressione, ma in termini opposti, è raccontata da Antonio D’Alessandro, commissario provinciale del Prc, che chiede al sindaco di Napoli “lo sgombero dell’ex convento occupato da CasaPound”. D’Alessandro, che si rifà ad un comunicato stampa della Rete Antifascista, spiega che le cose sono andate diversamente da quanto affermato da Savuto: sarebbero stati i ragazzi di sinistra, ad essere aggrediti da quelli di destra. “I ragazzi della Rete Antifascista, – afferma D’Alessandro, – mentre erano intenti ad attaccare alcuni manifesti nel quartiere Materdei, hanno subito un’aggressione da parte di un gruppo di militanti di CasaPound. Un episodio di autentico squadrismo che non fa recedere giustamente i ragazzi della Rete Antifascista napoletana dal loro impegno politico e sociale e che pone le condizioni per una presa di posizione netta da parte delle istituzioni”.
In comunicato, la Rete Antifascista spiega che alcuni loro attivisti, sei o sette, stavano attacchinando manifesti delle attività organizzate nella scuola Schipa, da poco occupata e solo attaccando i manifesti si sono accorti dell’iniziativa avviata da CasaPound e prevista per sabato. All’altezza di piazzetta Materdei, continua il comunicato, c’è stata l’aggressione: “è sbucata dal vicolo una squadra di 15 persone con caschi e mazze tricolori”. “Con sé non avevano niente se non il secchio e la scopa per attacchinare”, continua il comunicato, aggiungendo che “uno degli studenti della Rete, della facoltà di Lettere e Filosofia, ha subito un autentico pestaggio con le mazze e in questo momento è all’ospedale Cardarelli. I medici gli hanno riscontrato un preoccupante versamento di sangue nei polmoni è stanno cercando di capire come si è prodotto”.

Giuseppe Savuto, da CasaPound, conclude il comunicato denunciando per l’ennesima volta la lontananza delle Istituzioni. “Siamo stanchi di questa situazione, – afferma, – stanchi di attivarci per il quartiere da ormai più di due mesi e ricevere questo trattamento da ragazzi come noi, che a differenza nostra non fanno altro che distruggere il lavoro altrui, mentre le istituzioni si fanno beffa di noi”.
Un appello, invece, chiude il comunicato di D’Alessandro. “Rifondazione Comunista, – si legge nel comunicato, – esprime piena solidarietà ai ragazzi aggrediti oggi a Materdei e chiede al sindaco di Napoli un impegno concreto per lo sgombero in tempi rapidissimi dell’ex convento di Salita San Raffaele, occupato dai militanti di CasaPound”.

 

Questo è il comunicato di H.M.O. (Hic manebimus optime, il nome del centro sociale nato dall’occupazione di un convento a Materdei, da parte di CasaPound Italia Napoli)

CASAPOUND ITALIA NAPOLI-HMO:AGGREDITI 4 MILITANTI

Quattro ragazzi dell’Hmo sono stati aggrediti da una dozzina di estremisti di sinistra con mazze, caschi e spray accecante, alle 14.00 circa del 27 novembre, nel centro affollato di Materdei, durante un attacchinaggio di manifesti.I quattro associati dell’Hmo stavano attacchinando manifesti pubblicizzanti la festa che si terrà il prossimo sabato sera all’occupazione Hmo, con relativa inaugurazione delle attività sociali gratuite per il quartiere, quali il doposcuola e la palestra, quando una dozzina di estremisti di sinistra si avvicinano, strappano i manifesti della festa, attaccano i loro manifesti, dove si leggeva l’annullamento della festa in questione e aggrediscono i 4 ragazzi con una serie di bastonate, calci e con spray accecante.

I quattro associati dell’Hmo cercano di difendersi alla meno peggio e riescono a sottrarsi all’attacco, ma uno di loro, vittima dello spray, viene condotto immediatamente all’ospedale e delle sue condizioni ancora non si sa nulla.

“Siamo stanchi di questa situazione – afferma il responsabile di CasaPound Italia Napoli Giuseppe Savuto – stanchi di attivarci propositivamente per il quartiere da ormai più di due mesi e ricevere questo trattamento da ragazzi come noi, che a differenza nostra non fanno altro che distruggere il lavoro altrui, mentre le istituzioni si fanno beffa di noi, non solo non mettendoci ancora in condizione di lavorare tranquillamente in questa struttura, ma addirittura permettendo ad una dozzina di teppisti di creare il panico in pieno giorno in una zona affollata di Materdei, con mazze, caschi e spray accecante, rischiando di colpire con lo spray anche qualche passante.
Di contro noi rispondiamo a questi teppisti e alle istituzioni inermi con la nostra attività – conclude Savuto -, che continuerà ad essere portata avanti imperterritamente e con sempre maggiore impegno, per il bene del quartiere e della città tutta”.

E già piangono come le vittime i coraggiosi antifascisti !

Corriere del Mezzogiorno :

da ( http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/27-novembre-2009/attivista-sinistra-finisce-ospedalepicchiato-le-mazze-neofascisti-1602074266917.shtml )

Attivista di sinistra finisce in ospedale
«Picchiato con le mazze dai neofascisti»

La denuncia della Rete antirazzista: «Sette studenti
aggrediti dai militanti di CasaPound a Materdei»

NAPOLI – La rete antirazzista di Napoli denuncia una pesante aggressione da parte di esponenti del movimento di destra Casapound. Un «agguato» con tanto di mazze da baseball finito drammaticamente. Un attivista di sinistra è stato ricoverato all’ospedale Cardarelli.

RICOVERO – Si tratta di L.T., 19 anni, studente universitario. I medici gli hanno consigliato di restare in osservazione almeno 24 ore. Gli esami avrebbero riscontrato infatti un grumo di sangue ai polmoni e un piccolo enfisema.

TAFFERUGLI – L’aggressione, sempre secondo gli attivisti che hanno occupato l’ex scuola Schipa nel quartiere Materdei, è avvenuto nel pomeriggio. Sette giovani dei centri sociali stavano attaccando alcuni manifesti quando sarebbero stati avvicinati dai militanti di CasaPound (che a loro volta occupano da settembre un ex convento nel medesimo quartiere). Da qui gli inevitabili attriti e la scintilla che scatena una serie di tafferugli ed il conseguente ferimento del diciannovenne con una mazza da baseball .

D’ALESSANDRO (PRC): EPISODIO GRAVE – Immediate le reazioni politiche. «È stata un’irruzione neofascista» denuncia il commissario provinciale del Prc, Antonio D’Alessandro, che parla di «episodio grave» e chiede al sindaco di Napoli «lo sgombero dell’ex convento occupato da Casa Pound».

CGIL: CLIMA PREOCCUPANTE – Dal canto suo, la Cgil Campania e la Cgil Napoli parlano di «sdegno e netta condanna della vergognosa aggressione. Ci preoccupa il crescente clima d’intolleranza e di violenza in città».

ANSA (Agenzia nazionale stampa associata)

AGGRESSIONE A NAPOLI:RETE ANTIFASCISTA, PICCHIATI CON MAZZE

(ANSA) – NAPOLI, 27 NOV – Gli attivisti della Rete Antifascista parlano di un vero e proprio «agguatò e ricostruendo quanto oggi si è verificato nel quartiere Materdei di Napoli puntano il dito contro i rappresentanti di CasaPound che, denunciano, li hanno picchiati. »Stavamo attaccando manifesti relativi ad alcune nostre attività – spiegano in una nota – quando all’altezza di piazzetta Materdei è sbucata dal vicolo una squadra di 15 persone con caschi e mazze tricolori, nella triste re-miniscenza di piazza Navona, urlando ‘il quartiere è nostrò. Gli studenti sono stati aggrediti con spranghe e mazze. Il tutto è avvenuto in pieno giorno in mezzo al quartiere e, quindi, tanta gente ha potuto vedere con i suoi occhi quello che è successo e come sono andate le cose«. »Uno degli studenti della Rete, della facoltà di Lettere e Filosofia, ha subito un autentico pestaggio con le mazze e in questo momento è all’Ospedale Cardarelli – aggiungono – I medici gli hanno riscontrato un preoccupante versamento di sangue nei polmoni e stanno cercando di capire come si è prodotto«.(ANSA)

(link non trovato)

Aggrediti quattro ragazzi a Napoli

CasaPound punta indice su esponenti sinistra, Prc ribalta accusa

(ANSA) – NAPOLI, 27 NOV – Quattro attivisti di CasaPound sono stati aggrediti a Napoli da una dozzina di estremisti di sinistra con mazze, caschi e spray accecante. L’episodio si e’ verificato nella zona di Materdei, durante l’affissione di manifesti. Lo ha denunciato il responsabile di CasaPound di Napoli, Giuseppe Savuto.Diversa la versione del Prc secondo il quale sono stati ragazzi di sinistra ad essere aggrediti da rappresentanti di destra.

Rete antirazzista, antisessista ed antifascista napoletana:

Napoli: ennesima aggressione fascista a Materdei.

Ieri, 27 novembre, si è consumato l’ennesimo vile atto di aggressione da parte dei neofascisti di Casapound, usciti dal convento in cui da poco si sono insediati a Materdei, ai danni di alcuni compagni della Rete antifascista napoletana.
A seguito di numerose iniziative che si sono svolte in questi ultimi mesi nel quartiere, che hanno visto la partecipazione assidua e consapevole degli abitanti tutti, i neofascisti hanno deciso di intervenire con le loro solite pratiche di violenza!
Infatti, all’urlo di “questo è il nostro quartiere!” hanno aggredito, con mazze tricolori alla mano, alcuni compagni che si trovavano a Materdei per attacchinare manifesti della Rete antirazzista, in una scena che ricorda Piazza Navona.
Uno studente della Rete, tra gli altri, ha subito un infame pestaggio che ha provocato un versamento di sangue nei polmoni e a tuttora ancora sotto osservazione. Solo l’intervento di alcune persone presenti sul luogo ha impedito il peggio!
Questa aggressione è da imputare alla rivalsa di questi personaggi vigliacchi e squadristi, che in vista dell’occupazione dell’ex scuola media Schipa, ha aumentato le sue dosi di odio e violenza!
Bisogna ricordare che il convento in cui si sono rinchiusi,senza mai uscire da mesi, è tollerato dalle istituzioni, dalla giunta Iervolino e dall’opposizione. Il Comune di Napoli, pur di non prendere una chiara posizione nei confronti dell’occupazione di Casapound, evidentemente per mantenere gli accordi politici con il centrodestra, è oggi intenzionato a sgomberare tutti gli stabili occupati di sua proprietà. Eppure il problema sembra porsi con la Schipa e con tutti gli altri percorsi di lavoro sociale nel territorio, e non certo con Casapound, che in tutta Italia continua a rivendicare aggressioni nei confronti di compagni, omosessuali, stranieri!
Rifiutiamo di assistere all’espandersi di logiche razziste e fasciste per colpa dell’indolenza generalizzata, e prendiamo noi una chiara posizione nei confronti di chi finge di voler portare avanti un lavoro di promozione sociale sul territorio, scimmiottando parole d’ordine che mai gli sono appartenute!
Denunciamo pubblicamente le pratiche di chi si definisce “fascista del terzo millennio”, e scende tra le strade con mazze tricolori pronto ad picchiare e reprimere!
Domani, 28 novembre, ci sarà un presidio dalle 17 e 30 a Piazza Materdei per esprimere la nostra contrarietà alla presenza di questi personaggi ambigui nella nostra città.

OGGI COME IERI CACCEREMO I FASCISTI DA MATERDEI E DA TUTTI I NOSTRI QUARTIERI!
NAPOLI È ANTIFASCISTA!

Rete antifascista e antirazzista napoletana
Fonte: Indy Napoli

 

E la verità, allora, qual’è?

Forse, l’unica cosa da fare è urlare “NO ALLA VIOLENZA”, e cercare, pian piano, di attutire le differenze e lavorare per un benessere comune. Quanto spreco di energie...

 

De.V.






Fusion and con-fusion

23 11 2009

Segnalo un convegno internazionale sulle “dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali” organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Con l’evento si aprirà la mostra “Bellissimo Altrove”, a cura, tra gli altri, dell’artista di Ponticelli Giovanni Mangiacapra. Di seguito il comunicato stampa.

Eduardo

G. Mangiacapra

Il Centro d’Ateneo per l’erogazione dei Servizi Linguistici dell’ Università “Parthenope” di Napoli, il Dipartimento Giuridico Economico dell’ Impresa, il  Corso di Dottorato in Eurolinguaggi scientifici tecnologici e Letterari e la Caritas-Campania con il patrocinio della Regione Campania la collaborazione del Comune di Napoli  presentano il Convegno Internazionale Fusion and con-fusion: migrating cultures and the dynamics of exchange che avrà luogo, nei giorni 23 e 24 novembre nela sala Convegni di Villa Doria D’Angri, Via Petrarca, 80.

Il Convegno che ha per tema le dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali è parte  dell’incessante dibattito sull’ identità  intesa come  costruzione  dinamica,  e dialogica. Il dialogo interculturale tra la società del Paese ospitante e le diverse comunità di emigranti provenienti da altri Stati o dall’esterno dell’UE svolge un ruolo chiave nel rafforzare i valori di cittadinanza e la partecipazione alla solidarietà e alla coesione nelle nostre società e proprio Napoli è nella posizione di testimoniare gli aspetti positivi della migrazione, sia come paese di emigrazione che d’immigrazione.

Scopo del Convegno  è, dunque,  comprendere  la complessità  dell’ interazione tra  culture e l’ intricato processo di possibili incontri tra le stesse  nonostante i conflitti che segnano il nostro tempo.

Al Convegno, prederanno parte studiosi  di fama internazionale: docenti universitari, quali Francesco Marroni, Giovanni Dotoli, Xiu Gang, Zhang Jintong, Lei Lianshan e Jiang Yaming nonché esperti di  diversi settori scientifico-disciplnari (linguistica, letteratura, cultural studies, storia,  economia, giurisprudenza, antropologia, cinema, teatro, pittura, scultura, architettura, ingegneria, ambiente, cucina e moda ). Apriranno i lavori: il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Gennaro Ferrara, i presidi Claudio Quintano (Facoltà di Economia), Federico Alvino (Facoltà di Giurisprudenza), Alberto Carotenuto (Facoltà di Ingegneria), Raffaele Santamaria (Facoltà di Scienze e Tecnologie), Giuseppe Vito (Facoltà di Scienze Motorie), Lourdes Fernandez del Moral Dominguez (direttore del dipartimento Giuridico Economico e dell’Impresa). Presiederanno i numerosi interventi il Cardinale Crescenzo Sepe, Don Carmine Giudici (delegato regionale Caritas della Campania), Monsignor Pasquale Silvestri (direttore ufficio diocesano Migrantes di Napoli), Colomba La Ragione (docente di lingua e letteratura inglese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”), Carolina Diglio (docente di lingua e letteratura francese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Nell’ambito del convegno è prevista l’inaugurazione del vernissage internazionale BELLISSIMO ALTROVE.  La mostra, presentata dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e da Rosario Bianco,  é a cura di Gianfranco Erbani, Giovanni Mangiacapra, di Vincenzo Montella, e del Centro di arte cultura Il ramo d’oro. Tra gli artisti figurano Isabelle Lamaitre (Belgio), Biser Ivanov Panayotov (Bulgaria), Liu Yang, LiuWei, Wang Tiewei (Cina), Ute Illig (Germania); Hiroshi Matsumoto (Giappone), Setyo Mardiyantoro (Indonesia),  Guido Della Giovanna, Gianfranco Erbani, Laura Intrito, Giovanni Mangiacapra. Clara Menerella, Vincenzo Montella, Fulvio Moscaritolo (Italia), Jin Leng Yeoh,  (Malaysia) , Jeannette Unite (Sud Africa), Jason Bryant, Dejan Pejovic, Max Yawney (USA),  Orlando Campos, Ines De Veer , Arnoldo Diaz, Dudamel, Raul Penalver, Freddy Simona (Venezuela).

G. Mangiacapra

Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Centro d’Ateneo per l’erogazione dei servizi linguistici: 081-5475428





Si può morire a 15 anni?

11 11 2009

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Tragedia…disastro naturale?

Permettetemi di confutare subito queste due parole inadatte per la situazione occorsa ad Ischia l’altro ieri: in seguito a piogge (prevedibili in una stagione invernale e umida come quella napoletana) un pezzo di collina si è staccato dal resto ed è crollato nel mare di fango ed acqua per le strade della bella isola campana. Fiume di fango ed acqua che travolge una 15enne: Anna de Felice.

Parlare di tragedia e di disastro naturale è offensivo nei confronti della 15enne morta. E’ offensivo per una lunga serie di ragioni che spero di riassumere nel migliore di modi.

In primis, se si vuol parlare di tragedia è indubbiamente una tragedia annunciata: risalgono al 2004/05 le prime segnalazioni in merito alla struttura idrogeologica carente della zona interessata.

Segnalazioni non ascoltate come spesso capita, tralasciate dal classico modus operandi italiano “poi si vede” che continua a mietere vittime.

Una buona politica non cura, ma previene: la Campania troppo spesso presenta nel proprio elenco necrologico morti dovute a ragioni naturali che di naturale hanno ben poco.

Architettura selvaggia, insediamento di abitazioni in zone protette, abusivismo edilizio, sono solo alcuni dei fattori che contraddistinguono la nostra situazione dal punto di vista abitativo.

Ed oggi un’ennesima madre piange la propria figlia, ancora il pianto di un caro a bagnare la salma.

E’ la povera gente che oggi ci rimette: mai una volta che si ascolti al Tg che in seguito ad una disgrazia ci muore una persona di successo, di potere (forse solo in quel caso crederei in una giustizia “divina”). Perché le persone di “successo”, di potere non andranno mai ad abitare in un luogo del genere, ma penseranno bene di costruirlo e lasciarlo alla povera gente.

E’ la povera gente che muore a Sarno, che muore ad Ischia e spostando il baricentro in quel di Abruzzo e Messina.

Abituati al pensare che tutto ciò è normale, i nostri Tg comunicheranno sempre e immagino ancora più di frequente la prossima tragedia…la prossima volta in cui la Natura si ribellerà all’Uomo. Se la Natura oggi si ribella è solamente perché l’uomo troppo male le sta perpetuando.

Ma poi si vedrà…e la povera gente continuerà a morire, la politica continuerà a lavarsene le mani e i potenti continueranno a lucrarci sopra. Un meccanismo a cui oggi solo la Natura si ribella, peccato che a morire oggi è una quindicenne che di certo non ha dissestato lei il costone.

Za.R.