Drizza le orecchie…a Napoli Est rinasce l’impresa!

2 12 2009

Napoli in una luce nuova: nasce ad Est il Centro Servizi Incubatore. Per i quartieri di Barra, San Giovanni e Ponticelli spazi e servizi per imprese che sviluppano l’innovazione creativa.

Il CSI è uno strumento di sviluppo destinato ad imprese nascenti, già esistenti e alla comunità di Napoli Est.
Offre gratuitamente spazi e servizi:
• Sportello di orientamento imprenditoriale: presidio permanente per fornire informazioni sulle attività del CSI ed assistenza all’imprenditorialità
• Percorsi formativi: offerta di conoscenza e formazione per rispondere alla
domanda di nuove figure professionali e per rafforzare quelle esistenti
• Laboratorio tecnologico: spazio dotato di strumenti all’avanguardia a disposizione delle imprese
• Incubatore di Impresa: spazi di insediamento e servizi dedicati alle imprese che desiderano stabilirsi all’interno del CSI.
Le idee imprenditoriali possono beneficiare della preincubazione per la verifica di fattibilità.
Il CSI si rivolge a:
• I giovani pronti a scommettere su se stessi
• I potenziali imprenditori che intendono sviluppare la propria idea di impresa con l’innovazione creativa
• Gli imprenditori che desiderano affrontare nuove sfide o competere
con nuovi strumenti
• La comunità locale: enti pubblici, associazioni, operatori economici
• Chiunque abbia interesse ad investire su Napoli Est.

Il CSI è già work in progress a via Bernardino Martirano 17, 80146 Napoli.

Per maggiori info: http://www.incubatorenapoliest.it, http://www.comune.napoli.it, http://www.bic.cittadellascienza.it oppure all’indirizzo email: info@incubatorenapoliest.it.

Inoltre, il bando è scaricabile qui.

Za.R.





Rom vuol dire criminale

1 12 2009

Un articolo che non ha bisogno di presentazioni.

Parole choc dei giudici del tribunale dei Minori di Napoli che negano i domiciliari a una minorenne a causa della sua etnia

di Emiliano Fittipaldi

Se si appartiene all’etnia rom, non si può che delinquere. Lo scrivono, in sintesi, i giudici del tribunali dei minorenni di Napoli, con parole che sembrano, francamente, incredibili. La storia è quella della ragazzina rom di 15 anni, accusata di aver rapito una neonata a Ponticelli nel maggio del 2008. Un fatto di cronaca che scatenò la rabbia dei residenti e la devastazione dei campi del popolare quartiere napoletano.

La ragazzina, A.V., grazie alla testimonianza della madre della rapita, è stata condannata in primo grado e in appello a 3 anni e 8 mesi, e da un anno e mezzo è rinchiusa nel carcere minorile di Nisida. L’avvocato ha chiesto prima dell’estate gli arresti domiciliari, ma il tribunale, in sede di appello al riesame, ha bocciato la richiesta. Con una motivazione sconcertante, destinata a scatenare polemiche infinite.

«Le conclusioni indicate» dicono i giudici «sono sostanzialmente confermate dalla relazione depositata in atti dalla quale, a prescindere dalle cause, emerge che l’appellante è pienamente inserita negli schemi tipici della cultura rom. Ed è proprio l’essere assolutamente integrata in quegli schemi di vita che rende, in uno alla mancanza di concreti processi di analisi dei propri vissuti, concreto il pericolo di recidiva». In sostanza, la razza e l’etnia definiscono il comportamento delinquenziale della piccola. Un ipotesi abnorme, visto che stiamo parlando di giudici dello Stato che lo scrivono nero su bianco, e non di un comizio del più intransigente leghista da stadio. «Un precedente gravissimo» sostiene l’avvocato della bambina Cristian Valle, «che basa sulla razza l’ipotesi di condotte criminose. Non solo sulla possibilità di commettere reati, ma pure sulla tendenza a condotte recidive.

La vox populi con la quale si dice che i rom rubano i bambini, diventa certezza giuridica. E’ assurdo, indegno. Non ho mai visto una decisione così. In un clima da leggi di stampo razziale, anche i giudici si adeguano». In effetti, con la stessa logica, altri giudici potrebbero giustificare le loro decisioni descrivendo gli schemi tipici della cultura ebraica o islamica, e qualcun altro potrebbe spingersi a discettare – per chiunque vive in terre ad alta criminalità – che napoletani, calabresi o siciliani sono tendenzialmente delinquenti perchè inseriti negli «schemi culturali» di quelle zone. La decisione del tribunale e le parole della motivazione sono state prese collegialmente da quattro giudici, tra togati e onorari (un sociologo e uno psicologo): vuol dire che la maggioranza, almeno tre, erano d’accordo con il tono del rigetto.
I magistrati insistono: «Va inoltre sottolineato che, allo stato, unica misura adeguata alla tutela delle esigenze cautelari evidenziate appare quella applicata della custodia in Istituto penitenziario minorile. Sia il collocamento in comunità che la permanenza in casa risultano infatti misure inadeguate anche in considerazione della citata adesione agli schemi di vita Rom che per comune esperienza determinano nei loro aderenti il mancato rispetto delle regole».

Sono parole che sfiorano, dice Valle, la discriminazione razziale, e mettono in pericolo i diritti civili e umani della bambina condannata. «In modo sconcertante» spiega l’avvocato «si afferma l’opzione del carcere su base etnica e, attraverso la definizione di “comune esperienza”, i più biechi e vergognosi pregiudizi contro la minoranza rom vengono elevati al rango di categoria giuridica».

http://espresso.repubblica.it/





TerradiConfine presenta: Esposizione di Arte e Suggestioni Grafiche

1 12 2009

MERCOLEDI 2 DICEMBRE 2009,  dalle ore 20.00 alle ore 23.30, presso la sede de “La Casa di Alessandra” (via Gianturco 39, San Giorgio a Cremano, una traversa di via Pittore, negli immediati pressi di piazza Troisi) si terrà il prossimo evento targato TdC:

Volantino della mostra fotografica

Mostra fotografica in cui vari artisti napoletani esporranno le loro opere ed i loro progetti artistici. Il tema della serata sarà: le Suggestioni Grafiche. La mostra si terrà presso la sede dell’associazione “La Casa di Alessandra”(via gianturco 39, pressi di piazza Troisi, una traversa di via Pittore, San Giorgio a Cremano – http://www.lacasadialessandra.org/), ed è organizzata con il contributo dell’associazione “Terra di Confine” (http://www.facebook.com/group.php?gid=43744611479&ref=ts)

Gli artisti confermati :
Francesco Corbisiero (Suggestioni Grafiche)
Emiliano Vittoriosi (Fotografia)
Chiara Giandomenico (Fotografia)
Giuliano Laurenti (Video Proiezione)
Giovanni Scognamiglio (Fotografia)

L’evento su Facebook :  http://www.facebook.com/event.php?eid=206423720856&ref=mf





E si continua a sparare…

26 11 2009

Dopo appena 5 mesi dall’ultima sparatoria avvenuta nel cuore di Ponticelli, ecco che le strade municipali si macchiano nuovamente di sangue: ferito ieri mattina Salvatore Tarantino di 55 anni, reggente del clan Sarno.

L’agguato è avvenuto in via Cleopatra, con la solita tattica d’agguato che ormai contraddistingue le attività camorristiche: lui a piedi, loro sulla moto di turno. 9 colpi di pistola che hanno colpito la persona, le cui condizioni sono gravissime.

Ci sono due elementi che subito saltano all’attenzione: l’evento, forse perché avvenuto in una strada non centrale, e in virtù dell’operazione anticamorra che ha visto protagoniste le nostre forze armate nella notte, non ha ricevuto una particolare attenzione mediatica, salvo alcuni siti Internet e giornali. Secondo elemento inquietante, è che nuovamente di mattina, nuovamente in presenza di passanti, si continua a sparare nel nostro quartiere, così come nell’agguato di Maggio. D’altronde con la decadenza del Clan Sarno da alcune operazioni anti-Camorra, con il re morto, tutti i sudditi vorranno la corona.

Za.R.

Sputate al re, sputate al re, il re è nudo!





Fusion and con-fusion

23 11 2009

Segnalo un convegno internazionale sulle “dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali” organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Con l’evento si aprirà la mostra “Bellissimo Altrove”, a cura, tra gli altri, dell’artista di Ponticelli Giovanni Mangiacapra. Di seguito il comunicato stampa.

Eduardo

G. Mangiacapra

Il Centro d’Ateneo per l’erogazione dei Servizi Linguistici dell’ Università “Parthenope” di Napoli, il Dipartimento Giuridico Economico dell’ Impresa, il  Corso di Dottorato in Eurolinguaggi scientifici tecnologici e Letterari e la Caritas-Campania con il patrocinio della Regione Campania la collaborazione del Comune di Napoli  presentano il Convegno Internazionale Fusion and con-fusion: migrating cultures and the dynamics of exchange che avrà luogo, nei giorni 23 e 24 novembre nela sala Convegni di Villa Doria D’Angri, Via Petrarca, 80.

Il Convegno che ha per tema le dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali è parte  dell’incessante dibattito sull’ identità  intesa come  costruzione  dinamica,  e dialogica. Il dialogo interculturale tra la società del Paese ospitante e le diverse comunità di emigranti provenienti da altri Stati o dall’esterno dell’UE svolge un ruolo chiave nel rafforzare i valori di cittadinanza e la partecipazione alla solidarietà e alla coesione nelle nostre società e proprio Napoli è nella posizione di testimoniare gli aspetti positivi della migrazione, sia come paese di emigrazione che d’immigrazione.

Scopo del Convegno  è, dunque,  comprendere  la complessità  dell’ interazione tra  culture e l’ intricato processo di possibili incontri tra le stesse  nonostante i conflitti che segnano il nostro tempo.

Al Convegno, prederanno parte studiosi  di fama internazionale: docenti universitari, quali Francesco Marroni, Giovanni Dotoli, Xiu Gang, Zhang Jintong, Lei Lianshan e Jiang Yaming nonché esperti di  diversi settori scientifico-disciplnari (linguistica, letteratura, cultural studies, storia,  economia, giurisprudenza, antropologia, cinema, teatro, pittura, scultura, architettura, ingegneria, ambiente, cucina e moda ). Apriranno i lavori: il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Gennaro Ferrara, i presidi Claudio Quintano (Facoltà di Economia), Federico Alvino (Facoltà di Giurisprudenza), Alberto Carotenuto (Facoltà di Ingegneria), Raffaele Santamaria (Facoltà di Scienze e Tecnologie), Giuseppe Vito (Facoltà di Scienze Motorie), Lourdes Fernandez del Moral Dominguez (direttore del dipartimento Giuridico Economico e dell’Impresa). Presiederanno i numerosi interventi il Cardinale Crescenzo Sepe, Don Carmine Giudici (delegato regionale Caritas della Campania), Monsignor Pasquale Silvestri (direttore ufficio diocesano Migrantes di Napoli), Colomba La Ragione (docente di lingua e letteratura inglese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”), Carolina Diglio (docente di lingua e letteratura francese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Nell’ambito del convegno è prevista l’inaugurazione del vernissage internazionale BELLISSIMO ALTROVE.  La mostra, presentata dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e da Rosario Bianco,  é a cura di Gianfranco Erbani, Giovanni Mangiacapra, di Vincenzo Montella, e del Centro di arte cultura Il ramo d’oro. Tra gli artisti figurano Isabelle Lamaitre (Belgio), Biser Ivanov Panayotov (Bulgaria), Liu Yang, LiuWei, Wang Tiewei (Cina), Ute Illig (Germania); Hiroshi Matsumoto (Giappone), Setyo Mardiyantoro (Indonesia),  Guido Della Giovanna, Gianfranco Erbani, Laura Intrito, Giovanni Mangiacapra. Clara Menerella, Vincenzo Montella, Fulvio Moscaritolo (Italia), Jin Leng Yeoh,  (Malaysia) , Jeannette Unite (Sud Africa), Jason Bryant, Dejan Pejovic, Max Yawney (USA),  Orlando Campos, Ines De Veer , Arnoldo Diaz, Dudamel, Raul Penalver, Freddy Simona (Venezuela).

G. Mangiacapra

Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Centro d’Ateneo per l’erogazione dei servizi linguistici: 081-5475428





A.A.A. POLITICHE GIOVANILI CERCASI

5 11 2009

Fronte biblioteca Deledda

Nel ridente quartiere di Ponticelli, indubbiamente è difficile trovare un luogo che esprima un valore culturale decente di nomea. Ma se c’è un posto frequentato da studenti di scuole medie superiori e studenti universitari è certamente la Biblioteca comunale “Grazia Deledda”.

Una biblioteca frequentata da quelli che dovrebbero essere (con i dovuti scongiuri) i futuri professionisti del quartiere, e che allo stato attuale presenta uno stato di degrado degno dei peggiori istituti scolastici vandalizzati del Napoletano.

Il problema è che la biblioteca a differenza degli istituti suddetti non è un luogo vandalizzato anzi, è un luogo frequentato da giovani che hanno a cuore lo stato della biblioteca e fanno il minimo civile per mantenerla in uno stato decente. Sono giovani che trascorrono lì intere giornate a studiare trascorrendo momenti di conversazione dal Fantacalcio allo stato attuale della politica italiana, tra panini, bibite e quell’esame fatidico da superare.

Lo stato in cui verte oggi la Biblioteca Deledda è increscioso. Perdite di acqua scorrono per i muri, buona parte del complesso è dichiarata inagibile e gli studenti che la frequentano sono costretti a studiare in corridoi senza alcun tipo di servizio offerto da un bene pubblico. Per non parlare dell’impossibilita di svolgere alcun tipo di ricerca su Internet dato che la biblioteca non offre alcun tipo di servizio al riguardo nell’era della tecnologia informatica.

Ma ciò nonostante gli studenti ci sono, ci vanno, ci passano le giornate.

A maggior ragione è inaccettabile lo stato in cui verte, non sto scrivendo di un edificio abbandonato bensì di un luogo di aggregazione giovanile, di confronto culturale nel cuore del quartiere di Ponticelli.

Filoni passati a studiare la materia del giorno dopo, esami superati dopo mesi di studio, organizzare i sabato sera con gli amici di biblioteca, ecco cosa significa vivere la biblioteca.

Ed è accettabile in virtù dell’utilizzo di un pubblico servizio che sia ridotta così?

Da qualche mese il Comune di Napoli sta attivando un servizio prima gratuito (che molto probabilmente diventerà a pagamento) affinché gli studenti si affezionino al leggere, allo stare in un luogo come la biblioteca.

Ponticelli dimostra forse rispetto ad altre parti di Napoli, un buon utilizzo della biblioteca nonostante lo stato increscioso. Non dovrebbe chi di competenza soddisfare questa richiesta di cultura?

La domanda richiederà sicuramente una risposta complessa, ma non credo sia così difficile ristrutturare un complesso come quello della Biblioteca, non stiamo parlando dei Bipiani (altro problema tutto ponticellese) la cui ristrutturazione richiederebbe un difficile processo politico e tecnico, indi significa che i nostri soldi spesi sono non investiti correttamente.

La Biblioteca Deledda rappresenta solo un ennesimo esempio di incompetenza amministrativa. Ma noi (credo siano in tanti a pensarla come me) continueremo a rompervi i coglioni!

Za. R.





Politica ponticellese. Atto I

13 10 2009

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Parto dal seguente dato per estrapolare un minimo di riflessione sull’attuale stato della politica ponticellese:  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=61361&sez=ELEZIONI&ssez=PROVINCIALI

Parto da questo dato per descrivervi l’assoluta inesistenza dei partiti maggioritari e non solo nella politica territoriale del quartiere di Ponticelli.

Pongo ora una domanda ai lettori affezionati di questo blog: mi dite voi quand’è che avete visto l’ultima volta un manifesto per le strade del quartiere riguardante un tema o un iniziativa di politica territoriale?

Parlo del misero manifesto che per processi storici è il minimo atto di conoscenza di una posizione di un partito in merito ad un tema.

La mia memoria, mi presenta l’ultimo in ordine temporale, riferito al Pd che in virtù di una posizione maggioritaria nel quartiere, dimostra la propria solidarietà ai dipendenti della  villa Betania. E qui vengo a porvi nuovamente una questione: la diatriba sulla chiusura della villa Betania, è in merito ad un mancato pagamento ed accordo della Regione Campania, alla azienda ospedaliera Villa Betania, la Regione Campania suddetta è ancora in mano al centro sinistra, mi sorge quindi spontanea una domanda, come direbbe il buon Lubrano: Pd Campania, Pd Ponticelli, non è un po’ misera una semplice lettera al Presidente Bassolino? Non sarebbe il caso che i nostri politici locali contattino i dirigenti regionali se hanno realmente a cuore il destino di lavoratori di un azienda tutta ponticellese? Spero per loro che effettivamente sia solo un atto pubblico il manifesto, accompagnato ad un effettivo contatto della dirigenza regionale del partito.

Ora passiamo all’altra sponda del Po. Al Partito delle Libertà, di cui credo non aver mai visto un iniziativa pubblica in Ponticelli salvo forse qualche iniziativa dei “tempi belli” di AN, eppure la bravura di questo partito fantasma in quel di Botteghelle e Lotto O è di riuscire a raggiungere addirittura un maggioranza elettorale. E mi sovvengono troppi dubbi,  che sottoporrò all’attenzione elettorale nei prossimi numeri dedicati appositamente a questo partito nell’azione territoriale, per ora così come per il Pd mi limito all’attualità. I politici locali del PdL  a cosa si dedicheranno in questo autunno?

Ed ora veniamo alla sinistra estrema. Che desolazione passare al dì fuori delle sezioni di Rifondazione e Comunisti Italiani e vedere ormai sezioni spesso chiuse o popolate dagli anziani giocatori di carte, frutto questo indubbiamente di un ridimensionamento dei partiti stessi nelle ultime elezioni, ma possibile mai che si sia già spento il fuoco proletario in un quartiere popolare come quello di Ponticelli?

Possibile mai che le sedi territoriali partitiche si siano ridotte semplicemente a circoli di carte? Possibile mai che l’invettiva di politici rappresentanti di anche 5000 voti in un quartiere si sia spenta finita la campagna elettorale e siano capaci di cavalcare solo l’onda di fuochi popolari oggi per la villa Betania, a suo tempo per i Rom? Il dubbio è che la politica ponticellese di oggi si sia ridotta solo ad una corsa alla poltrona e fa rimpiangere non poco tempi che oggi sembrano lontani, in cui Ponticelli era viva politicamente…

Roberto Zabberoni