NUOVO SITO dell’ Associazione TerradiConfine

1 05 2010

Care amiche e cari amici sconfinati,

TerradiConfine si espande!!! Ora dal semplice spazio blog, siamo passati ad un dominio su cui caricheremo oltre che articoli, anche video e foto e tanto altro ancora!!! Un vero e proprio sito insomma. Continuate a seguirci su www.terradiconfine.napoli.it!!! Aggiungete il link ai vostri preferiti. L’attività di questo blog è on line ora sul nuovo sito!!!

Stay sconfined…

Roberto Zabberoni

Ass. TerradiConfine

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Scusateci il ritardo

24 02 2010

Lo sappiamo che vi siete sentiti persi, che vi siete domandati: ma che fine hanno fatto i ciòvani di TerradiConfine?

Ed eccoci di nuovo qua, dopo aver creato l’unico Flash Mob nella Zona Est di Napoli ed aver ultimato il cineforum sul Precariato con l’Officina della Sinistra a Barra nel mese di Dicembre, ci siamo fermati un’attimo a Gennaio (pur collaborando per la realizzazione del Carnevale Sociale) ed abbiamo ripreso fiato dopo due anni pieni di attività e di fermento per riflettere e ragionare sul futuro nostro e della nostra collettività.

Abbiamo stilato un programma biennale di attività che partirà sabato 27 Febbraio per fermarsi nel Dicembre 2011. Scusateci il ritardo ma abbiamo lavorato per voi.

A giorni presenteremo il nostro nuovo sito Internet che manterrà la pagina del blog con cui continueremo ad informare i nostri lettori delle attività sconfinate e di cosa succede a Ponticelli e non solo.

Da Sabato partirà la campagna di Tesseramento 2010, con la presentazione di due tessere: quella di socio sostenitore, tessera annuale con cui potrete sostenere le attività dell’associazione senza il dovere di un impegno assiduo (al modico prezzo di 5 €) e la tessera di socio ordinario, tessera sempre annuale con cui sosterete non solo economicamente TerradiConfine (al ancora più modico prezzo di 10€) ma anche con il vostro impegno e il vostro sudore.

E a proposito di sudore, veniamo a Sabato 27 Febbraio, inaugurazione del nostro anno sociale con ben 2 attività complementari tra loro: ci occuperemo del Centro Polifunzionale “i 3 Campetti” (in attesa di nome ufficiale dello stesso) sito in via Ulisse Prota Giurleo, nelle vicinanze della Piscina Canottieri. Un centro vissuto dai ragazzi del quartiere, ma abbandonato dalle istituzioni locali e cittadine, degno di essere vissuto semplicemente per il lavoro dei guardiani che seppur non retribuiti lo mantengono in condizioni decenti.

Ed ecco le nostre attività:

La prima di riqualificazione della struttura, in collaborazione con il Comitato No Inceneritore, prevederà una pulizia dello spazio antistante i 3 Campetti, con il piantare di fiori e dell’abbellimento dell’ingresso con un murales fatto dai giovani writers di Ponticelli e non solo. Musica, writing, e riqualificazione dal basso per dire STOP AL DEGRADO.

La seconda di stampo ludico e aggregativo, con l’organizzazione dei GIOCHI SENZA CONFINE 2, un pomeriggio di Sport con il Torneo di Calcio, di Tennis e con animazione per bambini all’interno della struttura stessa.

Per maggiori informazioni: contattateci all’indirizzo email: terradiconfine@live.it o su Facebook Terra di Confine.

Un grande inizio per un anno sconfinato!!!

PS. Se volete darci un’idea per il nuovo sito internet: quì c’è l’anteprima www.terradiconfine.napoli.it. Consigli e suggerimenti sono ben accetti!!!

Roberto





Saluto sconfinato

22 12 2009

Avrei potuto scrivere un’email intima da riportare solo ai miei amici, soci sconfinati.

Avrei potuto ma non ho voluto, perché vorrei che attraverso questo blog le persone sappiano, con quello che vi verrò a scrivere, ciò che realmente è l’associazione TerradiConfine. E caso mai non credeste a quello che vi scrivo, le nostre riunioni sono sempre aperte a chiunque voglia riscontrare la realtà dei fatti.

E’ necessaria però, per i non addetti ai lavori, una premessa: oggi, dopo due anni di mandato, concludo la straordinaria esperienza di Presidente di TerradiConfine. Un esperienza che in primis, ha formato ancora di più la mia persona; e per quanto possa aver dato personalmente alla causa associativa nel rispettare l’importanza dell’incarico assegnatomi, posso scrivere che ogni momento vissuto con gli amici di TerradiConfine mi ha dato il doppio in termini di felicità, crescita e cultura.

Ed è in virtù di ciò, che oggi mi permetto di fare quello che non mai ho fatto in due anni, attraverso questo blog scrivendo un saluto personale rendendolo pubblico.

Lo faccio perché è giusto dare delle gratificazioni a dei ragazzi, a dei giovani che volontariamente e per puro spirito civico hanno deciso di partecipare attraverso la nostra associazione attivamente alla vita sociale, politica e culturale del quartiere di Ponticelli e della periferia Est di Napoli.

TerradiConfine è una conseguenza non prevista di una sordità acuta delle Istituzioni e della società in generale rispetto a quelle che sono le istanze giovanili. Abbiamo creato TerradiConfine per dire la nostra, senza steccati e pregiudizi, supportati esclusivamente dalle nostre forze.

A questi giovani, dico Grazie, ma non in quanto Presidente, ma in quanto cittadino di Ponticelli per essere così e far vivere TdC (abbr. di TerradiConfine) con le loro idee, le loro energie, le loro motivazioni.

Un’ associazione che in questi due anni ha vissuto solo dell’autofinanziamento di studenti universitari e liceali, senza aiuti dall’ “alto” di alcun tipo.

Ci siamo dichiarati apartitici, e abbiamo ricevuto avances di ogni tipo dalla schifosa classe politica attuale di Ponticelli, ci siamo protetti, autodifesi a guscio di tartaruga: non avremo mai perso la nostra dignità, la nostra libertà per ridurci a fare gli attacchinatori di manifesti elettorali (al momento, unica attività giovanile partitica nel nostro quartiere).

Ci hanno detto con l’unico fine di calunniarci che siamo comunisti, ma i comunisti vanno in Chiesa a fare un progetto con la Caritas? Ci hanno detto che siamo democratici (piddini) per aver qualcuno tra i soci tesserato al Pd, ma non abbiamo mai collaborato con il Pd in quanto associazione ed insieme ai democratici in associazione ci sono anche gli apartitici, i comunisti, i democristiani: perché quest’ultimi non vengono considerati dalle superficiali analisi politologiche dei nostri calunniatori? Ci hanno detto che siamo cattolici, ma i cattolici vanno come gruppo di supporto al Gay Pride? Ci hanno detto che siamo il rumore, quando siamo tante voci che confluiscono in un’unica armonia.

Che cosa siamo? SCONFINATI!

Ogni nostra decisione e iniziativa è stata frutto di un confronto tra anime, storie e giovani differenti tra loro che sono riusciti a trovare un punto d’incontro. Siamo riusciti a trovare quello che questa società non riesce a fare: far frutto delle proprie idee personali e metterle al servizio di un progetto comune attraverso un reciproco confronto.

E questo oggi fa paura. La loro paura è la nostra soddisfazione, il nostro orgoglio che oggi ci fa essere l’associazione giovanile con il maggior numero di iniziative nell’ultimo biennio qui a Ponticelli.

E continueremo ad andare avanti, solo con le nostre forze per realizzare le nostre idee sconfinate: abbiamo già pronto per voi, il programma per il prossimo biennio, intrinseco di un’essenza giovanile, la stessa che ispira quelli che vengono considerati gli anni più belli della nostra vita.

Abbiamo tanto da dire, da fare e lo faremo sempre a modo nostro, nel nostro pazzo modo tutto sconfinato. Ma è fondamentale per noi trovare nel nostro cammino, sempre più persone, sempre più idee che ci fanno migliorare, crescere per non restare circondati da paura, nichilismo e omertà.  Se abbiamo un difetto: è quello di volerci circondare di persone per bene.

Non lasciateci soli, dico a questa società, siamo noi il futuro di Ponticelli, di Napoli, di quest’Italia. Lo dico come Presidente di giovani con le palle. Chi descrive una gioventù senza sogni o ideali, dovrebbe trascorrere un giorno con i giovani di TdC.

Io di giorni con questi giovani ne ho trascorsi tanti ed a loro che va il mio saluto conclusivo: è stato per me un onore essere il vostro Presidente per due anni e citando una canzone che ho sempre amato “Rimpianti, ne ho avuti qualcuno. Ma ancora, troppo pochi per citarli. Ho fatto quello che dovevo fare, ho visto tutto senza risparmiarmi nulla. Ho programmato ogni percorso, ogni passo attento lungo la strada, ma più, molto più di questo, l’ho fatto alla mia maniera.”

Concludo la lettera augurando a tutti di trascorrere felici Feste e con un più personale e intimo messaggio ai miei amici e alle mie amiche: Vi voglio bene sconfinati!

Per l’ultima volta

Il Presidente

Roberto Zabberoni





TdC & Officina della Sinistra all’insegna dei film!!!

5 12 2009

Nuovo ciclo di film targato Terra di Confine!

La tematica sarà il precariato. Questa volta ci riuniremo la domenica sera, alle 20.45, e saremo ospitati come al solito nella sede di Officina della Sinistra, a Barra (corso Sirena 63 – palazzo Bisignano).

Un tema quello del precariato, particolarmente sentito dalla gioventù italiana, che trova con difficoltà il posto fisso. Proveremo ad analizzare insieme il perché in Italia il precariato è un problema, mentre in altri paesi europei è la soluzione alla disoccupazione. Un tema quello del precariato e della lotta sindacale che in questi giorni vede coinvolta anche la periferia est di Napoli in prima persona tra Ansaldo e crisi economica.

Ricordiamo che i film sono completamente gratuiti.

Il film della prima serata sarà “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì :

Nel bel mezzo di una corale apertura onirica a suon di Beach Boys, la voce narrante di Laura Morante ci introduce cautamente nella favola nera di Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma neolaureata con lode, abbraccio accademico e pubblicazione della tesi in filosofia teoretica.

Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere “scelta” come baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia (interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio questa “Marilyn di borgata” a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell’acqua apparentemente miracoloso.

Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e “precariamente occupati” italiani: in una periferia romana spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per “iniziare bene la giornata”) per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello. Un mondo plasticamente sorridente e spaventato, in cui vittime (giovani precari pieni di speranze come il fragile Lucio 2 di Elio Germano) e carnefici (Ghini e Ferilli, di nuovo insieme diretti da Virzì dopo La bella vita) sono accomunati da una stessa ansia per il futuro che si tramuta in folle disperazione. Non c’è scampo per nessuno all’interno di queste logiche di sfruttamento, e a poco servirà il tentativo dell’onesto ma evanescente sindacalista Giorgio Conforti (Valerio Mastandrea) di cambiare idealisticamente un mondo che difficilmente può essere cambiato.

Prendendo spunto dal libro della blogger sarda Michela Murgia, “Il mondo deve sapere”, Virzì esplora con gli occhi di Marta, attraverso il viso curioso della fresca Isabella Ragonese (per adesso solo una piccola parte in Nuovomondo), l’inferno di questo precariato con tutta la vita davanti; e lo fa con lo spirito comico e amaro che da sempre lo contraddistingue. Accentuando stavolta i toni tragicomici e grotteschi da commedia nera, il regista toscano dà vita a un’opera corale, matura e agghiacciante, che rivisita (attualizzandola) la miglior tradizione della commedia amara alla Monicelli, costruendo – grazie anche all’apporto del fido sceneggiatore Francesco Bruni – personaggi complessi e sfaccettati, teneri e feroci, comici e tragici a un tempo, ma tutti disperatamente umani e autentici. Con la stessa umiltà e onestà intellettuale di Marta, Virzì si muove tra le spaventose dinamiche del mondo moderno senza mai cadere nel facile giudizio, nel pietismo o – vista l’attualità del tema – nella trappola del film a tesi, mantenendo sempre in primo piano il suo amore per gli ultimi e una compassione per le sue creature disperate e perfide, figlie di una società malata, ma forse non ancora in fase terminale. E se Marta può ancora sognare un mondo migliore per sé e per la bambina cui fa da baby-sitter, un mondo che balla spensierato ascoltando i Beach Boys e si affeziona a una voce telefonica, tutto attorno resta un ritratto allarmante dell’Italia di oggi, che Virzì svela sapientemente sotto una patina di sinistra comicità. Un’Italia dolce e amara quella di Tutta la vita davanti, che commuove e angoscia lasciandoci con un groppo in gola, come quell’ovosodo che non andava né su né giù.

[fonte : MyMovies.it]

Se un film ha successo, è un affare; se non ha successo, è arte. (Carlo Ponti)

ZA.R.





Ritornano i cineforum TdC!!!

13 11 2009

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Questa sera ritornano i cineforum culturali targati TdC ! Questa volta saremo ospitati nella sede di Officina della Sinistra ( http://www.facebook.com/group.php?gid=39630902820 ), a Barra ( corso Sirena 63 – palazzo Bisignano). L’inizio del film “An inconvenient truth” è previsto per le ore 20.30.

La tematica questa volta sarà l’ambiente, ed il cineforum sarà strutturato come al solito da presentazione, visione del film e di seguito una discussione tra gli interessati. Il cineforum si compone di 4 o 5 serate ( in programmazione già sono presenti “Home”, “E venne il giorno”, “Il Pianeta Verde” ).

Il cineforum è completamente gratuito.

Ringraziamo ancora una volta Officina della sinistra per la collaborazione.

Una scomoda verità – An inconvenient truth

Il Pianeta sta andando verso la distruzione, e i responsabili siamo noi. I dati e i segnali parlano chiaro. Grosso modo dalla seconda metà del secolo scorso la popolazione mondiale è quasi triplicata, e la conseguente massiccia emissione di anidride carbonica (dovuta soprattutto all’utilizzo degli idrocarburi) ha inspessito l’atmosfera, che in tal modo trattiene maggiormente i raggi infrarossi solari e si surriscalda. E’ “l’effetto serra”, con tutti i disastri che ne conseguono, in un concatenamento accelerato. A evidenziare questo fenomeno sono due aree cosiddette “sentinella”: i due poli (se la temperatura all’Equatore cresce di 1 grado, qui di 12), le cui calotte di ghiaccio hanno la fondamentale funzione di specchio per il 90% delle radiazioni provenienti dal sole, ma negli ultimi 40 anni hanno perso il 40% dello spessore. Insieme all’Europa, i principali colpevoli sono gli Stati Uniti. Il problema è che l’American Petroleum Institute ha avuto dall’amministrazione l’incarico di occuparsi delle politiche ambientali. Non potendo però lavorare contro sè stessi, sono proprio i colossi dell’oro nero e dell’automobile a sostenere “il dubbio come prodotto da vendere” all’opinione pubblica per screditare risultati scientifici allarmanti.

 

L’ex candidato alla presidenza USA Al Gore, sconfitto alle dubbie elezioni del 2000, a seguito di dolorose vicende private decise di impegnarsi nella salvaguardia dell’ambiente. Cominciò così a girare il mondo per tenere conferenze, delle quali il film di Davis Guggenheim (regista di serie TV come E.R.) costituisce un’elaborazione. Utilizzare un testimonial onnipresente, nell’era della personalizzazione della politica che associa un’idea o un valore a un volto noto, rischia di essere controproducente rispetto alla partecipazione diretta. E oscura anche un lavoro di squadra. Ma, supportato da grafici, animazione, immagini di repertorio, il documentario si chiude esortando agli accorgimenti che ognuno può seguire nel proprio quotidiano per contribuire a salvarci.

Za.R.





A.A.A. POLITICHE GIOVANILI CERCASI

5 11 2009

Fronte biblioteca Deledda

Nel ridente quartiere di Ponticelli, indubbiamente è difficile trovare un luogo che esprima un valore culturale decente di nomea. Ma se c’è un posto frequentato da studenti di scuole medie superiori e studenti universitari è certamente la Biblioteca comunale “Grazia Deledda”.

Una biblioteca frequentata da quelli che dovrebbero essere (con i dovuti scongiuri) i futuri professionisti del quartiere, e che allo stato attuale presenta uno stato di degrado degno dei peggiori istituti scolastici vandalizzati del Napoletano.

Il problema è che la biblioteca a differenza degli istituti suddetti non è un luogo vandalizzato anzi, è un luogo frequentato da giovani che hanno a cuore lo stato della biblioteca e fanno il minimo civile per mantenerla in uno stato decente. Sono giovani che trascorrono lì intere giornate a studiare trascorrendo momenti di conversazione dal Fantacalcio allo stato attuale della politica italiana, tra panini, bibite e quell’esame fatidico da superare.

Lo stato in cui verte oggi la Biblioteca Deledda è increscioso. Perdite di acqua scorrono per i muri, buona parte del complesso è dichiarata inagibile e gli studenti che la frequentano sono costretti a studiare in corridoi senza alcun tipo di servizio offerto da un bene pubblico. Per non parlare dell’impossibilita di svolgere alcun tipo di ricerca su Internet dato che la biblioteca non offre alcun tipo di servizio al riguardo nell’era della tecnologia informatica.

Ma ciò nonostante gli studenti ci sono, ci vanno, ci passano le giornate.

A maggior ragione è inaccettabile lo stato in cui verte, non sto scrivendo di un edificio abbandonato bensì di un luogo di aggregazione giovanile, di confronto culturale nel cuore del quartiere di Ponticelli.

Filoni passati a studiare la materia del giorno dopo, esami superati dopo mesi di studio, organizzare i sabato sera con gli amici di biblioteca, ecco cosa significa vivere la biblioteca.

Ed è accettabile in virtù dell’utilizzo di un pubblico servizio che sia ridotta così?

Da qualche mese il Comune di Napoli sta attivando un servizio prima gratuito (che molto probabilmente diventerà a pagamento) affinché gli studenti si affezionino al leggere, allo stare in un luogo come la biblioteca.

Ponticelli dimostra forse rispetto ad altre parti di Napoli, un buon utilizzo della biblioteca nonostante lo stato increscioso. Non dovrebbe chi di competenza soddisfare questa richiesta di cultura?

La domanda richiederà sicuramente una risposta complessa, ma non credo sia così difficile ristrutturare un complesso come quello della Biblioteca, non stiamo parlando dei Bipiani (altro problema tutto ponticellese) la cui ristrutturazione richiederebbe un difficile processo politico e tecnico, indi significa che i nostri soldi spesi sono non investiti correttamente.

La Biblioteca Deledda rappresenta solo un ennesimo esempio di incompetenza amministrativa. Ma noi (credo siano in tanti a pensarla come me) continueremo a rompervi i coglioni!

Za. R.





Bambini nel mondo tutti insieme contenti 2009

26 07 2009

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Non poteva trovarsi titolo migliore per il campo estivo “Bambini nel mondo tutti insieme contenti 2009”. Questa l’idea che tutti realizzavano alla “Festa dell’Arrivederci”, tenutasi venerdì 24 luglio alle 16.00 presso l’Istituto Opera del Fanciullo a Capodimonte. L’evento ha chiuso la seconda edizione del progetto curato dalla Fondazione Banco di Napoli Assistenza e Infanzia e dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Campania. Sessanta i bambini coinvolti nell’iniziativa: 30 bambini rom appartenenti ai campi (vecchi e nuovi) di Secondigliano e Scampia, 20 provenienti da Senegal, Nuova Guinea, Sri Lanka, Palestina, Macedonia e 10 bambini semplicemente italiani, di Miano e Piscinola. Tutti di età compresa tra i 7 e i 12 anni, figli di immigrati regolari e tutti realmente contenti. Il campo estivo è stato attivo dal 26 giugno al 27 luglio ed è stato condotto da una squadra di otto operatori, tra cui uno psicologo infantile e una mediatrice interculturale per la Fondazione Banco di Napoli, il premio “Donna per la Pace 2003” e “Campania per la Pace e i Diritti umani 2005” Souzan Fatayer. La quale non nasconde la propria soddisfazione, così come Fernanda Spena, direttrice dell’Istituto Porta Bellaria, che ha ospitato, immerso nel verde, le attività ludiche, pedagogiche e ricreative dei bambini. Alla scuola sono state alternate gite e giornate in piscina per far fronte al calore invadente di questo periodo. Souzan Fatayer spiega che i piccoli partecipanti al campo sono stati selezionati su indicazione delle scuole e dei vari capi-comunità cui le rispettive famiglie fanno riferimento.

Hanno presenziato alla festa la rappresentante della Fondazione Banco di Napoli Rosalba Cerqua e l’assessore alle Politiche Sociali Alfonsina De Felice che ha spiegato: «Questo progetto è nato l’anno scorso, dopo la morte di Violetta e Cristina, le due bambine rom annegate nell’indifferenza generale a Torregaveta (guarda qui). Allora l’idea era quella di permettere una vacanza e un servizio concreto alle famiglie in difficoltà. Ma i bambini erano 30, provenienti dai campi rom, e sentivamo che mancava qualcosa. Grazie all’esperienza passata, quest’anno siamo cresciuti con bambini di diverse nazionalità: c’è stata l’integrazione». Concentra l’attenzione sul lavoro dei volontari, che hanno reso possibile tutto questo, e ribadisce la validità di un impegno semplice dagli immediati riscontri sociali. «Nessuno basta a sé stesso, tutti hanno bisogno di tutti». Dopodichè accetta il dono di alcune bambine, uno scialle realizzato dal laboratorio di sartoria con materiale riciclato per l’originale linea di moda “Scuci e ricuci”. «Per valorizzare ciò che è povero e creare dei capi orientati all’artigianato professionale», spiega la direttrice Spena.

Mentre i figli si sono esibiti in uno spettacolo di balli etnici e break-dance, le mamme hanno offerto un buffet a base di pietanze tipiche dei paesi di provenienza. Di fronte alle tavolate esterne si intravedeva la grande piscina allestita nel cortile della scuola e gli spazi dedicati ai bambini.
Infine l’assessore De Felice ha assicurato che la prossima estate si avrà una terza edizione del campo – la speranza è che le elezioni regionali non compromettano la promessa – ed ha ringraziato gli operatori. È il momento dei saluti e, come in ogni arrivederci che si rispetti, c’è anche spazio per la commozione.

Eduardo Di Pietro

Le foto del campo estivo:

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Foto di Martin Errichiello

Le foto della “Festa dell’Arrivederci”:

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Foto di Marco Crisci