TdC & Officina della Sinistra all’insegna dei film!!!

5 12 2009

Nuovo ciclo di film targato Terra di Confine!

La tematica sarà il precariato. Questa volta ci riuniremo la domenica sera, alle 20.45, e saremo ospitati come al solito nella sede di Officina della Sinistra, a Barra (corso Sirena 63 – palazzo Bisignano).

Un tema quello del precariato, particolarmente sentito dalla gioventù italiana, che trova con difficoltà il posto fisso. Proveremo ad analizzare insieme il perché in Italia il precariato è un problema, mentre in altri paesi europei è la soluzione alla disoccupazione. Un tema quello del precariato e della lotta sindacale che in questi giorni vede coinvolta anche la periferia est di Napoli in prima persona tra Ansaldo e crisi economica.

Ricordiamo che i film sono completamente gratuiti.

Il film della prima serata sarà “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì :

Nel bel mezzo di una corale apertura onirica a suon di Beach Boys, la voce narrante di Laura Morante ci introduce cautamente nella favola nera di Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma neolaureata con lode, abbraccio accademico e pubblicazione della tesi in filosofia teoretica.

Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere “scelta” come baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia (interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio questa “Marilyn di borgata” a introdurla nel call center della Multiple, azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione dell’acqua apparentemente miracoloso.

Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti giovani, carini e “precariamente occupati” italiani: in una periferia romana spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per “iniziare bene la giornata”) per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello. Un mondo plasticamente sorridente e spaventato, in cui vittime (giovani precari pieni di speranze come il fragile Lucio 2 di Elio Germano) e carnefici (Ghini e Ferilli, di nuovo insieme diretti da Virzì dopo La bella vita) sono accomunati da una stessa ansia per il futuro che si tramuta in folle disperazione. Non c’è scampo per nessuno all’interno di queste logiche di sfruttamento, e a poco servirà il tentativo dell’onesto ma evanescente sindacalista Giorgio Conforti (Valerio Mastandrea) di cambiare idealisticamente un mondo che difficilmente può essere cambiato.

Prendendo spunto dal libro della blogger sarda Michela Murgia, “Il mondo deve sapere”, Virzì esplora con gli occhi di Marta, attraverso il viso curioso della fresca Isabella Ragonese (per adesso solo una piccola parte in Nuovomondo), l’inferno di questo precariato con tutta la vita davanti; e lo fa con lo spirito comico e amaro che da sempre lo contraddistingue. Accentuando stavolta i toni tragicomici e grotteschi da commedia nera, il regista toscano dà vita a un’opera corale, matura e agghiacciante, che rivisita (attualizzandola) la miglior tradizione della commedia amara alla Monicelli, costruendo – grazie anche all’apporto del fido sceneggiatore Francesco Bruni – personaggi complessi e sfaccettati, teneri e feroci, comici e tragici a un tempo, ma tutti disperatamente umani e autentici. Con la stessa umiltà e onestà intellettuale di Marta, Virzì si muove tra le spaventose dinamiche del mondo moderno senza mai cadere nel facile giudizio, nel pietismo o – vista l’attualità del tema – nella trappola del film a tesi, mantenendo sempre in primo piano il suo amore per gli ultimi e una compassione per le sue creature disperate e perfide, figlie di una società malata, ma forse non ancora in fase terminale. E se Marta può ancora sognare un mondo migliore per sé e per la bambina cui fa da baby-sitter, un mondo che balla spensierato ascoltando i Beach Boys e si affeziona a una voce telefonica, tutto attorno resta un ritratto allarmante dell’Italia di oggi, che Virzì svela sapientemente sotto una patina di sinistra comicità. Un’Italia dolce e amara quella di Tutta la vita davanti, che commuove e angoscia lasciandoci con un groppo in gola, come quell’ovosodo che non andava né su né giù.

[fonte : MyMovies.it]

Se un film ha successo, è un affare; se non ha successo, è arte. (Carlo Ponti)

ZA.R.

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Ritornano i cineforum TdC!!!

13 11 2009

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Questa sera ritornano i cineforum culturali targati TdC ! Questa volta saremo ospitati nella sede di Officina della Sinistra ( http://www.facebook.com/group.php?gid=39630902820 ), a Barra ( corso Sirena 63 – palazzo Bisignano). L’inizio del film “An inconvenient truth” è previsto per le ore 20.30.

La tematica questa volta sarà l’ambiente, ed il cineforum sarà strutturato come al solito da presentazione, visione del film e di seguito una discussione tra gli interessati. Il cineforum si compone di 4 o 5 serate ( in programmazione già sono presenti “Home”, “E venne il giorno”, “Il Pianeta Verde” ).

Il cineforum è completamente gratuito.

Ringraziamo ancora una volta Officina della sinistra per la collaborazione.

Una scomoda verità – An inconvenient truth

Il Pianeta sta andando verso la distruzione, e i responsabili siamo noi. I dati e i segnali parlano chiaro. Grosso modo dalla seconda metà del secolo scorso la popolazione mondiale è quasi triplicata, e la conseguente massiccia emissione di anidride carbonica (dovuta soprattutto all’utilizzo degli idrocarburi) ha inspessito l’atmosfera, che in tal modo trattiene maggiormente i raggi infrarossi solari e si surriscalda. E’ “l’effetto serra”, con tutti i disastri che ne conseguono, in un concatenamento accelerato. A evidenziare questo fenomeno sono due aree cosiddette “sentinella”: i due poli (se la temperatura all’Equatore cresce di 1 grado, qui di 12), le cui calotte di ghiaccio hanno la fondamentale funzione di specchio per il 90% delle radiazioni provenienti dal sole, ma negli ultimi 40 anni hanno perso il 40% dello spessore. Insieme all’Europa, i principali colpevoli sono gli Stati Uniti. Il problema è che l’American Petroleum Institute ha avuto dall’amministrazione l’incarico di occuparsi delle politiche ambientali. Non potendo però lavorare contro sè stessi, sono proprio i colossi dell’oro nero e dell’automobile a sostenere “il dubbio come prodotto da vendere” all’opinione pubblica per screditare risultati scientifici allarmanti.

 

L’ex candidato alla presidenza USA Al Gore, sconfitto alle dubbie elezioni del 2000, a seguito di dolorose vicende private decise di impegnarsi nella salvaguardia dell’ambiente. Cominciò così a girare il mondo per tenere conferenze, delle quali il film di Davis Guggenheim (regista di serie TV come E.R.) costituisce un’elaborazione. Utilizzare un testimonial onnipresente, nell’era della personalizzazione della politica che associa un’idea o un valore a un volto noto, rischia di essere controproducente rispetto alla partecipazione diretta. E oscura anche un lavoro di squadra. Ma, supportato da grafici, animazione, immagini di repertorio, il documentario si chiude esortando agli accorgimenti che ognuno può seguire nel proprio quotidiano per contribuire a salvarci.

Za.R.