Il mondo senza l’Arte

16 02 2009

arte-povera

Una sera a teatro. Non importa quale, non importa che spettacolo. Parliamo del prologo.

«Immaginate come sarà il mondo, quando non ci sarà più il Teatro, quando non ci saranno più la danza, la musica, il cinema, l’arte…».

Gli attori sono in fila di fronte al pubblico, uno di loro legge un comunicato che spiega agli spettatori come mai lo spettacolo comincerà con qualche minuto di ritardo. È una forma di protesta messa in campo da quella ed altre compagnie teatrali per manifestare il dissenso nei confronti dei nuovi, indiscriminati tagli al F.U.S., Fondo Unico per lo Spettacolo, ulteriormente ridotto del 30% con le ultime manovre governative.

«Tagli del 30% vuol dire che, dei sette attori che vedete stasera sul palco, domani due non riceveranno la paga. Spesso si dimentica che noi attori siamo, come tutti, dei lavoratori».

La protesta è un modo per dar tempo al pubblico di riflettere: «il problema riguarda attori, sceneggiatori, costumisti, registi, tecnici audio e luci, ballerini, coreografi… ed anche voi che sedete lì! […] L’arte non sarà la cosa più importante del mondo… ma provate ad immaginare come sarebbe il mondo senza l’Arte!»

Provate ad immaginare….

E che bisogno c’è, di immaginare, quando è una realtà che abbiamo negli occhi tutti i giorni? La periferia è il mondo senza l’Arte. O meglio, è il mondo in cui all’Arte si mette un bavaglio, perché qui, nelle terre di confine, l’arte non serve. Non serve il cinema, non serve la danza, non serve il teatro: non servono perché non serve pensare. Nelle terre di confine, perlopiù, ci si limita a sopravvivere, e per farlo non c’è bisogno del bello: quello è un lusso che possono permettersi in pochi, perché per trovarlo devi spostarti verso la città.

Fortuna che c’è chi resiste. Resistenza, qui, è ricerca. Si resiste leggendo, si resiste cercando, si resiste guardando film, si resiste recitando su un palco, si resiste confrontandosi. Resistenza alla nullificazione. Esperienze di resistenza, a Ponticelli, ce ne sono. Basta scorrere l’elenco di link nel blogroll qui a lato: sono tutte (o quasi) testimonianze di persone, gruppi, giovani, che hanno in mente l’obiettivo fermo di resistere. Non basterà a salvare l’arte, una compagnia di giovani attori che caparbiamente, e semplicemente, recita per il suo pubblico di quartiere; non basterà un cineforum a restituire al cinema italiano l’attenzione (e le risorse) di cui ha bisogno; non basterà una mostra fotografica improvvisata tra quattro mura a garantire ad un artista giovane, magari promettente, un brillante futuro da espositore. Però sono cose che servono. Contro i colpi di governanti troppo distratti quando si tratta di tagli al bilancio, e contro l’afasia di governati troppo impegnati a fronteggiare i problemi della vita quotidiana per preoccuparsi del superfluo, esperienze piccole, modeste, spesso passate sotto silenzio, hanno l’effetto balsamico di restituire un po’ di colore alle strade tristi ed ai grigi palazzi di periferia.

Proviamo ad immaginare un mondo senza l’Arte, proviamo ad immaginare un quartiere senza colori. Che brutto spettacolo….

giulia

Annunci




PontiCicli: Ponticelli e… voglia di cinema

24 11 2008

una-storia-vera-part

Una terra di confine è un luogo di passaggio, in cui si incontrano persone, s’incrociano storie. C’è chi passa, e poi c’è chi rimane.

Una terra di confine può costituire il punto di partenza per un viaggio, oppure il punto di arrivo. Una tappa, in ogni caso.

Fermarsi e raccontare il viaggio, fermarsi e condividere una storia, è un modo per capirla, questa condizione perpetua di viaggiatori.

È per questo che si apre così, la rassegna PontiCicli, dedicata a tutti i giovani che hanno voglia di mettere in comune qualcosa di sè: per vivere insieme, attraverso il Cinema, l’esperienza vasta, incredibile, perpetua dell’essere in movimento.

Il primo ciclo di film comprende quattro storie di strade, di personaggi in viaggio, di scoperte e di conquiste.

Si comincia lunedì 24 novembre con Una storia vera, il racconto di un viaggio intrapreso in età avanzata, per ricongiungersi al fratello lontano.

Lunedì 1 dicembre è il turno di Easy Rider, il percorso di due amici attraverso l’America, ed attraverso l’età difficile della ricerca continua di un senso, di un’identità.

Dopo la pausa prenatalizia, completati albero e presepe, si riprende lunedì 15 dicembre con Little Miss Sunshine, commedia tenera ed ironica sul viaggio, geografico ed umano, di una famiglia che, su un pulmino giallo, riesce a costruire rapporti profondi che vanno oltre il legame di sangue.

Lunedì 22 dicembre il ciclo si conclude con un altro viaggio in moto, stavolta attraverso l’America Latina, di un uomo famoso e del suo migliore amico, che ne I diari della motocicletta mostrano il loro volto di giovani prima di apparire nel loro spessore di personaggi storici.

L’appuntamento, ogni settimana, è alle ore 20:30 presso la Mediateca Il Monello, in via A. C. De Meis n. 221.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

L’iniziativa è organizzata da TerradiConfine, Mediateca Il Monello, Arci Movie.

Nel corso delle quattro proiezioni sarà data ai partecipanti la possibilità di esprimere una preferenza sulla tematica del prossimo ciclo di film.

Vi aspettiamo!

volantino-cineforum-ponticicli-color