Fuitevenne!

14 12 2009

Chi di noi giovani napoletani non conosce il kestè in largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, nel centro storico della città, oppure il kestè: d’inner in corso Umerto I, a Pozzuoli? L’esperienza che ha segnato i due locali e Fabrizio Caliendo, il curatore del progetto kestè fin dalla sua nascita, dodici anni fa a Pozzuoli, è una storia esemplare di lotta alla camorra.

Grazie alla rete e al social network Caliendo cerca di compensare l’indifferenza delle istituzioni con l’attenzione mediatica. Così spiega la sua partecipazione a “Rai Educational Gap”: «il 20 dicembre 2008 ho partecipato alla manifestazione “Io sono Saviano” come imprenditore coraggio ed ho reso pubblica la mia storia, come forma di estremo appello alle istituzioni e ai media. Lo stesso giorno ho fondato il gruppo “denunciare la camorra: un pessimo affare“. Unico risvolto positivo di questa mia attività è stato l’interessamento da parte di Gianni Minoli della mia storia. La trasmissione che vedrete è stata girata da Rai Educational ad aprile. 9 mesi fa.  Il programma è andato in onda i primi di agosto. 4 mesi fa. Da allora ancora nulla è cambiato. La mia testimonianza video è ancora tutta attuale. Ma dal ministero nessun segno, nonostante i ripetuti messaggi di emergenza inviati. Il kestè rischia di fallire a causa dei danni subiti dalla camorra. Dal 20 dicembre scorso la mia storia corre sul web e tra i media, visto che in 10 anni di lettere e richieste di sostegno non si è riuscito a smuovere nulla… Ma nè al Comune di Napoli, nè al Ministero dell’Interno questo sembra interessare».

Nonostante le difficoltà di ogni giorno, oggi il kestè è una realtà propositiva e forte per la città, con iniziative culturali e di riqualificazione urbana, il cui impegno sostiene e sprona la speranza di tutti noi.
Di seguito i video della puntata: dall’apertura a Pozzuoli del locale, passando per il racket imposto dalla camorra con la conseguente chiusura dell’esercizio e il trapianto al centro storico; fino alla riapertura a Pozzuoli alle intimidazioni e alle richieste di aiuto inascoltate. Il racconto di Caliendo e l’approfondimento del prof. Amato Lamberti sono illuminanti alternative all’esortazione avvilita di Eduardo ai giovani napoletani: “fuitevenne!” .

AlbA





Il futuro dei bambini è in questo presente?

23 11 2009

20 novembre 1989 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approva a New York la Convenzione sui diritti dell’infanzia, che è stata ratificata da 191 paesi. Ratificata in Italia il 27 maggio 1991.

Articolo 1

Ai sensi della presente Convenzione s’intende per fanciullo ogni essere umano avente un’età inferiore a diciotto anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile.

Articolo 2

1. Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza.

Articolo 6

1. Gli Stati parti riconoscono che ogni fanciullo ha un diritto inerente alla vita.

2. Gli Stati parti assicurano in tutta la misura del possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del fanciullo.

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Ogni anno 6 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono di fame o per malattie curabili come la dissenteria, la polmonite e la malaria. La Fao denuncia che la malnutrizione – di cui soffrono più di 143 milioni di bambini nei Paesi in via di sviluppo – è la causa di almeno la metà dei circa cinque milioni di decessi registrati al mondo ogni anno tra i bambini di meno di cinque anni.

Cala l’età media dei turisti sessuali con bambini e cambiano repentinamente i Paesi “paradisi del sesso”, per effetto delle restrizioni legislative adottate. Dal 2003 al 2007 le immagini di abusi sessuali sono quadruplicate e il 47% dei siti analizzati presentano immagini di gravi forme di abuso.¹ Uno studio mostra che l’83% delle persone trovate in possesso di materiale pedopornografico hanno nel loro pc foto di minori tra i 6 e 12 anni di età mentre il 39% dai 3 ai 5.²

1.   Internet Watch Foundation, Annual Report 2007, p. 8
2.   NCMEC as cited by Special Rapporteur on Sale of Children, Child Prostitution and Child Pornography. 2009 Report

In tutto il mondo 250 milioni di bambini al di sotto dei 14 anni sono costretti a lavorare; fra questi, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, sono 120 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni che lavorano a tempo pieno, cioè circa il 50%. In Italia  secondo i dati Istat, su 144.285 bambini tra i 7 e i 14 anni che sarebbero economicamente attivi, ben 31.500 sono da considerarsi sfruttati.

Napoli.18-20 Novembre 2009

Conferenza Nazionale sull’infanzia e sull’adolescenza.

Una tre giorni articolata e blasonata,organizzata in una delle piazze più problematiche su questo fronte.

Primo giorno.

Dopo il discorso di apertura, letto dalla presidentessa della commissione parlamentare Alessandra Mussolini, del presidente della Repubblica Napolitano si sono susseguiti una serie di interventi di varie autorità riguardanti vari temi tra cui: istruzione,influenza sui minori della programmazione televisiva,sfruttamento minorile e pedopornografia.

Secondo giorno.

Gruppi di lavoro. Cinque diversi gruppi che focalizzavano diversi aspetti delle varie tematiche.

La mia scelta è caduta sul gruppo riguardante l’analisi dei risultati ottenuti dopo circa dieci anni dal varo della legge n°285 del 1997  la quale stabilisce la creazione di un fondo nazionale per l’infanzia e l’adolescenza. Si sono succeduti vari addetti del settore portavoci delle varie realtà regionali e societarie sottolineando i risultati raggiunti, le difficoltà incontrate e gli obbiettivi futuri. Spazio anche a testimonianze di piccole realtà locali. Dibattito conclusivo con annessi resoconti.

Terzo giorno.

Restituzione dei vari lavori di gruppo. Dibattito sulle varie tematiche e idee emerse. Interventi sull’emergenza educativa in Italia discussa fra gli altri dal ministro Gelmini e Meloni. Chiusura della conferenza e ringraziamenti ad opera del ministro Sacconi.

Opinione personale.

Si è tentato di fare il punto sulla situazione, si è cercato di sottolineare i cambiamenti avvenuti in questi 20 anni. Sono intervenute cariche istituzionali e addetti ai lavori. Fiumi di belle parole,fervore ed entusiasmo micro realtà attive e caparbie  ma la verità è che siamo molto indietro. Mancano fondi ma soprattutto manca il dialogo, manca la partecipazione,manca il coinvolgimento dei diretti interessati,manca la volontà di un cambio di rotta decisivo. Temi come il diritto alla Partecipazione e alla non Discriminazione non hanno trovato alcuno spazio in questo dibattito. Il cambiamento prodotto dalla Convenzione del 1989 ovvero rendere i ragazzi e gli adolescenti “soggetti” e non più “oggetti” sembra stato essere ignorato. Non vorrei che quello a cui ho assistito sia la solita apoteosi dell’ipocrisia mascherata da perbenismo.

-SPIKE-





Il quarto potere

30 09 2009

Oggi trovare una copia del “Roma” a Ponticelli dopo le undici era impossibile. Sono stato in giro fino all’una con un amico che, dopo i primi no, si è intestardito come me e mi ha accompagnato nel tour delle edicole. A via San Pietro il buon giornalaio voleva regalarmi “il Giornale” che gli era rimasto in allegato – grazie ma per carità! A via Napoli l’edicolante mi ha avvertito che nel quartiere non avrei cavato un Roma dal buco, essendo che ci aveva provato prima di me senza risultati. Mi accenna al perché ci sia stato questo repentino successo della testata. A via Maranda la rivenditrice spiega seccata che le notizie del giorno evidentemente sono importanti.
Ci dirigiamo determinati verso Volla e un edicolante si mortifica per la mancanza. Aveva ricevuto una cinquantina di copie oltre la solita fornitura, ciò nonostante esauriva i “Roma” verso le dieci e poco dopo anche i “Cronache di Napoli” erano finiti. Vuole vendermi “Il Mattino” ma non ne ho bisogno, così deviamo il discorso sull’addio di Marino al Napoli. Cercavo proprio il “Roma” di oggi a prescindere dalla peculiare validità del giornale. Infine abbiamo trovato la nostra copia poco prima di Casalnuovo. Ed ecco perché a Ponticelli il “Roma” era andato a ruba:

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Dopo la prima pagina dal titolo “Si pente il capo, Sarno distrutti”, in primo piano ci sono le dichiarazioni di Ciro Sarno “‘o sindaco” su alcuni degli omicidi del clan, specie sull’alleanza del fratello Luciano con Gianfranco Ponticelli, boss a Cercola, che portò all’uccisione di tre uomini dei rivali De Luca Bossa. Alla terza pagina le confessioni di Vincenzo D’Onofrio e Salvatore Sarno, nipote di Ciro e figlio di Giuseppe “‘o mussillo”. La svettata delle vendite si giustificava nei titoli che rivelavano svolte forse non del tutto inaspettate, ma d’importanza cruciale nell’ambiente camorristico del quartiere.
Naturalmente “Cronache di Napoli” non poteva lasciarsi sfuggire l’argomento e, oltre alla prima, dedica ben cinque pagine alla questione (dalla 10 alla 14), le altre testate qualche approfondimento in proposito.
Ecco svelato il mistero dei giornali introvabili. Trascuravamo la rilevanza mediatica del clan e le conseguenze che può comportare. Come la possibilità che degli sviluppi, positivi per la parte civile della popolazione, possano generare l’improvvisa fortuna di un giornale in una particolare area del territorio. Il mio augurio è che questa richiesta si verifichi più spesso, che noi cittadini vogliamo essere informati. Ma per notizie positive, come quelle di oggi.

AlbA





Ballo ballo ballo da capogiro!

28 09 2009

C’è un fatto che mi è accaduto in questa tranquilla domenica appena trascorsa. Non mi è accaduto direttamente ma voglio raccontarlo comunque. Stamane ho vinto la pigrizia per andare a comprare una rivista. Mentre tornavo a casa ho incontrato i genitori di un caro vecchio amico. Ci siamo salutati e parlando mi sento dire «Eduà, lo sai, stanotte ci hanno rubato la macchina». Sono rimasto molto sorpreso: il mio amico stava parcheggiando l’auto in strada, vicino casa, poiché il suo garage è in ristrutturazione. «Ma stamattina ce l’hanno riportata pure. La vuoi vedere?». Sono ancora più stupito, certo che voglio vederla. Ieri pomeriggio l’avevo notata svoltando l’angolo, poco distante. E noi abbiamo svoltato l’angolo poco distante.

L’auto è lì, non ha più le frecce frontali. Ci avviciniamo, ci sono due buchi al posto delle frecce laterali e il finestrino dal lato passeggeri è stato sfondato. All’interno luccica qualche frammento di vetro, l’impianto per la chiave di accensione non esiste più ed appoggiato sul sedile c’è lo sportello del cruscotto. Adesso il vano è vuoto, mancano i peluche tenuti in mostra e manca sul parabrezza il tesserino che segnala lo stato d’invalidità del padre del mio amico. La moglie mi racconta che alle 4.00 avevano ricevuto la telefonata della polizia che, ripetendo il numero di targa, li informava del ritrovamento dell’auto. La famiglia era all’oscuro di tutto e, prelevato quello che restava della macchina, hanno saputo che i poliziotti avevano ricevuto una segnalazione anonima. Il veicolo stava a viale Margherita, «hanno detto che dei ragazzi ci ballavano sopra». Infatti avevo notato la carrozzeria deformata: le fiancate con varie ammaccature e il tettuccio schiacciato e ondulato.

Ci raggiunge la sorella del mio amico, mi chiede di non informarlo dell’accaduto qualora dovessi sentirlo, dato che è fuori città e sarebbe rientrato questa sera. Poi saliamo insieme a casa per tornare a tappezzare il finestrino dell’auto con i fogli di plastica. Mentre ci impegniamo per ottenere un risultato guardabile sulla portiera sgangherata, mi indica ridendo il punto scorticato in cui i ladri avevano tentato di forzare le chiusure inutilmente, con un giravite o qualcosa del genere. E riflette sul fatto che il sedile posteriore era stato appiattito per ampliare il portabagagli e quindi (forse) avevano trasportato qualcosa. Ci chiediamo dove sia stata portata l’auto e soprattutto come, per tutti i colpi che aveva incassato. Evidentemente chi la guidava non era molto pratico.

Ora non voglio denunciare il furto e il danneggiamento di un auto, per quanto possano essere cose spiacevoli e in zone come questa più ordinarie che altrove. Mi vengono in mente le notti delle periferie di Parigi che qualche tempo fa brillavano di auto in fiamme (e non solo). Ma se è la tua macchina fa rabbia pensare che “dei ragazzi ci ballavano sopra” in piena notte al centro di Ponticelli. Nelle vicinanze c’è il municipio dove fino a poche ore prima si armeggiava per certe elezioni. Nonostante questo sia un tipico quartiere che si autoimpone il coprifuoco, la strada dove abito e viale Margherita non sono particolarmente solitarie. Eppure per scassinare un veicolo non serve più la tranquillità e la penombra di una volta. L’oggetto in questione è un auto molto modesta ma se chi legge è un ventenne squattrinato come me, di famiglia altrettanto modesta, capirà cosa voglio dire. E tralascio volontariamente la dubbia ipotesi che tutto sia stato fatto da qualcuno voglioso di vendicare un torto, che qui pure sarebbe verosimile.

La mia idea è che la macchina non sia stata presa per trasportare qualcosa, almeno non solo. Per quanto odiosa, la mia idea è che sia stata presa per divertimento. Come passare un sabato notte diverso se con te c’è qualcuno che sa rubare un auto. A Ponticelli sai farlo e puoi farlo: è un luogo straordinario, c’è sempre gente capace di sorprenderti.
Mi chiedo in che razza di posto viviamo. E se sia uno stupido a stare di notte a scrivere qui piuttosto che andare a saltare su un auto.

Eduardo





Ponticelli in corsa

22 09 2009

2° Memorial Nando Cilenti

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Regolamento tratto da www.kronopuglia.it:

UNO STARTER, tre competizioni al via
speaker Marco Cascone, video Podistidoc trasmesso su TeleCapri Sport
GARA PODISTICA REGIONALE di Km 10
RITROVO: Villa comunale E. De Filippo di Napoli Ponticelli, uscita autostrada Ponticelli/Barra del raccordo C.
Direz.-Cercola/Pomigliano, nei pressi del Palasport di Ponticelli.
ISCRIZIONE GARA COMPETITIVA di € 6,00. Consegna pacco gara alla restituzione del chip, contenente un
utile accappatoio da utilizzare a fine gara.
REQUISITI DI PARTECIPAZIONE: possono partecipare tutti gli atleti tesserati FIDAL delle categorie
Assoluti, Amatori e Masters M/F, liberi (come da regolamento Fidal) o Enti di promozione sportiva che hanno
firmato l’accordo con Fidal ed in regola con il tesseramento per l’anno in corso.
MODALITA’ e CHIUSURA DI ISCRIZIONE: a mezzo fax su carta intestata della Società al fax 0832.350421
(servizio segreteria Champion Chip-Kronopuglia), sui siti http://www.championchip.it,
http://www.kronopuglia.it oppure a mezzo e-mail iscrizioneonline@gmail.com entro e non oltre
giovedì 24 settembre 2009.
RITIRO PETTORALI: sabato 26 Settembre dalle ore 17.00 alle ore 19.00 e domenica 27 settembre dalle 7,30
alle 8,30 presso la villa comunale di Ponticelli o con modalità diverse da concordare. I pettorali saranno
consegnati esclusivamente ad un responsabile dei rispettivi sodalizi.
DIPLOMA di partecipazione: scaricabile gratuitamente su sito http://www.championchip.it,
http://www.kronopuglia.it
CONTATTI: 328.5773472 – 339.4923103.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:
ORE 7.30: ritrovo Giuria e Concorrenti presso la villa comunale E. De Filippo a Ponticelli.
ORE 9,00: partenza gara competitiva e non competitive.
Al termine: ristoro e premiazioni.
MANIFESTAZIONI COLLATERALI (Gare non competitive a passo libero – iscrizioni aperte dal 24 al 26
settembre 2009):
ORE 9,00: partenza per i ragazzi delle scuole medie- nati 1996/1998- (1,5 km su pista podistica della villa
comunale E. De Filippo). Le iscrizioni sono GRATUITE e vanno fatte al gazebo del C.S.I. presente alla villa
comunale E. De Filippo a Ponticelli dalle 17,00 alle 19,00 dei giorni 24-25-26 settembre o il giorno della gara dalle
7,30 alle ore 8,30 presso la segreteria all’interno della villa (eventuali contatti telefonici 328.5773472).
ORE 9,00: partenza per gli adulti (3 giri su pista podistica villa comunale E. De Filippo, pari a 4,5 km).
QUOTA di ISCRIZIONE euro 2,00. Le iscrizioni vanno fatte presso la villa comunale E. De Filippo a Ponticelli
al gazebo del C.S.I. dalle 17,00 alle 19,00 dei giorni 24-25-26 settembre o il giorno della gara dalle 7,30 alle ore
8,30 presso la segreteria all’interno della villa (eventuali contatti telefonici 328.5773472).
PREMIAZIONI Tutti i partecipanti delle due gare non competitive riceveranno una maglietta e una medaglia in
ricordo della manifestazione più ristoro. I primi tre arrivati maschi/femmine saranno premiati con coppa in
concomitanza con la premiazione dei Top Runners più i seguenti premi aggiuntivi:
RAGAZZI: Ai primi 20 ragazzi classificati e alle prime 10 ragazze classificate sarà offerto, a titolo gratuito,
il tagliando di partecipazione alla GAZZETTA KIDS RUN, dove tutti i partecipanti riceveranno una T-SHIRT
KIDS REBOOK ed altri regali e gadget + pasta party. La Kids Run, corsa non competitiva, è inserita nel
programma nazionale della Gazzetta Run, organizzata dalla Gazzetta dello Sport, e si svolgerà a P.zza Plebiscito
di Napoli il 24 ottobre p.v. alle ore 10 dopo la corsa competitiva.
Premi aggiuntivi RAGAZZI offerti dal C.S.I di Napoli: I primi 10 ragazzi riceveranno un pallone di cuoio. Le
prime 10 ragazze riceveranno un orologio.
Inoltre
RAGAZZI M/F – 1°/2°classificato: buono pizza+frittura+bibita per un coperto offerto dal Ristorante/Pizzeria
LA RUOTA a Ponticelli 1^ trav. Bartalo Longo.
ADULTI M/F – 1°/2°classificato: buono pizza + frittura + bibita per 2 coperti offerto dal Ristorante/Pizzeria
LA RUOTA a Ponticelli 1^ trav. Bartalo Longo.

GARA COMPETITIVA:
SOCIETA’ INDIVIDUALE MASCHILE e FEMMINILE
1a CL. 2a CL. 3a CL. 4a CL. 5a CL. 1a CL. 2a CL. 3a CL. 4a CL. 5a CL.
500 400 300 200 100 300 250 200 150 100
Il punteggio alle Società verrà attribuito con il sistema della classifica inversa.
L’A.S.D. AMATORI VESUVIO si esclude dalla classifica di Società in quanto sodalizio organizzatore.
Saranno premiati, inoltre, i primi 150 classificati maschi, le prime 30 classificate donne e i primi tre classificati
delle categorie
M/F Masters 50/55/60/65/70 con premi così suddivisi: il primo M50/55/60/65/70 con orologio roccobarocco
nuova collezione, la prima F/70 con orologio roccobarocco nuova collezione (se l’atleta non è presente si scala
a F/65 e precedenti), gli altri con abbigliamento sportivo tecnico Asics o altre marche equivalenti, offerto dalla
MORETTA SPORT di Capodrise/Marcianise.

NOTA: I premi di categoria saranno consegnati solo ed esclusivamente agli atleti presenti e muniti di tesserino
sociale Fidal o di altro Ente Sportivo in regola con le normative Fidal; per gli atleti liberi, come da regolamento
Fidal, ci sarà l’attestazione della società organizzatrice.
TUTTI I PREMI INDIVIDUALI NON SONO CUMULABILI, INOLTRE, I PREMIATI DI CATEGORIA
VERRANNO ESCLUSI DAI PRIMI 150 CLASSIFICATI, PERCHE’ PREMIATI SUL PALCO CON PREMI
DI CATEGORIA.

NEW: Per il giorno della gara è stato raggiunto una convenzione con il ristorante La Ruota, ubicato lungo il
percorso gara e vicino all’arrivo, per un pranzo a prezzo chiuso di euro 15,00 cad., dalle ore 13,00 e con il
seguente menù:
Antipasto contadino – tre primi a scelta – misto carne – contorno – frutta – vino/acqua – dolce – caffè – amaro.
I posti disponibili al ristorante sono limitati ed occorre la prenotazione obbligatoria al numero telefonico
081.5960427

L’ARCAL RAI, in sintonia con l’A.S.D. Amatori Vesuvio, ha istituito una targa Laureto da consegnare al 1° classificato M50, con chiaro riferimento alla sicurezza stradale. La stessa sarà consegnata dal responsabile dell’ ARCAL RAI di Napoli.
La RAI di Napoli, inoltre, recependo le finalità di alto contenuto sociale della manifestazione, sarà presente con un suo servizio.

In villa comunale E. De Filippo, cuore pulsante della manifestazione,  ci sarà uno stand dell’equipe del Centro Podologico Pacilio (Centro di Podologia e Posturologia clinica e sportiva) con i seguenti servizi e consulenze gratuiti:

–         Consulenza e valutazione podologiche sul lettino e sul podoscopio.

–          Consulenze posturali.

–         Distribuzione di campioni per problematiche podotermadoliche.

–         Servizio di pronto soccorso a tutti quei pazienti che manifesteranno problematiche ai piedi durante la gara.

Sarà presente, inoltre, una tenda massaggi dove il fisioterapista Tarallo Francesco si dedicherà agli atleti che ne avessero bisogno.

www.podistidoc.it





Futurismo Manifesto 100×100

5 09 2009

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«Avevamo vegliato tutta la notte – i miei amici ed io – sotto lampade di moschee dalle cupole di ottone traforato, stellate come le nostre anime, perché come queste irradiate dal chiuso fulgore di un cuore elettrico». Era il 20 febbraio 1909 e “Le Figaro” pubblicava l’appassionato “Manifesto del Futurismo” firmato Filippo Tommaso Marinetti. Esattamente un secolo dopo, la mostra “Futurismo Manifesto 100×100 – 100 anni per 100 manifesti” rende noto al grande pubblico che questo manifesto non fu pubblicato per la prima volta a Parigi, in francese. Bensì a Napoli. Il 14 febbraio dello stesso anno (con una settimana di anticipo, quindi) veniva fondato uno dei movimenti più innovativi del Novecento su “La Tavola Rotonda”, una rivista letteraria piedigrottesca edita da Ferdinando Bideri. Il numero del settimanale è collocato all’entrata della mostra, allestita nella Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli.

Curata dal critico Achille Bonito Oliva, “Futurismo Manifesto 100×100” è stata aperta il 3 settembre ed ha inaugurato la Festa di Piedigrotta 2009 – dallo scoppiettante titolo “Piedigrò-tta-tta-ttà”, in pieno stile futurista. A differenza dell’evento che ha avviato e che si esaurirà in dieci giorni, la mostra sarà visitabile fino al 3 novembre 2009. Un centinaio i manifesti tratti da riviste e pubblicazioni che ricostruiscono filologicamente il corpus teorico che sottese tutta la produzione artistica del Futurismo nei primi decenni del secolo scorso. E come nel “Manifesto tecnico della pittura futurista” leggiamo “noi porremo lo spettatore al centro del quadro”, la videoinstallazione che caratterizza l’esposizione con 35 metri di proiezioni, abbraccia il visitatore e lo immerge al centro dei manifesti. L’obiettivo è quello di coinvolgere lo spettatore rendendolo “visit-attore”, ed è stato pienamente raggiunto. Bonito Oliva chiarisce «a noi interessa scongelare, vaporizzare le parole contenute nei manifesti e produrre un’estetizzazione espositiva attraverso un percorso che è frutto della volontà del curatore e degli architetti che hanno sposato questa necessità». Altrettanto affascinante l’ingresso alla sala, un tunnel di audio-visioni con trenta piccoli monitor su cui girano le foto di tutti i protagonisti del movimento futurista italiano. Veniamo accompagnati dalle loro voci in lontananza (alcune originali, altre ricostruite) mentre la lampada di moschea del salotto arabo di Marinetti, quella citata nel “Manifesto di Fondazione”, illumina fiocamente il breve percorso. Il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e gli assessori Marone e Valente hanno presieduto all’inaugurazione, arricchita dalla partecipazione di Jhon Turturro (impegnato in un film-documentario sulla canzone napoletana).

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Ribelli, alternativi, rivoluzionari, patriottici e militaristi, strenuamente antipassatisti, i nomi che aderirono al Futurismo esaltavano il progresso e piantarono il seme delle loro idee in ogni campo dell’arte. Sperimentarono la forme espressive più varie ed estreme così che, sull’esempio entusiasta di Marinetti, con gli anni si pubblicarono il “Manifesto dei Pittori Futuristi”, il “Manifesto dei Musicisti Futuristi”, quello della scultura, quello dell’architettura. Toccarono la poesia, il teatro, il neonato cinema, la fotografia, la danza e persino l’abbigliamento e la gastronomia. La mostra ricorda questo periodo ed approfondisce l’esperienza di artisti partenopei come  il poeta-pittore Francesco Cangiullo, autore, tra l’altro, del poema parolibero “Piedigrotta”. A lui è stato ispirato lo spettacolo musicale in programma “Piedigrotta Cangiullo”, realizzato da Mauro Gioia. Grazie a “Futurismo Manifesto 100×100” è nuovamente da Napoli «che noi lanciamo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il “Futurismo”».

Eduardo Di Pietro





Bambini nel mondo tutti insieme contenti 2009

26 07 2009

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Non poteva trovarsi titolo migliore per il campo estivo “Bambini nel mondo tutti insieme contenti 2009”. Questa l’idea che tutti realizzavano alla “Festa dell’Arrivederci”, tenutasi venerdì 24 luglio alle 16.00 presso l’Istituto Opera del Fanciullo a Capodimonte. L’evento ha chiuso la seconda edizione del progetto curato dalla Fondazione Banco di Napoli Assistenza e Infanzia e dall’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Campania. Sessanta i bambini coinvolti nell’iniziativa: 30 bambini rom appartenenti ai campi (vecchi e nuovi) di Secondigliano e Scampia, 20 provenienti da Senegal, Nuova Guinea, Sri Lanka, Palestina, Macedonia e 10 bambini semplicemente italiani, di Miano e Piscinola. Tutti di età compresa tra i 7 e i 12 anni, figli di immigrati regolari e tutti realmente contenti. Il campo estivo è stato attivo dal 26 giugno al 27 luglio ed è stato condotto da una squadra di otto operatori, tra cui uno psicologo infantile e una mediatrice interculturale per la Fondazione Banco di Napoli, il premio “Donna per la Pace 2003” e “Campania per la Pace e i Diritti umani 2005” Souzan Fatayer. La quale non nasconde la propria soddisfazione, così come Fernanda Spena, direttrice dell’Istituto Porta Bellaria, che ha ospitato, immerso nel verde, le attività ludiche, pedagogiche e ricreative dei bambini. Alla scuola sono state alternate gite e giornate in piscina per far fronte al calore invadente di questo periodo. Souzan Fatayer spiega che i piccoli partecipanti al campo sono stati selezionati su indicazione delle scuole e dei vari capi-comunità cui le rispettive famiglie fanno riferimento.

Hanno presenziato alla festa la rappresentante della Fondazione Banco di Napoli Rosalba Cerqua e l’assessore alle Politiche Sociali Alfonsina De Felice che ha spiegato: «Questo progetto è nato l’anno scorso, dopo la morte di Violetta e Cristina, le due bambine rom annegate nell’indifferenza generale a Torregaveta (guarda qui). Allora l’idea era quella di permettere una vacanza e un servizio concreto alle famiglie in difficoltà. Ma i bambini erano 30, provenienti dai campi rom, e sentivamo che mancava qualcosa. Grazie all’esperienza passata, quest’anno siamo cresciuti con bambini di diverse nazionalità: c’è stata l’integrazione». Concentra l’attenzione sul lavoro dei volontari, che hanno reso possibile tutto questo, e ribadisce la validità di un impegno semplice dagli immediati riscontri sociali. «Nessuno basta a sé stesso, tutti hanno bisogno di tutti». Dopodichè accetta il dono di alcune bambine, uno scialle realizzato dal laboratorio di sartoria con materiale riciclato per l’originale linea di moda “Scuci e ricuci”. «Per valorizzare ciò che è povero e creare dei capi orientati all’artigianato professionale», spiega la direttrice Spena.

Mentre i figli si sono esibiti in uno spettacolo di balli etnici e break-dance, le mamme hanno offerto un buffet a base di pietanze tipiche dei paesi di provenienza. Di fronte alle tavolate esterne si intravedeva la grande piscina allestita nel cortile della scuola e gli spazi dedicati ai bambini.
Infine l’assessore De Felice ha assicurato che la prossima estate si avrà una terza edizione del campo – la speranza è che le elezioni regionali non compromettano la promessa – ed ha ringraziato gli operatori. È il momento dei saluti e, come in ogni arrivederci che si rispetti, c’è anche spazio per la commozione.

Eduardo Di Pietro

Le foto del campo estivo:

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Foto di Martin Errichiello

Le foto della “Festa dell’Arrivederci”:

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Foto di Marco Crisci