Rom vuol dire criminale

1 12 2009

Un articolo che non ha bisogno di presentazioni.

Parole choc dei giudici del tribunale dei Minori di Napoli che negano i domiciliari a una minorenne a causa della sua etnia

di Emiliano Fittipaldi

Se si appartiene all’etnia rom, non si può che delinquere. Lo scrivono, in sintesi, i giudici del tribunali dei minorenni di Napoli, con parole che sembrano, francamente, incredibili. La storia è quella della ragazzina rom di 15 anni, accusata di aver rapito una neonata a Ponticelli nel maggio del 2008. Un fatto di cronaca che scatenò la rabbia dei residenti e la devastazione dei campi del popolare quartiere napoletano.

La ragazzina, A.V., grazie alla testimonianza della madre della rapita, è stata condannata in primo grado e in appello a 3 anni e 8 mesi, e da un anno e mezzo è rinchiusa nel carcere minorile di Nisida. L’avvocato ha chiesto prima dell’estate gli arresti domiciliari, ma il tribunale, in sede di appello al riesame, ha bocciato la richiesta. Con una motivazione sconcertante, destinata a scatenare polemiche infinite.

«Le conclusioni indicate» dicono i giudici «sono sostanzialmente confermate dalla relazione depositata in atti dalla quale, a prescindere dalle cause, emerge che l’appellante è pienamente inserita negli schemi tipici della cultura rom. Ed è proprio l’essere assolutamente integrata in quegli schemi di vita che rende, in uno alla mancanza di concreti processi di analisi dei propri vissuti, concreto il pericolo di recidiva». In sostanza, la razza e l’etnia definiscono il comportamento delinquenziale della piccola. Un ipotesi abnorme, visto che stiamo parlando di giudici dello Stato che lo scrivono nero su bianco, e non di un comizio del più intransigente leghista da stadio. «Un precedente gravissimo» sostiene l’avvocato della bambina Cristian Valle, «che basa sulla razza l’ipotesi di condotte criminose. Non solo sulla possibilità di commettere reati, ma pure sulla tendenza a condotte recidive.

La vox populi con la quale si dice che i rom rubano i bambini, diventa certezza giuridica. E’ assurdo, indegno. Non ho mai visto una decisione così. In un clima da leggi di stampo razziale, anche i giudici si adeguano». In effetti, con la stessa logica, altri giudici potrebbero giustificare le loro decisioni descrivendo gli schemi tipici della cultura ebraica o islamica, e qualcun altro potrebbe spingersi a discettare – per chiunque vive in terre ad alta criminalità – che napoletani, calabresi o siciliani sono tendenzialmente delinquenti perchè inseriti negli «schemi culturali» di quelle zone. La decisione del tribunale e le parole della motivazione sono state prese collegialmente da quattro giudici, tra togati e onorari (un sociologo e uno psicologo): vuol dire che la maggioranza, almeno tre, erano d’accordo con il tono del rigetto.
I magistrati insistono: «Va inoltre sottolineato che, allo stato, unica misura adeguata alla tutela delle esigenze cautelari evidenziate appare quella applicata della custodia in Istituto penitenziario minorile. Sia il collocamento in comunità che la permanenza in casa risultano infatti misure inadeguate anche in considerazione della citata adesione agli schemi di vita Rom che per comune esperienza determinano nei loro aderenti il mancato rispetto delle regole».

Sono parole che sfiorano, dice Valle, la discriminazione razziale, e mettono in pericolo i diritti civili e umani della bambina condannata. «In modo sconcertante» spiega l’avvocato «si afferma l’opzione del carcere su base etnica e, attraverso la definizione di “comune esperienza”, i più biechi e vergognosi pregiudizi contro la minoranza rom vengono elevati al rango di categoria giuridica».

http://espresso.repubblica.it/





Fusion and con-fusion

23 11 2009

Segnalo un convegno internazionale sulle “dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali” organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Con l’evento si aprirà la mostra “Bellissimo Altrove”, a cura, tra gli altri, dell’artista di Ponticelli Giovanni Mangiacapra. Di seguito il comunicato stampa.

Eduardo

G. Mangiacapra

Il Centro d’Ateneo per l’erogazione dei Servizi Linguistici dell’ Università “Parthenope” di Napoli, il Dipartimento Giuridico Economico dell’ Impresa, il  Corso di Dottorato in Eurolinguaggi scientifici tecnologici e Letterari e la Caritas-Campania con il patrocinio della Regione Campania la collaborazione del Comune di Napoli  presentano il Convegno Internazionale Fusion and con-fusion: migrating cultures and the dynamics of exchange che avrà luogo, nei giorni 23 e 24 novembre nela sala Convegni di Villa Doria D’Angri, Via Petrarca, 80.

Il Convegno che ha per tema le dinamiche  delle migrazioni, degli scambi e delle contaminazioni culturali è parte  dell’incessante dibattito sull’ identità  intesa come  costruzione  dinamica,  e dialogica. Il dialogo interculturale tra la società del Paese ospitante e le diverse comunità di emigranti provenienti da altri Stati o dall’esterno dell’UE svolge un ruolo chiave nel rafforzare i valori di cittadinanza e la partecipazione alla solidarietà e alla coesione nelle nostre società e proprio Napoli è nella posizione di testimoniare gli aspetti positivi della migrazione, sia come paese di emigrazione che d’immigrazione.

Scopo del Convegno  è, dunque,  comprendere  la complessità  dell’ interazione tra  culture e l’ intricato processo di possibili incontri tra le stesse  nonostante i conflitti che segnano il nostro tempo.

Al Convegno, prederanno parte studiosi  di fama internazionale: docenti universitari, quali Francesco Marroni, Giovanni Dotoli, Xiu Gang, Zhang Jintong, Lei Lianshan e Jiang Yaming nonché esperti di  diversi settori scientifico-disciplnari (linguistica, letteratura, cultural studies, storia,  economia, giurisprudenza, antropologia, cinema, teatro, pittura, scultura, architettura, ingegneria, ambiente, cucina e moda ). Apriranno i lavori: il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Gennaro Ferrara, i presidi Claudio Quintano (Facoltà di Economia), Federico Alvino (Facoltà di Giurisprudenza), Alberto Carotenuto (Facoltà di Ingegneria), Raffaele Santamaria (Facoltà di Scienze e Tecnologie), Giuseppe Vito (Facoltà di Scienze Motorie), Lourdes Fernandez del Moral Dominguez (direttore del dipartimento Giuridico Economico e dell’Impresa). Presiederanno i numerosi interventi il Cardinale Crescenzo Sepe, Don Carmine Giudici (delegato regionale Caritas della Campania), Monsignor Pasquale Silvestri (direttore ufficio diocesano Migrantes di Napoli), Colomba La Ragione (docente di lingua e letteratura inglese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”), Carolina Diglio (docente di lingua e letteratura francese, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Nell’ambito del convegno è prevista l’inaugurazione del vernissage internazionale BELLISSIMO ALTROVE.  La mostra, presentata dal Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e da Rosario Bianco,  é a cura di Gianfranco Erbani, Giovanni Mangiacapra, di Vincenzo Montella, e del Centro di arte cultura Il ramo d’oro. Tra gli artisti figurano Isabelle Lamaitre (Belgio), Biser Ivanov Panayotov (Bulgaria), Liu Yang, LiuWei, Wang Tiewei (Cina), Ute Illig (Germania); Hiroshi Matsumoto (Giappone), Setyo Mardiyantoro (Indonesia),  Guido Della Giovanna, Gianfranco Erbani, Laura Intrito, Giovanni Mangiacapra. Clara Menerella, Vincenzo Montella, Fulvio Moscaritolo (Italia), Jin Leng Yeoh,  (Malaysia) , Jeannette Unite (Sud Africa), Jason Bryant, Dejan Pejovic, Max Yawney (USA),  Orlando Campos, Ines De Veer , Arnoldo Diaz, Dudamel, Raul Penalver, Freddy Simona (Venezuela).

G. Mangiacapra

Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Centro d’Ateneo per l’erogazione dei servizi linguistici: 081-5475428





Sterminator Vesevo

8 10 2009

Segnalo la mostra di un artista made in Ponticelli, Giovanni Mangiacapra.

Eduardo

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BOLOGNA

galleria GNACCARINI

ARTE CONTEMPORANEA

artista in mostra:

Giovanni Mangiacapra

10 –  24  Ottobre  2009

Inaugurazione martedì 10 ottobre  2009, ore 18.00

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STERMINATOR VESEVO

La rappresentazione del Vesuvio è un elemento costante nella storia dell’arte napoletana, a testimonianza del rapporto ambiguo e conflittuale che il popolo partenopeo, da sempre, ha istituito con «’a muntagna bella». Già nel VI secolo dopo Cristo, in un celebre affresco delle catacombe di San Gennaro, compare il santo patrono tra le cime del Vesuvio e del Monte Somma, resi finalmente innocui dal suo prodigioso intervento. Più tardi, in ambito mitologico, il Vesuvio compare nella rinascimentale «funtana d’e zizze», sormontato dalla sirena Partenope che versa l’acqua dai propri seni generosi e procaci. La sirena nasce dal cratere come Venere dalla conchiglia, esplicitando una percezione del vulcano come ventre gravido, capace di generare e dispensare la vita grazie alle proprietà fertilizzanti dei depositi piroclastici. Dopo l’eruzione del 1631, invece, pittori come Pacecco de Rosa e Jusepe de Ribera rappresentano il Vesuvio ancora fumante, testimone dell’ira divina placata dalla benevola intercessione di San Gennaro. I pittori sottolineano, nel clima di moralistica repressione esercitata dalla Controriforma cattolica, la presunta condotta peccaminosa dei napoletani, ai quali si vuole attribuire la responsabilità dell’eruzione per incrementare le donazioni ed incentivare l’ubbidienza alla chiesa. Sarà l’illuminismo settecentesco ad affrancare l’immagine del Vesuvio dall’ideologia del peccato e della vendetta divina, innalzandolo ad oggetto di studio e di entusiastica ammirazione nelle vedute di Philipp Hackert, Alessandro D’Anna, Saverio Della Gatta, Camillo De Vito. Essi rappresentano le eruzioni vesuviane, specie quella che cancellò Torre del Greco nel 1794, come un sublime spettacolo della natura, escludendo dalla scena le funeree immagini di morte e devastazione. Una nuova iconografia del vulcano, metafora della straripante ed esplosiva vitalità del popolo partenopeo, è inaugurata da Andy Warhol con la serie Vesuvius, ove la violenza eruttiva non è più veicolo di morte, ma eccitata rappresentazione dell’energia e degli umori del popolo napoletano. A questa concezione si lega la produzione informale di Giovanni Mangiacapra, che proietta i suoi umori, le sue angosce, le sue emozioni nell’incandescenza dei lapilli, nel magma fluido e rovente, nei solchi e nelle crepe prodotti dalla fuoriuscita del gas. Il rosso vivo del magma, associato al colore del sangue, assurge ad elemento fondante di un universo simbolico, che vede nel magma/sangue un principio generatore, proprio nella misura in cui è connesso alla morte, poiché, come osserva Gibran, «per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte».

La pittura di Giovanni è materia viva, pulsante, organica: il corpo fluido della pittura che scorre sulla tela, sospinta da una passione incontenibile, ritrova la sua anima nella luce che penetra nei pigmenti e svela profondità inaspettate. L’artista aggredisce la tela con impulsività, stende il colore con robuste pennellate che lasciano la superficie ruvida, fitta di concavità e sporgenze come il terreno appena arato, ma pronto ad accogliere il seme della vita. I suoi dipinti informali sono paesaggi interiori: nelle rughe, nei cretti, nelle increspature della superficie pittorica si intuiscono i moti interiori, gli stati d’animo che l’artista, inconsciamente, riversa sulla tela.

Da un lato, nelle opere di Mangiacapra è presente una tensione centrifuga, che spinge l’osservatore ad uscire dal quadro e a ricercare nell’ambiente l’ideale prosecuzione dei segni; da un altro vi si percepisce una tensione centripeta, che induce a scavare negli strati pittorici, fino a cogliere il nocciolo esistenziale che vi è sotteso. La stratificazione dei segni è chiaramente leggibile in Trasparenze, una delle opere più intriganti dell’artista partenopeo, che qui manifesta, in una sorta di autobiografia pittorica, le ansie e gli affanni sedimentati nel proprio inconscio. In Lapilli, invece, la pittura si fa spessa e grumosa, proiettando in superficie un incontrollato flusso emotivo che, al pari di un’eruzione vulcanica, rimuove ogni traccia dell’esistente. In Eruption, infine, la vita interiore dell’artista si presenta fusa e amalgamata nell’irruenza della pittura, che non soggiace alle regole compositive eppure giunge a un nuovo senso della composizione, fondato sulla genuina corrispondenza tra il segno e l’emozione che l’ha generato. La preponderanza dell’energia che transita dall’artista verso la tela non si traduce in una messa in posa, ma in una precipitosa corsa verso l’ignoto, verso quelle profondità che spesso l’uomo ha paura di toccare.

Marco di Mauro,  corrispondente di Flash art Campania

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web www.giovannimangiacapra.it info artegiovanni@virgilio.it

Galleria Gnaccarini – Arte contemporanea
Via Dagnini 12/2
orari di apertura al pubblico: Orari di galleria:  dal Martedì al Sabato: 16 -19,30   Domenica e  Lunedì: chiuso (altri orari su appuntamento)
web http://www.gnaccariniarte.it/

info Otello Gnaccarini  info@gnaccariniarte.it





Il quarto potere

30 09 2009

Oggi trovare una copia del “Roma” a Ponticelli dopo le undici era impossibile. Sono stato in giro fino all’una con un amico che, dopo i primi no, si è intestardito come me e mi ha accompagnato nel tour delle edicole. A via San Pietro il buon giornalaio voleva regalarmi “il Giornale” che gli era rimasto in allegato – grazie ma per carità! A via Napoli l’edicolante mi ha avvertito che nel quartiere non avrei cavato un Roma dal buco, essendo che ci aveva provato prima di me senza risultati. Mi accenna al perché ci sia stato questo repentino successo della testata. A via Maranda la rivenditrice spiega seccata che le notizie del giorno evidentemente sono importanti.
Ci dirigiamo determinati verso Volla e un edicolante si mortifica per la mancanza. Aveva ricevuto una cinquantina di copie oltre la solita fornitura, ciò nonostante esauriva i “Roma” verso le dieci e poco dopo anche i “Cronache di Napoli” erano finiti. Vuole vendermi “Il Mattino” ma non ne ho bisogno, così deviamo il discorso sull’addio di Marino al Napoli. Cercavo proprio il “Roma” di oggi a prescindere dalla peculiare validità del giornale. Infine abbiamo trovato la nostra copia poco prima di Casalnuovo. Ed ecco perché a Ponticelli il “Roma” era andato a ruba:

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Dopo la prima pagina dal titolo “Si pente il capo, Sarno distrutti”, in primo piano ci sono le dichiarazioni di Ciro Sarno “‘o sindaco” su alcuni degli omicidi del clan, specie sull’alleanza del fratello Luciano con Gianfranco Ponticelli, boss a Cercola, che portò all’uccisione di tre uomini dei rivali De Luca Bossa. Alla terza pagina le confessioni di Vincenzo D’Onofrio e Salvatore Sarno, nipote di Ciro e figlio di Giuseppe “‘o mussillo”. La svettata delle vendite si giustificava nei titoli che rivelavano svolte forse non del tutto inaspettate, ma d’importanza cruciale nell’ambiente camorristico del quartiere.
Naturalmente “Cronache di Napoli” non poteva lasciarsi sfuggire l’argomento e, oltre alla prima, dedica ben cinque pagine alla questione (dalla 10 alla 14), le altre testate qualche approfondimento in proposito.
Ecco svelato il mistero dei giornali introvabili. Trascuravamo la rilevanza mediatica del clan e le conseguenze che può comportare. Come la possibilità che degli sviluppi, positivi per la parte civile della popolazione, possano generare l’improvvisa fortuna di un giornale in una particolare area del territorio. Il mio augurio è che questa richiesta si verifichi più spesso, che noi cittadini vogliamo essere informati. Ma per notizie positive, come quelle di oggi.

AlbA





Ballo ballo ballo da capogiro!

28 09 2009

C’è un fatto che mi è accaduto in questa tranquilla domenica appena trascorsa. Non mi è accaduto direttamente ma voglio raccontarlo comunque. Stamane ho vinto la pigrizia per andare a comprare una rivista. Mentre tornavo a casa ho incontrato i genitori di un caro vecchio amico. Ci siamo salutati e parlando mi sento dire «Eduà, lo sai, stanotte ci hanno rubato la macchina». Sono rimasto molto sorpreso: il mio amico stava parcheggiando l’auto in strada, vicino casa, poiché il suo garage è in ristrutturazione. «Ma stamattina ce l’hanno riportata pure. La vuoi vedere?». Sono ancora più stupito, certo che voglio vederla. Ieri pomeriggio l’avevo notata svoltando l’angolo, poco distante. E noi abbiamo svoltato l’angolo poco distante.

L’auto è lì, non ha più le frecce frontali. Ci avviciniamo, ci sono due buchi al posto delle frecce laterali e il finestrino dal lato passeggeri è stato sfondato. All’interno luccica qualche frammento di vetro, l’impianto per la chiave di accensione non esiste più ed appoggiato sul sedile c’è lo sportello del cruscotto. Adesso il vano è vuoto, mancano i peluche tenuti in mostra e manca sul parabrezza il tesserino che segnala lo stato d’invalidità del padre del mio amico. La moglie mi racconta che alle 4.00 avevano ricevuto la telefonata della polizia che, ripetendo il numero di targa, li informava del ritrovamento dell’auto. La famiglia era all’oscuro di tutto e, prelevato quello che restava della macchina, hanno saputo che i poliziotti avevano ricevuto una segnalazione anonima. Il veicolo stava a viale Margherita, «hanno detto che dei ragazzi ci ballavano sopra». Infatti avevo notato la carrozzeria deformata: le fiancate con varie ammaccature e il tettuccio schiacciato e ondulato.

Ci raggiunge la sorella del mio amico, mi chiede di non informarlo dell’accaduto qualora dovessi sentirlo, dato che è fuori città e sarebbe rientrato questa sera. Poi saliamo insieme a casa per tornare a tappezzare il finestrino dell’auto con i fogli di plastica. Mentre ci impegniamo per ottenere un risultato guardabile sulla portiera sgangherata, mi indica ridendo il punto scorticato in cui i ladri avevano tentato di forzare le chiusure inutilmente, con un giravite o qualcosa del genere. E riflette sul fatto che il sedile posteriore era stato appiattito per ampliare il portabagagli e quindi (forse) avevano trasportato qualcosa. Ci chiediamo dove sia stata portata l’auto e soprattutto come, per tutti i colpi che aveva incassato. Evidentemente chi la guidava non era molto pratico.

Ora non voglio denunciare il furto e il danneggiamento di un auto, per quanto possano essere cose spiacevoli e in zone come questa più ordinarie che altrove. Mi vengono in mente le notti delle periferie di Parigi che qualche tempo fa brillavano di auto in fiamme (e non solo). Ma se è la tua macchina fa rabbia pensare che “dei ragazzi ci ballavano sopra” in piena notte al centro di Ponticelli. Nelle vicinanze c’è il municipio dove fino a poche ore prima si armeggiava per certe elezioni. Nonostante questo sia un tipico quartiere che si autoimpone il coprifuoco, la strada dove abito e viale Margherita non sono particolarmente solitarie. Eppure per scassinare un veicolo non serve più la tranquillità e la penombra di una volta. L’oggetto in questione è un auto molto modesta ma se chi legge è un ventenne squattrinato come me, di famiglia altrettanto modesta, capirà cosa voglio dire. E tralascio volontariamente la dubbia ipotesi che tutto sia stato fatto da qualcuno voglioso di vendicare un torto, che qui pure sarebbe verosimile.

La mia idea è che la macchina non sia stata presa per trasportare qualcosa, almeno non solo. Per quanto odiosa, la mia idea è che sia stata presa per divertimento. Come passare un sabato notte diverso se con te c’è qualcuno che sa rubare un auto. A Ponticelli sai farlo e puoi farlo: è un luogo straordinario, c’è sempre gente capace di sorprenderti.
Mi chiedo in che razza di posto viviamo. E se sia uno stupido a stare di notte a scrivere qui piuttosto che andare a saltare su un auto.

Eduardo





Ponticelli in corsa

22 09 2009

2° Memorial Nando Cilenti

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Regolamento tratto da www.kronopuglia.it:

UNO STARTER, tre competizioni al via
speaker Marco Cascone, video Podistidoc trasmesso su TeleCapri Sport
GARA PODISTICA REGIONALE di Km 10
RITROVO: Villa comunale E. De Filippo di Napoli Ponticelli, uscita autostrada Ponticelli/Barra del raccordo C.
Direz.-Cercola/Pomigliano, nei pressi del Palasport di Ponticelli.
ISCRIZIONE GARA COMPETITIVA di € 6,00. Consegna pacco gara alla restituzione del chip, contenente un
utile accappatoio da utilizzare a fine gara.
REQUISITI DI PARTECIPAZIONE: possono partecipare tutti gli atleti tesserati FIDAL delle categorie
Assoluti, Amatori e Masters M/F, liberi (come da regolamento Fidal) o Enti di promozione sportiva che hanno
firmato l’accordo con Fidal ed in regola con il tesseramento per l’anno in corso.
MODALITA’ e CHIUSURA DI ISCRIZIONE: a mezzo fax su carta intestata della Società al fax 0832.350421
(servizio segreteria Champion Chip-Kronopuglia), sui siti http://www.championchip.it,
http://www.kronopuglia.it oppure a mezzo e-mail iscrizioneonline@gmail.com entro e non oltre
giovedì 24 settembre 2009.
RITIRO PETTORALI: sabato 26 Settembre dalle ore 17.00 alle ore 19.00 e domenica 27 settembre dalle 7,30
alle 8,30 presso la villa comunale di Ponticelli o con modalità diverse da concordare. I pettorali saranno
consegnati esclusivamente ad un responsabile dei rispettivi sodalizi.
DIPLOMA di partecipazione: scaricabile gratuitamente su sito http://www.championchip.it,
http://www.kronopuglia.it
CONTATTI: 328.5773472 – 339.4923103.

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE:
ORE 7.30: ritrovo Giuria e Concorrenti presso la villa comunale E. De Filippo a Ponticelli.
ORE 9,00: partenza gara competitiva e non competitive.
Al termine: ristoro e premiazioni.
MANIFESTAZIONI COLLATERALI (Gare non competitive a passo libero – iscrizioni aperte dal 24 al 26
settembre 2009):
ORE 9,00: partenza per i ragazzi delle scuole medie- nati 1996/1998- (1,5 km su pista podistica della villa
comunale E. De Filippo). Le iscrizioni sono GRATUITE e vanno fatte al gazebo del C.S.I. presente alla villa
comunale E. De Filippo a Ponticelli dalle 17,00 alle 19,00 dei giorni 24-25-26 settembre o il giorno della gara dalle
7,30 alle ore 8,30 presso la segreteria all’interno della villa (eventuali contatti telefonici 328.5773472).
ORE 9,00: partenza per gli adulti (3 giri su pista podistica villa comunale E. De Filippo, pari a 4,5 km).
QUOTA di ISCRIZIONE euro 2,00. Le iscrizioni vanno fatte presso la villa comunale E. De Filippo a Ponticelli
al gazebo del C.S.I. dalle 17,00 alle 19,00 dei giorni 24-25-26 settembre o il giorno della gara dalle 7,30 alle ore
8,30 presso la segreteria all’interno della villa (eventuali contatti telefonici 328.5773472).
PREMIAZIONI Tutti i partecipanti delle due gare non competitive riceveranno una maglietta e una medaglia in
ricordo della manifestazione più ristoro. I primi tre arrivati maschi/femmine saranno premiati con coppa in
concomitanza con la premiazione dei Top Runners più i seguenti premi aggiuntivi:
RAGAZZI: Ai primi 20 ragazzi classificati e alle prime 10 ragazze classificate sarà offerto, a titolo gratuito,
il tagliando di partecipazione alla GAZZETTA KIDS RUN, dove tutti i partecipanti riceveranno una T-SHIRT
KIDS REBOOK ed altri regali e gadget + pasta party. La Kids Run, corsa non competitiva, è inserita nel
programma nazionale della Gazzetta Run, organizzata dalla Gazzetta dello Sport, e si svolgerà a P.zza Plebiscito
di Napoli il 24 ottobre p.v. alle ore 10 dopo la corsa competitiva.
Premi aggiuntivi RAGAZZI offerti dal C.S.I di Napoli: I primi 10 ragazzi riceveranno un pallone di cuoio. Le
prime 10 ragazze riceveranno un orologio.
Inoltre
RAGAZZI M/F – 1°/2°classificato: buono pizza+frittura+bibita per un coperto offerto dal Ristorante/Pizzeria
LA RUOTA a Ponticelli 1^ trav. Bartalo Longo.
ADULTI M/F – 1°/2°classificato: buono pizza + frittura + bibita per 2 coperti offerto dal Ristorante/Pizzeria
LA RUOTA a Ponticelli 1^ trav. Bartalo Longo.

GARA COMPETITIVA:
SOCIETA’ INDIVIDUALE MASCHILE e FEMMINILE
1a CL. 2a CL. 3a CL. 4a CL. 5a CL. 1a CL. 2a CL. 3a CL. 4a CL. 5a CL.
500 400 300 200 100 300 250 200 150 100
Il punteggio alle Società verrà attribuito con il sistema della classifica inversa.
L’A.S.D. AMATORI VESUVIO si esclude dalla classifica di Società in quanto sodalizio organizzatore.
Saranno premiati, inoltre, i primi 150 classificati maschi, le prime 30 classificate donne e i primi tre classificati
delle categorie
M/F Masters 50/55/60/65/70 con premi così suddivisi: il primo M50/55/60/65/70 con orologio roccobarocco
nuova collezione, la prima F/70 con orologio roccobarocco nuova collezione (se l’atleta non è presente si scala
a F/65 e precedenti), gli altri con abbigliamento sportivo tecnico Asics o altre marche equivalenti, offerto dalla
MORETTA SPORT di Capodrise/Marcianise.

NOTA: I premi di categoria saranno consegnati solo ed esclusivamente agli atleti presenti e muniti di tesserino
sociale Fidal o di altro Ente Sportivo in regola con le normative Fidal; per gli atleti liberi, come da regolamento
Fidal, ci sarà l’attestazione della società organizzatrice.
TUTTI I PREMI INDIVIDUALI NON SONO CUMULABILI, INOLTRE, I PREMIATI DI CATEGORIA
VERRANNO ESCLUSI DAI PRIMI 150 CLASSIFICATI, PERCHE’ PREMIATI SUL PALCO CON PREMI
DI CATEGORIA.

NEW: Per il giorno della gara è stato raggiunto una convenzione con il ristorante La Ruota, ubicato lungo il
percorso gara e vicino all’arrivo, per un pranzo a prezzo chiuso di euro 15,00 cad., dalle ore 13,00 e con il
seguente menù:
Antipasto contadino – tre primi a scelta – misto carne – contorno – frutta – vino/acqua – dolce – caffè – amaro.
I posti disponibili al ristorante sono limitati ed occorre la prenotazione obbligatoria al numero telefonico
081.5960427

L’ARCAL RAI, in sintonia con l’A.S.D. Amatori Vesuvio, ha istituito una targa Laureto da consegnare al 1° classificato M50, con chiaro riferimento alla sicurezza stradale. La stessa sarà consegnata dal responsabile dell’ ARCAL RAI di Napoli.
La RAI di Napoli, inoltre, recependo le finalità di alto contenuto sociale della manifestazione, sarà presente con un suo servizio.

In villa comunale E. De Filippo, cuore pulsante della manifestazione,  ci sarà uno stand dell’equipe del Centro Podologico Pacilio (Centro di Podologia e Posturologia clinica e sportiva) con i seguenti servizi e consulenze gratuiti:

–         Consulenza e valutazione podologiche sul lettino e sul podoscopio.

–          Consulenze posturali.

–         Distribuzione di campioni per problematiche podotermadoliche.

–         Servizio di pronto soccorso a tutti quei pazienti che manifesteranno problematiche ai piedi durante la gara.

Sarà presente, inoltre, una tenda massaggi dove il fisioterapista Tarallo Francesco si dedicherà agli atleti che ne avessero bisogno.

www.podistidoc.it





Apertura della sede operativa di TerradiConfine: uno spazio dedicato ai giovani di Ponticelli

20 05 2009

L’ Associazione socio-politico culturale TerradiConfine è un associazione che ha come scopo la promozione di attività e progetti in ambito sociale e culturale, con particolare attenzione ai giovani.

TerradiConfine nasce dall’esigenza di promuovere lo sviluppo della periferia orientale di Napoli, e di accrescerne il ruolo di tramite tra la città ed il territorio circostante.

TerradiConfine si propone come interlocutore nella vita sociale dei giovani del quartiere di Ponticelli. L’ intento associazionistico che accomuna tutti i soci è la volontà con piccoli gesti di migliorare la vita del quartiere riprendendo il concetto di Politica inteso come bene della polis.

Convinti che la semplice integrazione tra i giovani accomunata alla creazione di spazi di aggregazione e a un attività costante sul territorio sia motivo di cambiamento, abbiamo deciso di intraprendere l’impegnativo cammino di aprire la nostra sede nel centro storico del quartiere di Ponticelli.

Non una semplice sede associazionistica, bensì uno spazio giovane per gente giovane: un luogo messo a disposizione dei cittadini di Ponticelli dove è possibile incontrarsi, conoscersi, socializzare e soprattutto concretizzare i propri progetti e le proprie idee.

La nostra concezione di sede infatti è un posto aperto agli influssi del territorio, un cantiere autogestito dove poter creare momenti di cultura ed arte: un luogo dove confrontarsi politicamente in modo neutrale e rispettoso dell’opinione altrui.

Una delle peculiarità della sede è indubbiamente una forma di arredamento che definiamo urbano ed eco-compatibile: frutto di un accurata ricerca tra le tante discariche abusive del nostro territorio dove abbiamo avuto modo di trovare mobili seminuovi abbandonati nel degrado urbano degli spazi pubblici di Ponticelli.

La sede inoltre è frutto del lavoro di tanti giovani e ragazzi che dalla mattina alla sera si dedicano alla realizzazione piccolo capolavoro associazionistico che è TerradiConfine, un associazione composta da giovani che credono sia possibile un cambiamento del nostro quartiere dal basso di cui i giovani siano energici protagonisti.

Sperando che il progetto di questo spazio giovanile possa colpire la vostra attenzione, vi invitiamo giovedì 21 Maggio alle ore 21 in Viale Viscardi n°14 alla festa inaugurale “TdC…Working in Progress”

Saluti sconfinati

Roberto Zabberoni

Presidente Ass. TerradiConfine